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Parte 1
La fonologia
La
distinzione tra i due suoni
, però,
è importante
e quindi
va rispettata nei casi in
cui costituisce un tratto distintivo
, serve cioè a distinguere l’una dall’altra due parole
che si scrivono allo stesso modo, ma hanno significati diversi a seconda che conten-
gano una vocale aperta o chiusa. Nella tabella qui sotto è registrata una serie di parole
di questo tipo, che per la loro caratteristica sono dette
omògrafe
(cioè “dalla scrittura
identica”, dal greco
homós
, ‘uguale’, e
gráphein
, ‘scrivere’) (v. anche par. 5.1, p. 18):
é chiusa
è aperta
accetta
l’
accétta
(la scure)
egli
accètta
(da
accettare
)
collega
egli
colléga
(da
collegare
)
un
collèga
corresse
che egli
corrésse
(da
correre
)
egli
corrèsse
(da
correggere
)
esca
l’
ésca
èsca!
(da
uscire
)
mente
la
ménte
egli
mènte
(da
mentire
)
mento
il
ménto
io
mènto
(da
mentire
)
messe
le
mésse
(plurale di
messa
)
la
mèsse
(la raccolta dei cereali)
pesca
la
pésca
(dei pesci)
la
pèsca
(frutto)
tema
la
téma
(la paura); che io
téma
(da
temere
) il
tèma
venti
il numero
vénti
i
vènti
(plurale di
vento
)
ó chiusa
ò aperta
botte
la
bótte
le
bòtte
(le percosse)
colto
un uomo
cólto
(istruito)
un frutto
còlto
(raccolto)
corso
io ho
córso
(da
correre
)
un
còrso
(abitante della Corsica)
foro
un
fóro
(buco)
il
fòro
(piazza, tribunale)
fosse
che egli
fósse
(da
essere
)
le
fòsse
(buche)
porsi
pórsi
(mettersi)
io
pòrsi
(da
porgere
)
posta
pósta
(participio di
porre
)
la
pòsta
rocca
la
rócca
(per filare)
la
ròcca
(la fortezza)
rosa
rósa
(participio di
rodere
)
la
ròsa
volgo
il
vólgo
io
vòlgo
(da
volgere
)
volto
il
vólto
vòlto
(participio di
volgere
)
Il
contesto
, ovviamente, può aiutare a distinguere, volta per volta, l’esatto significa-
to dei vari omògrafi. Il
dizionario
, comunque, li registra tutti, distinguendoli l’uno
dall’altro attraverso l’accento.
Pronuncia aperta o chiusa?
La differenza di pronuncia tra le vocali aperte e
chiuse e e o dipende dalla
differente origine
storica
delle due vocali quando sono in sillabe
toniche, cioè accentate. Le vocali italiane
é
e
ó
chiuse, infatti, derivano rispettivamente, per lo
più, dalle vocali latine ¯e lunga o ˘ı breve e ¯o lunga:
m¯entem
➝
‘la ménte’; p ˘ı lum
➝
‘il pélo’; d ¯onum
➝
‘il dóno’. Invece la
è
e la
ò
aperte derivano per
lo più dalle vocali latine ˘e breve e ˘o breve o ˘u breve:
s ˘eptem
➝
‘sètte’; r ˘osam
➝
‘la ròsa. Tuttavia,
poiché non è possibile conoscere l’etimologia di
tutte le parole, per risolvere qualsiasi dubbio circa
la pronuncia corretta, la cosa migliore è consultare
il dizionario: esso indica sempre l’accento fonico
delle vocali e e o toniche, segnando l’accento
grave /
`
/ per indicare il suono aperto e l’accento
acuto /
´
/ per indicare il suono chiuso.
La storia della lingua