Storicizzare don Milani. L’uomo, il contesto, l’opera

La traiettoria esistenziale di don Milani, sospesa tra avvento del fascismo, guerra e democrazia, descrive un momento cruciale della trasformazione storica e culturale della società italiana. Due sono gli aspetti principali da mettere in evidenza: il primo riguarda il trasferimento delle classi popolari sul terreno della vita urbana e dei codici culturali del consumismo e della secolarizzazione; il secondo si riferisce all’avvento della scolarizzazione di massa. Dal suo remoto osservatorio toscano, don Milani risponde alle sollecitazioni del proprio tempo elaborando, nell’arco di un ventennio, una proposta che fa perno sull’educazione religiosa del popolo e fornisce la versione radicale di un progetto di democrazia cristiana. Messo di fronte alla novità di una scolarizzazione prolungata dei ceti subalterni, don Milani da un lato rifiuta drasticamente il modello culturale della scuola pubblica così com’era, dall’altro immagina una scuola del «servizio sociale» che possa fare dei figli del popolo i maestri della propria classe. Questo progetto, che trova forma nella celebre Lettera a una professoressa, incontra gli spiriti incipienti del Sessantotto andando incontro ad un clamoroso fraintendimento, ma anche ad una fortuna straordinaria. Con questa fortuna carica di equivoci facciamo i conti ancora oggi.

Si parlerà di:

  • Il dopoguerra e le speranze di un rinnovamento sociale affidato alla Dc. Illusioni e delusioni del 18 aprile 1948.

  • San Donato di Calenzano e l’elaborazione delle Esperienze pastorali.

  • Il conflitto con la chiesa fiorentina e l’«esilio» a Barbiana.

  • Gli anni Sessanta. Antimilitarismo e scuola di massa.

  • Lettera a una professoressa.

  • La fortuna di don Milani. Dal Sessantotto a noi.






Relatore


Adolfo Scotto di Luzio è professore ordinario di Storia della pedagogia all’Università degli studi di Bergamo. Si occupa di storia della cultura italiana tra Ottocento e Novecento. Alla scuola e alle idee educative ha dedicato un lungo ciclo di ricerche che hanno trovato in questi anni espressione in diversi libri. Nel 1999 è stato pubblicato per il Mulino Il liceo classico, e nel 2007 per lo stesso editore La scuola degli italiani. Nel 2013 è uscito per Bruno Mondadori La scuola che vorrei, nel 2015 Senza educazione. I rischi della scuola 2.0 (il Mulino). Per Einaudi ha pubblicato nel 2020 Nel groviglio degli anni Ottanta. Politica e illusioni di una generazione nata troppo tardi. Nel 2023 è uscito ancora per Einaudi L’equivoco don Milani. Per Mondadori Università sta scrivendo una Storia dell’educazione in Italia dal Settecento ai giorni nostri.

 

Moderatore


Matteo Tasca, Redazione Umanistica Secondaria di secondo grado Mondadori Education

 

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