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luto primato: «Era Nicolò in tal modo portato a
nobilissimi componimenti, che egli eleggeva atti
a li moti degli affetti e delle espressioni».
Il silenzio sui contemporanei
Verso i contemporanei e i portavoce del Baroc-
co, Bernini (p. 472) e Borromini (p. 484), il Bel-
lori invece assume una posizione di significativo
silenzio, limitandosi ad alludere, senza far no-
mi, ad architetti che sono «uomini vuoti di ogni
scienza», deformano «gli edifici e le città istes-
se e le memorie, freneticano angoli, spezzature e
distorcimenti di linee».
Il giudizio sul Caravaggio – del quale il Bellori ri-
conosceva la bravura – è piuttosto severo: «dege-
nerando spesso Michele nelle forme umili e vol-
gari». Gli veniva imputato un eccesso di realismo
che influiva anche sulla “moralità” della sua pit-
tura. Caravaggio, nella sua ricerca di verità, ave-
va riprodotto la realtà senza passarla attraverso
il filtro dell’idealizzazione.
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Nicolas Poussin,
Il ratto delle Sabine
, 1637, olio su tela, cm
202 x 195. Besançon, Musée des Beaux-Arts et d’Archéologie.
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Pierre Paul Rubens,
I Santi Domitilla, Nereo e Achilleo
, 1607,
olio su ardesia, cm 425 x 280. Roma, Santa Maria in Vallicella.
•
In immagini come quelle
dei putti che recano corone
e palme del martirio, Bellori
rimprovera al fiammingo
l’assenza di “buon disegno”
e una eccessiva “pratica”
che lo allontana dal vero
naturale. Valuta tuttavia degno
di nota il sottostante studio
dell’antico e di Raffaello.
•
Romolo, vestito di una corazza d’oro, sta ritto sul lato sinistro della
composizione, facendo eco alle colonne del tempio del Foro: il pittore
fonde così, in una sintesi perfetta, i più alti valori di Roma. Il colore
della corazza e il manto rosso compositivamente rilanciano e connettono
sul lato opposto la figura del vecchio in primo piano a destra.
•
Nella sua descrizione
del dipinto, Bellori pone
l’accento sulla straordinaria
capacità di Poussin di rendere
le diverse qualità dei sentimenti
dei personaggi raffigurati,
cui corrisponde un’analoga
varietà di pose e gesti.
•
Fondamentale per Poussin
l’equilibrio compositivo:
la composizione è attentamente
controllata e trova il suo fuoco
centrale nel gruppo delle tre
figure, con la donna sollevata
a forza sul cavallo.
Un’immagine che torna,
rovesciata e variata nel gruppo
in basso a sinistra.
Da questo particolare emerge
ciò che Bellori stima in sommo
grado di Poussin: l’esempio
degli antichi viene subordinato
alla lezione di Raffaello
e di Giambologna.
•
Bellori apprezza in Rubens
l’abilità nell’uso del colore,
di cui dà prova nella veste
della santa, benché lo ritenga
derivato al pittore fiammingo
dall’esempio degli italiani.
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