Ideologia e compassione: alcuni aspetti della poetica di Torquato Tasso

Gli obiettivi


I relatori proporranno letture dell’Aminta, della Gerusalemme liberata e della Gerusalemme conquistata, mettendo innanzitutto in luce come Tasso stabilisca un rapporto dialettico con la tradizione, fatto di riprese e innovazione, fedeltà e tradimento. Inoltre, dopo aver mostrato i limiti della ricezione tassiana nel corso dei secoli (troppo spesso schiacciata sulla censura controriformistica, oppure sull’erudizione barocca), ci si soffermerà sugli aspetti più moderni della sensibilità tassiana, che non si limita a reagire al presente in cui l’autore era immerso, ma riesce con straordinaria lungimiranza a prefigurare le forme e le oscillazioni di una soggettività già moderna. Infine, vengono discussi e rivalutati alcuni aspetti del cosiddetto «secondo Tasso», troppo spesso sottovalutato, ricostruendone la poetica complessa e tutta tesa alla ricerca di un valore sapienziale per la parola poetica.

 

Gli interventi


1) «Mille forme e mille apparenze»: l’Aminta di Torquato Tasso, di Davide Colussi

L’Aminta è «un portento»: così si espresse Giosuè Carducci, mostrando un apprezzamento per la favola pastorale tassiana che risale alle sue prime messe in scena e perdura sino ad oggi. Costante è stata anche l’attenzione critica riservata all’opera da parte degli studiosi e dei commentatori, così che oggi siamo in grado di osservare l’Aminta sotto più prospettive. Se ne considereranno qui tre: gli elementi di innovazione introdotti nella tradizione della pastorale; la rappresentazione allusiva della vita di corte; le strategie retoriche dei personaggi che interagiscono in scena.

Si parlerà di: 

  • La forma della pastorale. L’Aminta si iscrive in una tradizione di genere che ha trovato una sua precisa codificazione a Ferrara nei decenni precedenti. Rispetto ai modelli, Tasso innova la forma della pastorale teatrale in alcuni dei suoi caratteri drammaturgici essenziali.

  • Un’Arcadia ferrarese: la corte in scena e fuori dalla scena. Nell’Aminta trovano spazio ripetute allusioni all’ambiente di corte al quale l’opera era destinata. Da un lato il travestimento pastorale dei personaggi in scena mira al divertimento del pubblico di corte; dall’altro consente di insinuare elementi di critica e contraddizione.

  • Le voci dei personaggi. I personaggi del dramma perseguono obiettivi diversi: lo mostra bene la varietà di soluzioni linguistiche e retoriche adottate da Tasso di scena in scena, in una polifonia che sinora non è stata rilevata con l’attenzione che meriterebbe.


2) Il poeta della condivisione emotiva, di Stefano Prandi

Considerato, nella sua prima ricezione critica, la vittima di una Controriforma oscurantistica e, più tardi, l’esponente di un manierismo ripiegato nel culto della forma e nell’erudizione, il Tasso appare oggi come il poeta che per primo ha saputo interpretare la moderna soggettività, con le sue fragilità e contraddizioni, aprendosi, come mostra in particolare la Gerusalemme liberata, all’ascolto emotivo delle ragioni dell’altro e del diverso da sé.

Si parlerà di:

  • Il mito biografico tassiano e i suoi fraintendimenti. Si fornirà una breve ricostruzione della ricezione tassiana nel corso dei secoli, mostrando come, di volta in volta, i lettori hanno frainteso la complessità dell’autobiografia tassiana, schiacciando le loro interpretazioni su un aspetto piuttosto che su un altro.

  • Una teoria della compassione. Attraverso l’analisi di alcuni passaggi tassiani, si metterà in luce l’importanza che Tasso attribuisce all’empatia e all’ascolto dell’altro.

  • Logica del dominio vs logica dell’empatia: la Gerusalemme liberata. Si tenterà una lettura del poema tassiano alla luce delle teorie precedentemente delineate, mettendo in evidenza come la Gerusalemme liberata sia costantemente attraversata dal conflitto tra una logica del dominio e una logica dell’empatia.


3) La Gerusalemme conquistata e il secondo Tasso, di Franco Tomasi

L’intervento intende avanzare una proposta di lettura della Gerusalemme conquistata. Lo scopo è duplice: da un lato cercare di dare ragione dell’ideologia poetica che muove Tasso dopo la stagione di Sant’Anna, facendo emergere un progetto artistico che affida alla parola letteraria un ambizioso e complesso discorso sapienziale; dall’altro lato si vuole avanzare una riflessione sul tardo Rinascimento italiano e sulla produzione poetica del cosiddetto secondo Tasso.

Si parlerà di:

  • Il ‘poeta doctus’ e il tramonto del Rinascimento. Primo inquadramento della stagione poetica del secondo Tasso e illustrazione delle ragioni di una nuova poesia sapienziale.

  • Il progetto di una poesia testimone del vero: il caso della «Conquistata». Le ragioni teoriche e ideologiche che animano la ‘riforma’ del poema: la Conquistata non come tarda e stanca riproposizione della Liberata, ma come nuovo e complesso poema epico della modernità.

  • Il senso della storia (e della guerra): osservazioni sul canto XX della «Conquistata». Si propone un’interpretazione del canto XX della Conquistata, vero «poema nel poema» (Gigante), nel quale Tasso illustra la sua interpretazione universale del senso della storia e del ruolo della guerra.



Relatori


Davide Colussi insegna Linguistica italiana all’Università di Milano-Bicocca. Si è occupato di prosa critica, filosofica e storica e di poesia cinquecentesca. Ha pubblicato fra gli altri i volumi Tra grammatica e logica. Saggio sulla lingua di Benedetto Croce (Serra, 2007), Figure della diligenza. Costanti e varianti del Tasso lirico (Antenore, 2011) e Stili della critica novecentesca (Carocci, 2017). Fra le sue pubblicazioni più recenti: una nuova edizione critica commentata dell’Aminta di Torquato Tasso (con P. Trovato, Einaudi, 2021) e la curatela di Rabelais. La formazione di parole come strumento stilistico di Leo Spitzer (con L. Assenzi, Quodlibet, 2021).

Stefano Prandi si è formato all’Università di Bologna con Ezio Raimondi. Dal 2001 al 2017 è stato titolare della cattedra di Letteratura italiana all’Università di Berna; attualmente è Direttore dell’Istituto di studi italiani presso l’Università della Svizzera Italiana. Ha pubblicato saggi sulla letteratura medievale, su quella umanistica e rinascimentale (tra cui il volume tassiano Quasi ombra e figura de la verità. Pensiero e poesia in Torquato Tasso, 2014) e sulla poesia del Novecento. Infine, è autore di vari testi per le scuole, tra cui storie letterarie e guide allo studio di Dante.

Franco Tomasi è docente di letteratura italiana presso l’Università di Padova. Si occupa principalmente di letteratura rinascimentale, con particolare attenzione alla tradizione lirica (Studi sulla lirica rinascimentale, Roma-Padova, 2012), alle forme del poema epico cavalleresco (ha curato i due volumi della Lettura del «Furioso», Firenze, 2017-2019), e alla figura di Torquato Tasso (Gerusalemme liberata, Milano, 2009). Si occupa inoltre di narrativa novecentesca e contemporanea (Geografia del racconto. Sguardi interdisciplinari sul paesaggio urbano nella narrativa italiana contemporanea, Bruxelles, 2014). Per Mondadori Università ha pubblicato (con Giancarlo Alfano, Paola Italia e Emilio Russo) i manuali Letteratura italiana (in due volumi, 2018) e Profilo di letteratura italiana (2020).

 

Moderatore


Alessandro Mongatti, Responsabile editoriale del settore Università, Periodici e Varia di Mondadori Education.Alessandro Mongatti, Responsabile editoriale del settore Università, Periodici e Varia di Mondadori Education.

 

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