Italiano e dialetti in TV

Gli obiettivi


La lezione fornisce un quadro dei diversi impieghi dell’italiano e dei dialetti nei programmi televisivi contemporanei e mette a fuoco caratteristiche e funzioni dei differenti stili dell’italiano parlato in TV. Sono perciò analizzati i tre principali ambiti e contenitori degli usi linguistici in televisione: la comunicazione giornalistica e l’informazione; l’italiano delle serie e della fiction televisiva; l’italiano dell’intrattenimento e dei reality show. Preliminare alla descrizione degli stili della televisione contemporanea è la messa a fuoco del cosiddetto italiano trasmesso, ovvero della varietà di lingua impiegata nelle interazioni comunicative che prevedono l’uso di mezzi di comunicazione di massa. Inoltre, la lezione dà conto dei cambiamenti che hanno coinvolto il medium televisivo a partire dagli anni Ottanta: cambiamenti sintetizzabili attraverso le due immagini della televisione «maestra d’italiano» e della televisione «specchio delle varietà parlate» (anche basse e trascurate).

Si parlerà di:

  • L’italiano e i dialetti in TV: quante varietà, quali funzioni. L’impiego della lingua italiana e dei dialetti in TV non restituisce un quadro omogeneo e uniforme. In uno scenario caratterizzato dal trionfo dell’italiano dell’uso medio, si alternano e succedono diverse varietà d’italiano televisivo, più o meno marcate verso l’alto o il basso, e variamente distribuite in differenti generi televisivi: dal parlato serio semplice dell’informazione e della divulgazione (scientifica, culturale, politica, ecc.) a quello stilizzato e simulato della fiction, dall’italiano sciolto colloquiale dei talk show e dei quiz a quello trascurato dei reality show. L’italiano teletrasmesso assolve dunque più funzioni e i diversi stili riconducibili alla categoria di italiano televisivo meritano di essere osservati e descritti come elementi di una realtà linguistica complessa e sfaccettata.

  • L’italiano trasmesso. Si mette a fuoco il significato della nozione di italiano trasmesso, ovvero di un parlato veicolato tramite un sistema tecnico di riproduzione e trasmissione sonora e visiva.

  • L’italiano della paleo-televisione: la televisione come maestra d’italiano. Nei primi vent’anni circa di trasmissioni (dal 1954 al 1976), l’italiano televisivo ha esercitato un’indubbia funzione di modello di riferimento: il mezzo televisivo è stato una scuola di lingua indiretta e diffusa sul territorio. Coerenti con queste finalità erano le scelte linguistiche orientate sul modello dell’uso cólto fiorentino: cioè, su quel «fiorentino emendato» con cui il nostro standard ha puntato a coincidere.

  • L’italiano in TV dopo gli anni Ottanta: la televisione specchio delle varietà parlate? Le principali trasformazioni nell’uso dell’italiano in TV sono connesse al fatto che, a partire dagli anni Ottanta, il pubblico passa definitivamente dall’altra parte dello schermo, diventando il vero protagonista sia delle trasmissioni di informazione sia di quelle di intrattenimento. Questo cambiamento è stato accompagnato da una complessa ristrutturazione dei programmi, degli stili e delle caratteristiche dell’italiano della televisione.

  • L’italiano della comunicazione giornalistica e delle serie TV. In questa sezione è offerto un rapido quadro del parlato serio semplice dell’informazione e della divulgazione e sono mostrate le principali caratteristiche dell’italiano delle serie e delle fiction. Nella fiction gli italiani locali e i dialetti hanno trovato nuovi spazi per la loro circolazione e sono talora stati un serbatoio di forme con le quali conferire sia verosimiglianza sia espressività agli usi linguistici di ambientazioni e personaggi che puntano a essere ben riconoscibili per gli spettatori.

  • L’italiano dell’intrattenimento e dei reality-show: ibridazione e contaminazione. Sono proposti alcuni esempi di generi ibridi tipici dell’infotainment e dello sportainment, caratterizzati dalla necessità di intrattenere il pubblico con stili brillanti ed effetti che puntano alla spettacolarizzazione dei contenuti, anche di quelli propri dei settori informativi e culturali.



Relatrice


Chiara De Caprio è professoressa associata di Storia della Lingua italiana e Linguistica italiana presso l’Università di Napoli Federico II. È senior member del progetto ERC DisComPoSE – Disasters, communication and politics in Southern Western Europe. È nel comitato direttivo di «Filologia e Critica» e del neofondato «Giornale di Storia della Lingua Italiana». Si occupa di prosa di età medievale, moderna e contemporanea, romanzo e poesia contemporanea, linguaggi politici e amministrativi di età moderna, prosa saggistica e storiografica. Con Sergio Bozzola ha pubblicato una monografia dedicata alla prosa saggistica di Calvino dal titolo Forme e figure della saggistica di Calvino. Da Una pietra sopra alle Lezioni americane (Salerno Editrice, 2021).

 

Moderatore


Duccio Canestri, Docente e consulente editoriale, Mondadori Education.

 

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