Vado a vivere con l’orso, ovvero come convivere con la fauna selvatica

di Camilla Tuccillo
  • Materie coinvolte: Biologia e Scienze della terra

Vado a vivere con l’orso, ovvero come convivere con la fauna selvatica

La convivenza è un tipo di relazione complesso e delicato, che sia tra amici, familiari o con animali. Con il passare del tempo e il cambiare delle nostre abitudini sta diventando sempre più critico il rapporto tra esseri umani e fauna selvatica, grandi carnivori in particolare.  La popolazione urbana cresce e le città si espandono verso la campagna, al tempo stesso i paesi rurali e montani si svuotano e il bosco si avvicina progressivamente alle abitazioni: ecco che gli incontri ravvicinati con le persone si fanno sempre più frequenti e gli animali diventano confidenti – cioè smettono di aver paura degli umani.

 

Grazie a progetti di reintroduzione e conservazione avviati negli ultimi decenni del secolo scorso, l’orso bruno (Ursus arctos) e l’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) sono tornati a popolare in maniera più visibile rispettivamente le Alpi centro-orientali e gli Appennini centrali della nostra penisola. Esistono piani d’azione molto dettagliati per la loro gestione ma è statisticamente impossibile evitare che si verifichino imprevisti, talvolta fatali sia per gli orsi che per le persone. Affrontare queste situazioni richiede complessità e delicatezza ma possiamo sicuramente riconoscere due fattori importanti nella comprensione di questa vicenda: 1. la compresenza di specie diverse su un territorio non può essere fatta di compartimenti stagni; e 2. l’emotività è una caratteristica umana importante nel determinare i nostri comportamenti.

L’orso è un animale onnivoro (gran parte della sua dieta è vegetariana) e ha bisogno di grandi quantità di cibo: frequenta per questo territori molto ampi e diversificati tra loro. Nel suo girovagare spesso si imbatte in greggi, pollai, altri tipi di allevamento e rifiuti. Gli esseri umani trovano quindi traccia del passaggio dell’orso o capita che incrocino il suo percorso; ed è facile comprendere come possano prendere il sopravvento la rabbia innescata da possibili danni all’economia e al paesaggio e la paura di un animale tradizionalmente percepito come feroce.

Per andare oltre quello che sembra un vero “stallo alla messicana”, è fondamentale che vengano ascoltate tutte le voci in campo: quella dell’orso (anche se non usa il nostro stesso linguaggio), quella di chi si occupa di tutela ambientale e quella di chi potrebbe essere danneggiato. Solo non lasciando indietro nessuno è possibile ottenere la fiducia delle persone e puntare sulla prevenzione, fornendo quindi a tutte le parti gli strumenti necessari per proteggere sé stessi e gli animali allo stesso tempo.

Convivere non vuol dire solamente condividere lo stesso spazio: per stare bene bisogna accettare che ogni cosa è di tutti, e tutto è di ciascuno.

 

Attività da proporre alla classe

Il PATOM e il PACOBACE sono i Piani d’Azione per la tutela e la conservazione, rispettivamente, dell’orso bruno marsicano e dell’orso bruno. Dividete la classe in due gruppi: ciascun gruppo lavorerà su un piano. Fate una ricerca online sulla storia di questi documenti e sui suoi strumenti – tecniche di monitoraggio, misure di prevenzione e trattamento degli orsi più problematici. Poi, se riuscite, mettetevi in contatto con il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari più vicino alla vostra scuola: fatevi raccontare la loro esperienza e/o idea riguardo la convivenza pacifica tra esseri umani e orsi. Con l’aiuto di una presentazione al computer esponete il lavoro al resto della classe.

 

Bibliografia e sitografia