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Sezione D
Dall’atomo ai composti inorganici e organici
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Se il fotone assorbito non possiede un’energia superiore a un determinato
valore soglia, l’elettrone non raggiunge un’energia sufficiente per fuo-
riuscire dagli atomi, mentre se è superiore al valore soglia l’emissione è
istantanea.
Al crescere del numero di fotoni che colpisce il metallo (luce più intensa)
aumenta il numero di elettroni emessi, ma non aumenta l’energia cinetica
dei singoli elettroni.
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Completa le frasi.
I corpuscoli di luce sono detti ...............................
o ................................. .
La luce si comporta come ...............................
quando si propaga e come un flusso di .............
..................... quando interagisce con la materia.
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Che cosa dimostra l’effetto fotoelettrico? Perché?
Facciamo il punto
CHIMICA E SALUTE
Un tempo veramente breve, di pochi minuti,
è sufficiente affinché l’esposizione ai raggi
solari possa provocare arrossamenti e scot-
tature: l’eritema solare. A lungo termine,
un’eccessiva esposizione al Sole provoca
l’ispessimento e l’invecchiamento della pel-
le, oltre a favorire la formazione di tumori
cutanei, poiché i raggi solari danneggiano il
DNA cellulare.
Il pericolo dei raggi UV
I danni cellulari sono provocati dai raggi ul-
travioletti (UV): le radiazioni che coprono la
porzione dello spettro elettromagnetico cor-
rispondente a lunghezze d’onda comprese
tra 100 e 400 nanometri. In generale, indi-
pendentemente dal fatto che provengano
dal Sole o da sorgenti artificiali, la capacità
di penetrazione e quindi la “pericolosità” per
l’uomo dei raggi UV aumenta al diminuire
della lunghezza d’onda (
A
).
Sebbene una parte della radiazione ultravio-
letta di origine solare venga bloccata in quo-
ta dallo strato di ozono, una percentuale non
indifferente giunge sino a noi. (A causa del
“buco dell’ozono” sembra che questa parte
sia cresciuta negli ultimi anni!)
Filtri chimici e filtri fisici
Per difendersi dalle radiazioni solari nocive si
fa spesso uso di creme protettive (i filtri sola-
ri) che impediscono ai raggi UV di penetrare
nella pelle.
Le creme solari possono contenere prepa-
rati di due tipi: i filtri chimici sono composti
aromatici come i benzofenoni e l’acido p-am-
minobenzoico, che assorbono le radiazioni
ultraviolette; quelli fisici contengono polve-
ri di diossido di titanio e di ossido di zinco,
dotate di un elevato potere riflettente, come
dei microscopici specchi.
Il fattore di protezione, che troviamo scritto
sulla confezione, ci dice di quante volte pos-
siamo aumentare l’esposizione al Sole sen-
za correre il rischio di scottarci (
B
): se per
esempio la nostra pelle resiste al Sole solo
10 minuti senza protezione, una crema con
fattore 10 ci permette di rimanere esposti
sino a 100 minuti.
S
cheda
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Salviamo la pelle!
Figura A
Le lampade abbronzanti emettono raggi UV tanto dannosi per la pelle quanto quelli solari.
Figura B
Poiché la sensibilità cutanea è
notevolmente diversa da persona a persona
e i livelli di UV nella radiazione solare sono
molto variabili con la latitudine, l’altitudine
le condizioni dell’atmosfera e l’ora del
giorno, il fattore di protezione rappresenta
un’indicazione di massima e non un dato
esatto. Nessuna crema, inoltre, è in grado
di fornire uno schermo totale dai raggi UV.
Schema dell’esperimento di Millikan.
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