Afghanistan: dal Grande Gioco ai Nuovi Grandi Giochi

Gli obiettivi


Il disimpegno occidentale dall’Afghanistan che ha riportato i talebani al potere nell’agosto del 2021 ha aperto nuovi spazi di manovra per le potenze regionali. Ripercorrere la storia del Paese dal Grande Gioco che nell’Ottocento contrappose Gran Bretagna e Russia ai «Nuovi Grandi Giochi» che si intersecano oggi nella regione ci permette di capire i motivi della centralità geostrategica dell’Afghanistan e il modo in cui le ingerenze esterne hanno plasmato la storia di questo Paese.

Si parlerà di:

  • L’Afghanistan durante il Grande Gioco. Si ripercorreranno gli eventi che hanno interessato l’Afghanistan nel corso dell’Ottocento, con particolare attenzione al tentativo da parte britannica di trasformare il Paese in uno Stato cuscinetto in funzione anti-russa.

  • L’indipendenza e le riforme di Amanullah. Si descriverà l’ammodernamento del Paese tra fine Ottocento e gli anni Venti del Novecento, quando l’Afghanistan ottiene la piena indipendenza.

  • Gli anni Cinquanta-Settanta: l’influenza sovietica e dei Fratelli Musulmani. Si analizzerà la trasformazione della società urbana afghana tra gli anni Cinquanta e Settanta, con particolare attenzione all’influenza esercitata sulle classi medio-alte dal modello sovietico e dall’islam politico.

  • L’occupazione sovietica (1979-1988). Si illustreranno gli effetti dell’occupazione sovietica e del sostegno dell’Occidente e dell’Arabia Saudita sulla società afghana.

  • La guerra civile, i Talebani e le ingerenze regionali. Il tema centrale sarà l’ingerenza da parte delle potenze regionali in Afghanistan dopo il ritiro sovietico, a favore dei talebani o dell’opposizione.

  • La lunga guerra (2001-2021) e il ritorno al potere dei Talebani. Si ripercorreranno l’intervento militare e la ricostruzione politico-istituzionale iniziati nel 2001, dopo gli attentati di New York, e il ruolo ricoperto dalle potenze regionali prima e dopo il disimpegno occidentale, che inizia nel 2011 e porta dieci anni dopo alla nascita del secondo emirato talebano.



Relatrice


Elisa Giunchi è professoressa ordinaria presso l’Università degli studi di Milano, dove tiene diversi corsi sulla storia dell’Asia e del Medio Oriente. Le sue ricerche riguardano soprattutto il Pakistan e l’Afghanistan. Su quest’ultimo Paese ha recentemente pubblicato Afghanistan: da una confederazione tribale alle crisi contemporanee (Carocci, 2021) e Il pashtun armato: la diffusione di armi in Afghanistan e il declino dell’impero britannico (1880-1914) (Mondadori Education, 2021, premio nazionale Corsena 2022 per la saggistica storica). È nel comitato direttivo della «Rivista italiana di storia contemporanea» e di «Storia delle donne», ed è vice-direttrice della rivista accademica «Nuovi autoritarismi e democrazie (NAD)»; partecipa di frequente a conferenze scientifiche, a trasmissioni radiofoniche e televisive e a incontri di divulgazione.

 

Moderatore


Duccio Canestri, Docente e consulente editoriale, Mondadori Education.

 

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IL PASHTUN ARMATO

Elisa Giunchi


Sul finire dell'Ottocento la crescente rivalità intra-europea e la sua proiezione verso l'esterno stimolarono la produzione e il perfezionamento delle armi da fuoco. Mentre l'Europa si riarmava, aumentava il traffico di armi fuori dall'Europa attraverso canali legali e illegali che coinvolgevano funzionari consolari, trafficanti e collaboratori locali. Una delle regioni maggiormente interessate dalla proliferazione di armi di inizio Novecento era l'Afghanistan meridionale, alle porte dell'India britannica. Quest'area ricopriva, insieme al Golfo Persico, un'importanza cruciale per la potenza inglese, che iniziava allora a percepire i primi segni di un declino che diventerà via via più pronunciato. Il volume ricostruisce gli snodi principali del processo che portò alla militarizzazione dell'Afghanistan e i motivi per cui la diffusione di armi sulla «Frontiera» assunse agli occhi degli inglesi contorni allarmanti, tanto da divenire uno dei principali problemi che le autorità di Londra e Calcutta si trovarono ad affrontare nella regione nei decenni che precedettero la Prima guerra mondiale.
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