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Parte 1
La fonologia
In particolare:
I
dittonghi
sono suoni costituiti dall’
unione di una semiconsonante
-i
o
u-
sem-
pre non accentata e di una vocale
per lo più accentata o
dall’unione di
i
e
u
tra
loro
: si pronunciano con una sola emissione di voce e costituiscono una sola sillaba:
p
ia
zza (p
z-za) f
iu
me (f
-me) pn
eu
matico (pn
eu
-mà-ti-co)
Poiché le semiconsonanti
i
e
u
si possono unire con ciascuna delle altre vocali e anche
tra loro, si hanno i seguenti dittonghi:
dittonghi accentati
ia
,
ie
,
io
,
iu
: ch
ve, band
ra, sband
ie
ràre, f
re, f
io
rìsta, f
me,
p
ma;
ua
,
ue
,
ui
,
uo
: ug
le, d
llo, d
ue
llàre, g
da, g
ui
datòre, b
no;
ai
,
ei
,
oi
,
ui
: far
ài
, s
èi
, v
òi
, l
ùi
, circ
ùi
to, altr
ùi
;
au
,
eu
: c
àu
sa, n
èu
tro, n
eu
tràle,
eu
femìsmo, pn
eu
màtico.
I dittonghi dei primi due gruppi, in cui la semiconsonante
i
o
u
precede la vocale, sono detti
dittonghi ascendenti
, perché in essi il tono della voce sale passando dal primo al secondo
elemento. I dittonghi degli altri due gruppi, in cui la semiconsonante (o semivocale, come
taluni studiosi la chiamano in questo caso) segue la vocale, sono detti
dittonghi discendenti
,
perché il tono della voce cala passando dal primo al secondo elemento.
I
trittonghi
, invece, sono suoni formati dall’
unione di una
i
o una
u
semiconso-
nantiche
(o da due
i
semiconsonantiche) e di
una vocale accentata
che, come
i dittonghi, formano una sola sillaba:
s
uoi
(s
uòi
) a
iuo
la (a-
iuò
-la)
I trittonghi pertanto sono i seguenti:
iài
,
ièi
: cop
iài
, m
ièi
;
uài
,
uòi
: g
uài
, b
uòi
;
iuò
: a
iuò
la.
I dittonghi mobili.
I dittonghi
e
sono detti
dittonghi mobili
perché tendono a perdere
la semiconsonante
i
o
u
, riducendosi alle vocali
e
e
o
, nelle parole derivate:
quando il dittongo non è più accentato:
piède
pedèstre
,
pedóne
(ma cfr. i composti
piedi-
stallo
,
piedipiatti
);
suòno
sonòro
,
sonàta
;
scuòla
scolàro
,
scolàstico
;
muòvere
moviménto
;
ma cfr.
fièno
fienìle
;
pièno
pienèzza
;
lièto
lietaménte
ecc.;
quando il dittongo, pur essendo accentato, si trova in sillaba chiusa, cioè terminante per
consonante:
muòvere
mòsso
;
cuòcere
còtto
.
Le forme dei verbi
nuotare
,
vuotare
,
abbuonare
(= condonare qualcosa) conservano, però, il
dittongo
uo
in tutta la coniugazione (
nuotiamo
,
nuotò
;
vuotate
,
vuotavano
;
abbuoniamo
,
abbuonò
ecc.), per evitare la confusione con le forme corrispondenti dei verbi
notare
,
votare
,
abbonare
(= sottoscrivere un abbonamento):
notiamo
,
notò
;
votate
,
votavano
ecc.
La semplificazione dei dittonghi.
Nell’italiano moderno il trittongo
iuo
tende a semplificarsi
in
-
: figl
iuo
lo
figl
io
lo; g
iuo
co
g
io
co.
I dittonghi e i trittonghi
sono inseparabili
Le vocali di un dittongo e di
un trittongo formano
una
sola sillaba
e quindi
non
devono mai essere sepa-
rate
quando si divide una
parola in sillabe: piaz-za, fiu-
me, buoi, a-iuo-la.
Per non sbagliare
Non sono dittonghi
Nei gruppi
cia
(camicia),
cio
(bacio),
ciu
(ciuffo),
gia
(giacca),
gio
(gioco),
giu
(giusto),
glia
(famiglia),
glie
(conchiglie),
glio
(scoglio),
scia
(sciarpa),
scio
(sciopero),
sciu
(sciupato) la
i
non forma dittongo, o per lo meno un
dittongo solo apparente, con le altre vocali perché è soltanto un segno
grafico, cioè un segno che serve a rendere dolce il suono di
c
,
g
e dei
digrammi
gl
e
sc
; gli stessi gruppi, ovviamente, non formano neanche un
trittongo, o formano un trittongo solo apparente, quando sono seguiti da
una vocale (cacciài, pigliài, lasciài ecc.).
Tutti questi gruppi, tuttavia, costituiscono una sola sillaba e quindi
non
possono essere separati
.
Per non sbagliare