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Unità 1
I suoni e le lettere della lingua italiana
Nei gruppi
ci
e
gi
seguiti
da vocale, la
i
è solo un
segno grafico che serve a
dare alla
c
e alla
g
il suo­
no dolce della palatale.
Di fatto nelle trascrizioni
fonetiche non compare:
/
a
t
1
ao/
,
/
a
d
^
akka/
Nei trigrammi, la
i
è solo
un segno grafico. Di fatto,
nelle trascrizioni foneti­
che essa non compare:
/
a
dir
y
elo/
,
/
a
1
arpa/
3.3
I digrammi e i trigrammi:
più lettere per un solo suono
Nella lingua italiana ci sono alcuni suoni consonantici come
gn
di “si
gn
ora”,
gl
di
“fi
gl
io”,
gi
di “
gi
accone”, che non hanno un corrispondente in una lettera precisa e,
quindi, per trascriverli bisogna ricorrere a
gruppi di due o tre lettere
detti rispetti-
vamente
digrammi
(cioè ‘doppie lettere’) e
trigrammi
(cioè ‘triple lettere’).
In particolare:
sono
digrammi
:
gl
seguito dalla vocale
i
, che ha suono dolce palatale /
y
/: dir
gl
i
(= /
a
dir
y
i/), fi
gl
i,
de
gl
i. Fanno eccezione alcune parole di origine greca o latina, come
glicine
,
gli-
cerina
,
negligenza
: in esse, il gruppo
gl
non forma digramma e le due consonanti
conservano la loro pronuncia naturale di
g
dura velare
+ l
, come nelle parole in cui
sono seguite da vocali diverse da
i
:
gl
adiatore,
gl
eba,
gl
oria,
gl
ucosio;
gn
seguito dalla vocale (
a
,
e
,
i
,
o
,
u
), che ha sempre suono dolce palatale-nasale
/
V
/:
gn
omo (= /
a
V
omo/), vergo
gn
a, a
gn
ello, ba
gn
ino, o
gn
uno;
sc
seguito dalle vocali
e
e
i
, che ha suono dolce palatale /
1
/:
sc
ena (= /
a
13
na/),
sc
ivo-
lo,
sc
elta. Invece, quando è seguito dalle vocali
a
,
o
,
u
, conserva i suoi due suoni
distinti con la
c
dura velare:
sc
arpa,
sc
opa, o
sc
uro;
ch
seguito dalle vocali
e
e
i
, che ha suono duro velare /k/: o
ch
e (= /
a
$
ke/),
ch
imica,
ch
ilo;
gh
seguito dalle vocali
e
e
i
, che ha suono duro velare /g/: stre
gh
e (= /
a
strege/),
gh
ette,
gh
iro, la
gh
i;
ci
seguito dalle vocali
a
,
o
,
u
, che ha suono dolce palatale /t
1
/:
ci
occa (= /
a
t
1
okka/),
ci
uffo;
gi
seguito dalle vocali
a
,
o
,
u
, che ha suono dolce palatale /d
^
/:
gi
acca (= /
a
d
^
akka/),
gi
udice;
sono
trigrammi
:
gli
seguito dalle vocali
a
,
o
,
u
, che ha suono dolce palatale /
y
/: dir
gli
elo (= /
a
dir
y
elo/),
mo
gli
e, coni
gli
o;
sci
seguito dalle vocali
a
,
o
,
u
, che ha suono dolce palatale /
1
/:
sci
arpa (= /
a
1
arpa/),
sci
occo,
sci
upare;
3.4
Le semiconsonanti: i dittonghi e i trittonghi
In italiano esistono due
suoni intermedi tra consonante e vocale
, detti
semi-
consonanti
:
– la semiconsonante palatale
i
, detta
jod
e trascritta foneticamente /j/: per esempio
la prima
i
di
ieri
/
j
j
3
ri/;
– la semiconsonante velare
u
, detta
uau
e trascritta foneticamente /w/: per esempio
la
u
di
uomo
/ w womo/.
In pratica, come risulta dai due esempi, le semiconsonanti sono rispettivamente una
i
e una
u
non accentate seguite da una vocale accentata (“
ri”, “
mo”). Le semicon-
sonanti, che taluni chiamano anche
semivocali
, specialmente quando la
i
e la
u
non
precedono ma seguono un’altra vocale accentata (“dir
à
i”, “c
àu
sa”), non possono essere
pronunciate da sole e devono quindi appoggiarsi alla vocale che le segue o le precede
e con la quale formano gruppi detti
dittonghi
e
trittonghi
.