Antropocene: non è un addio, ma un arrivederci

di Chiara Anzolini
  • Materie coinvolte: Scienze della Terra

Dopo 15 anni di lavori e dibattiti, il 1° febbraio 2024 la Sottocommissione per la Stratigrafia del Quaternario (SQS) dell’Unione Internazionale di Scienze Geologiche (IUGS) ha votato contro la proposta di inserire ufficialmente l’Antropocene nella scala dei tempi geologici. Ora se ne potrà riparlare soltanto tra dieci anni.

 
La decisione di non riconoscere l’Antropocene come un’epoca distinta nella storia geologica della Terra è comprensibile se si guarda alle norme con cui la IUGS classifica le unità rocciose e ne determina la scansione temporale, ma potrebbe avere un impatto negativo sul modo in cui viene percepito il ruolo dell’attività umana sul destino del Pianeta.

Partiamo dall’inizio. Così come ci sono delle regole precise per classificare le specie, siano esse animali, piante o minerali, e per aggiungere nuovi elementi alla tavola periodica, così esistono degli step ben definiti per determinare una nuova epoca geologica. Le ere geologiche sono infatti delle semplici convenzioni che utilizziamo per rendere più facilmente comprensibile il tempo profondo. Generalmente la fine di un’era e l’inizio della successiva viene marcato scegliendo un evento importante, che possa essere facilmente individuato nelle successioni rocciose di tutto il mondo, come ad esempio un’estinzione di massa, indicata dalla scarsità o dall’assenza di fossili.

L’organismo che si occupa di determinare gli standard internazionali sulle unità rocciose è la Commissione Internazionale sulla Stratigrafia (ICS), un comitato permanente della IUGS. In particolare, la SQS ha avuto la responsabilità di decidere se la proposta elaborata dal Gruppo di Lavoro sull’Antropocene (AWG), istituito nel 2009, fosse accettabile secondo i criteri ufficiali. Dopo aver vagliato diverse possibilità, l’AWG aveva infine deciso di proporre come demarcatore tra l’Olocene e l’Antropocene gli isotopi rilasciati dalle esplosioni delle bombe atomiche deposti nei sedimenti del Lago Crawford, in Canada. Il limite veniva quindi posto circa a metà anni ‘50.

In un comunicato più esteso, la IUGS spiega le proprie motivazioni per il rifiuto della proposta. La ragione principale è che gli effetti antropici sui sistemi ambientali e climatici della Terra iniziano ben prima del secolo scorso, basti pensare all’avvento dell’agricoltura, alla rivoluzione industriale e alla colonizzazione delle Americhe e del Pacifico. Il secondo motivo è che far iniziare l’Antropocene meno di una vita umana fa sembra davvero precipitoso, se si pensa che le altre epoche abbracciano migliaia se non milioni di anni. Il terzo motivo è dato dal fatto che l’impatto antropico è variabile nel tempo e nello spazio, ed è quindi difficile che possa essere rappresentato da un orizzonte isocrono nella successione delle rocce, perlomeno non con i dati che abbiamo ora.

Non sono tuttavia mancate le polemiche. Jan Zalasiewicz, ex membro dell’AWG e professore emerito di paleobiologia all’Università di Leicester, ha manifestato dei dubbi sulla bontà della votazione, dato che a suo dire il mandato di alcuni membri sarebbe stato formalmente scaduto. Altri ritengono però che tali illazioni siano dovute solo alla sua incapacità di accettare la sconfitta. Zalasiewicz non è l’unico scienziato ad aver abbandonato l’AWG per divergenze d’opinioni. Lo scorso luglio Erle Ellis, professore di geografia all’Università del Maryland, aveva rassegnato le sue dimissioni dal Gruppo proprio perché riteneva che non ci fosse più spazio per esprimere dissenso.

Come però scrive la stessa IUGS nel suo comunicato, nonostante il rifiuto di definirlo come unità geologica distinta, l’Antropocene rimane un inestimabile descrittore dell’impatto umano sul sistema Terra. Anche Ellis, in un suo recente articolo, spiega che una definizione scientifica di Antropocene è già ampiamente disponibile sotto forma di evento, analogo ad altri famosi processi trasformativi del Pianeta come il Great Oxidation Event o l’esplosione Cambriana. L’Antropocene è dunque lungi dall’essere sepolto e dimenticato. Rimane all'orizzonte, e continua a incombere su di noi più che mai.

 

Attività da proporre alla classe

Uno dei concetti scientifici più complessi da capire e da trasmettere è quello del tempo geologico, altrimenti detto tempo profondo. Quando si ha a che fare con distanze o lassi di tempo incommensurabili per la mente umana, la strategia migliore da applicare è quella dell’analogia. Quante volte non abbiamo visto sui libri di testo la storia della Terra riassunta in un’ora di orologio? Quest’attività ha lo scopo di far visualizzare e toccare con mano la scala dei tempi geologici, in modo da percepire la distanza e la distribuzione dei vari eventi nel tempo.

  1. Dividete la classe in gruppi da 3-4 persone; ogni gruppo si procuri un rotolo di carta igienica con esattamente 46 strappi (così che ogni strappo rappresenti 100.000.000 anni).

  2. Un membro del gruppo numeri in piccolo gli strappi da 0 a 45 con un pennarello.

  3. Un altro membro del gruppo ritagli tutte le striscioline dalla stampa di questo file

  4. Un terzo membro del gruppo marchi il fondo dell’ultimo strappo con l’ultima strisciolina.

  5. Il gruppo disponga la striscia di carta igienica per esteso se lo spazio lo consente, altrimenti la ripieghi da 2 a 4 volte fino a formare un serpentone (senza romperla!)

  6. Tenendo conto del fatto che ogni strappo di carta igienica rappresenta 100.000.000 anni, il gruppo incolli o fissi con una spillatrice le diverse striscioline alle distanze opportune.


Quando tutti i gruppi avranno terminato l’attività, l’insegnante ragioni insieme alla classe sul fatto che la maggior parte degli eventi avviene negli ultimi 6 strappi di carta igienica, ovvero negli ultimi 600.000.000 anni.

Un’alternativa possibile, e altrettanto efficace, è far srotolare la carta igienica agli studenti camminando all’indietro in aula magna o in palestra, fermandoli ogniqualvolta raggiungono un evento importante nella storia geologica della Terra. Potrebbero ritrovarsi con le spalle al muro prima ancora di aver incontrato i dinosauri!