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gici e culturali, ovvero che l’uomo, senza la società e la cultura, è un
animale incom-
piuto
. In questo modo, inoltre, Itard dimostrò empiricamente il ruolo fondamentale
che l’educazione ha nella formazione dell’essere umano, dato che essa deve presiede-
re non solo all’educazione del corpo, ma anche alla trasmissione dei saperi e alla cura
emotiva dell’individuo.
Verso la nascita della pedagogia e delle scienze dell’educazione
@
Nonostan-
te le evidenti differenze, l’orientamento pedagogico di Itard e quello di Richter con-
vergono verso un comune punto nevralgico per la costruzione della scienza pedago-
gica. Entrambi, infatti, contribuirono a rendere più ricca e articolata la conoscenza
dei primi anni di vita del bambino (da un punto di vista empirico nel caso del medi-
co parigino, avvolta in un’atmosfera romanzesca ed emotiva quella dello scrittore te-
desco), svelandone le caratteristiche e le potenzialità intrinseche e soprattutto dimo-
strando che nell’educazione è riposto il
futuro
di ogni singolo uomo così come quel-
lo dell’umanità intera.
Richter e Itard arrivarono a questa conclusione attraverso strade diverse, che risenti-
vano delle tensioni tipiche della cultura educativa tra la fine del Settecento e i primi
decenni dell’Ottocento. Da un lato, regnava la fiducia nella ragione come strumen-
to di conoscenza dell’uomo e dei suoi processi evolutivi; tale fiducia determinò, inol-
tre, il moltiplicarsi delle aspettative nei confronti della pedagogia, chiamata a diventa-
re scienza capace di elaborare strategie certe e documentabili per garantire il progresso
del genere umano. Dall’altro lato, emergeva il
ruolo dell’emotività
e dell’affettività,
concepite come fondamentali nell’attività educativa, per la loro capacità di sostenere
il bambino nel suo sviluppo.
Nel momento in cui i bisogni e soprattutto le capacità dell’educando acquisivano mag-
giore importanza rispetto alle aspettative della società, la riflessione pedagogica non po-
teva che promuovere una visione ottimistica nei confronti dell’uomo. E sarebbe stato
proprio tale ottimismo ad alimentare la ricerca pedagogica nei decenni a venire, con-
tribuendo a sua volta a spostare il baricentro dal metodo e dalla ricerca della stabilità
sociale alla realizzazione dell’individuo.
Per svolgere al meglio il proprio compito, nei secoli successivi, l’educazione avrebbe
dovuto attingere ai saperi e ai metodi di molte scienze, dalla filosofia alla medicina. Fu
questo il primo passo non solo verso la nascita della
pedagogia speciale
, ovvero del-
la disciplina che si occupa dell’educazione dei soggetti con disabilità, ma anche della
concezione moderna delle scienze dell’educazione, intese come l’insieme dei saperi che
concorrono all’educazione, all’istruzione e alla formazione dell’individuo.
3
Una timida ma crescente presenza a scuola:
le ragazze
Ciò che forse non è stato sottolineato con sufficiente forza nella storia dell’educazione
e della scuola fin qui riassunta è che essa riguardò quasi esclusivamente i maschi. An-
cora per buona parte dell’età moderna, infatti, le femmine furono escluse dall’istru-
zione, e vennero ammesse solo lentamente e con grande fatica. Sebbene non sia facile
ricostruire le tappe attraverso cui le donne riuscirono a ritagliarsi uno spazio nel mon-
do dell’istruzione, ciò che le ricerche in materia dimostrano in maniera incontroverti-
Q
ualche domanda
In che modo
Itard intervenne
con il “selvaggio
dell’Aveyron”?
Quali conclusioni
trasse in seguito
al lavoro fatto
con il ragazzo?
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