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cali. Con lo sciopero i lavoratori mira-
no a ottenere un miglioramento delle
condizioni di lavoro, maggiori tutele
e retribuzioni più eque. Lo sciopero
più essere anche «politico», come nel
caso dello
sciopero generale
, indetto
dai sindacati. Uno sciopero genera-
le, ad esempio, può essere indetto
per protestare contro una legge del
Parlamento che incide su un settore
come la scuola, la sanità, i trasporti.
Possonoessereposti dei limiti al dirit-
todi sciopero?
Esiste un
codice di au-
toregolamentazione
secondo il quale
è necessario dare un preavviso dello
sciopero, devono essere garantiti i ser-
vizi essenziali e non possono essere
fatti scioperi in determinati periodi per
evitare gravi disagi agli utenti.
Anche i datori di lavoro sono rap-
presentati da associazioni?
Sì, essi
sono organizzati in confederazioni.
Le più importanti sono la
Confin-
dustria
, la
Confagricoltura
, la
Con-
fcommercio
e la
Confartigianato
.
Qual è il modello economico adotta-
to dallo Stato italiano?
In Italia vige
un’
economia mista
, infatti la Costitu-
zione garantisce sia l’«
iniziativa econo-
mica privata
», secondo la quale chiun-
que può intraprendere un’attività com-
merciale, industriale o artigianale, sia
l’«
attività economica pubblica
», cioè
quella statale. Inoltre l’iniziativa eco-
nomica privata si può coordinare con
l’iniziativa pubblica per favorire lo svi-
luppo economico del Paese.
to del posto di lavoro, un furto o de-
gli atti di violenza, o per «giustificato
motivo», ad esempio se si verifica una
crisi economica che costringe l’azien-
da a ridurre il personale.
Il diritto di sciopero è riconosciuto
dalla Costituzione?
Sì, la Costituzio-
ne riconosce il diritto all’
astensione
collettiva
dal lavoro, cioè lo
sciopero
,
promossa dalle organizzazioni sinda-
della donna. Nonostante l’affermazio-
ne di questo principio sussistono anco-
ra oggi
disparità fra i due sessi
: dalle
discriminazioni nelle assunzioni a mi-
nori retribuzioni, fino alla possibilità di
licenziare le donne solo perché in stato
di gravidanza. Le donne incontrano
anche una certa difficoltà nel rivestire
un ruolo nella vita pubblica del nostro
Paese: basti pensare che fino al 1963
per legge esse non erano ammesse a
molte cariche e impieghi pubblici. Nel
2002 si è giunti a una modifica del te-
sto originario della Costituzione, con
l’aggiunta della formula che prevede
l’impegno dello Stato a «promuovere
con appositi provvedimenti le
pari op-
portunità
tra uomini e donne».
E il lavorominorile?
La legge italiana
stabilisce il limite minimo di età per
il lavoro salariato e tutela il
lavoro
dei minori
.
Lo Stato prevede delle forme di as-
sistenza sociale?
Sì, lo Stato ha il
dovere di
assistere
i cittadini im-
possibilitati a lavorare, ad esempio
in caso di
infortunio
,
invalidità
o
malattia
. L’articolo 38 prevede poi
la
previdenza sociale
nei confronti
dei lavoratori, cioè la
pensione
.
In Italia è garantita la libertà sinda-
cale?
L’articolo 39 della Costituzione
riconosce la
libertà sindacale
, ovvero
la libertà di ogni lavoratore di iscriver-
si a un
sindacato
e con essa la libertà
delle organizzazioni sindacali di svol-
gere le loro attività senza limitazioni.
Si tratta di un diritto che in passato è
stato a lungo ostacolato. Infatti l’eser-
cizio delle libertà sindacali è rimasto
parzialmente inespresso fino all’ap-
provazione dello
Statuto dei lavora-
tori
, nel 1970, che vieta ai datori di
lavoro qualsiasi atteggiamento volto
a scoraggiare o a limitare l’iniziativa
sindacale dei dipendenti. Inoltre lo
Statuto garantisce ai lavoratori la li-
bertà di pensiero; vieta le discrimina-
zioni in base alle preferenze politiche,
religiose e sindacali; vieta di far svol-
gere al lavoratore mansioni inferiori
a quelle per le quali è stato assunto;
stabilisce garanzie
contro i licenzia-
menti illegittimi. Secondo quest’ulti-
ma norma (regolamentata nell’arti-
colo 18 dello Statuto) un lavoratore
dipendente può essere licenziato solo
se vi è «giusta causa», ad esempio se
si verifica un abbandono ingiustifica-
Piccoli schiavi
dei nostri
giorni
Attività
In Italia la Costituzione assicura ai minori che lavorano una tutela speciale. Tutta-
via nel mondo sono più di 150 milioni i bambini che vengono sfruttati in lavori
che mettono a rischio la loro salute e li condannano a una vita senza istruzione e
senza svaghi. Consulta il sito italiano dell’UNICEF alla pagina
http://www.unicef.
it/doc/364/lavoro-minorile.htm
e il sito di Save the Children Italia alla pagina
http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/Single?id_press=236
, e scrivi un
breve testo informativo di 20 righe.
Un manifesto della campagna
contro il lavoro minorile
promossa dall’associazione Save
the Children.
Sindacato
I sindacati sono associazioni dei lavoratori
che si occupano della tutela dei loro diritti
collettivi. Ad esempio stipulano contratti
collettivi di lavoro con gli imprenditori o
con lo Stato, nel caso dei dipendenti pub-
blici, validi per tutti i lavoratori di determi-
nate categorie, si pensi al caso dei metal-
meccanici o dei ferrovieri. In Italia esistono
diverse associazioni sindacali: quelle che
hanno il maggior numero di iscritti sono
la CGIL (Confederazione Generale italiana
del lavoro), la CISL (Confederazione italia-
na dei sindacati lavoratori), la UIL (Unione
italiana del lavoro).
Il termine“sindacato”nasce alla Œne del XIX
secolo insieme all’aŸermarsi dell’economia
capitalistica. La prima forma di sindacato
moderno sono le
TradeUnions
, cioè le asso-
ciazioni di lavoratori nate nel 1825 in Inghil-
terra, poi legalizzate deŒnitivamente nel
1871. In quegli stessi anni nascono anche i
movimenti sindacali degli altri Stati europei
(Germania, Svezia, Belgio e Francia) e degli
Stati Uniti. In Italia il movimento sindacale
nasce solo tra la Œne del XIX secolo e l’inizio
del XX per il ritardo industriale del Paese. Il
primo sindacato italiano, fondato a Milano
nel 1906, è la Confederazione generale del
lavoro (CGdL), da cui poi nascerà, nel 1944,
la CGIL.
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