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Il Settecento
Arte e letteratura
Arte e letteratura
Longhi e Goldoni: rappresentare il quotidiano
L’attività artistica e intellettuale di Venezia si colloca fino alla metà del secolo nell’ambito della tradizione
tardo-barocca. Intorno a quest’epoca, però, si verifica una svolta piuttosto netta, che in ambito lette-
rario ha la sua espressione più significativa nella riforma goldoniana, mentre in ambito artistico trova il
suo interprete più importante in Pietro Falca, detto Longhi (1702-1785). L’interesse per il reale nei suoi
aspetti più quotidiani, sempre ritratto e descritto con bonaria e indulgente ironia, accomuna i due autori.
Così come il realismo goldoniano rifugge dalle volgarità della Commedia dell’arte, ma anche dai te-
mi “sublimi” che saranno invece propri del romanzo ottocentesco (il rapporto col divino, la storia, gli
abissi dell’animo umano), l’opera di Longhi prende le distanze dalla pittura celebrativa più tradizionale,
ma resta estranea anche agli spunti di critica sociale che, proprio nel Settecento, caratterizzano altri artisti,
come l’inglese William Hogarth. A ulteriore conferma della vicinanza d’intenti tra i due artisti bastano poi i
primi due versi del sonetto che lo stesso Goldoni dedicò al pittore: «Longhi, tu che la mia musa sorella /
chiamo del tuo pennel che cerca il vero».
Pietro Longhi,
Il cavadenti,
1746.
La vittima del cavadenti si
tampona dolorante la bocca
con un fazzoletto bianco.
Le tradizionali maschere veneziane
(le baute) rimandano alla tipica
atmosfera settecentesca
della città lagunare.
La figura che dà il titolo alla tela è un dentista
di strada che, in piedi sull’improvvisato tavolo
operatorio, mostra il dente appena estratto
a dimostrazione e garanzia delle proprie capacità.
Un venditore ambulante col suo cesto,
la nana ingioiellata, i ragazzini attratti
dal ciarlatano imbonitore contribuiscono
a ricreare un’animata scena popolare.