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Unità 1
I suoni e le lettere della lingua italiana
3
I fonemi dell’italiano
I
suoni
o
fonemi
della lingua italiana vengono tradizionalmente distinti in due gruppi:
le
vocali
e le
consonanti
.
La distinzione si fonda sul modo in cui i due diversi gruppi di suoni vengono pronun-
ciati. Se l’aria può uscire dalla cavità orale senza incontrare alcun ostacolo, si ha una
vocale
; se, invece, incontra uno o più ostacoli che la modulano, si ha una
consonante
.
3.1
Le vocali
Le
vocali
sono, come dice il loro nome, suoni fatti di pura “voce” e costituiscono
gli elementi di base della pronuncia: sono i suoni intorno ai quali si aggiungono,
per essere pronunciati, gli altri suoni della lingua.
In italiano le
vocali
o, meglio, i
grafemi vocalici
sono
cinque
:
a e i o u
ma i
suoni
o
fonemi vocalici
sono
sette
, come risulta dalla seguente tabella:
Come si vede, le vocali
e
ed
o
, quando sono
toniche
, cioè sono colpite dall’accento, pos-
sono avere sia un suono
aperto
sia un suono
chiuso
e, quindi, una pronuncia aperta e
una pronuncia chiusa, distinte graficamente dall’accento grave /
`
/ e dall’accento acuto /
´
/:
grafema o lettera
suono
trascrizione fonetica
esempio
a
aperto
/
a
/
c
a
ra
e
i
aperto
chiuso
/
E
/
/
e
/
p
è
tali
c
é
ra
chiuso
/
i
/
m
i
cio
o
u
aperto
chiuso
/
O
/
/
o
/
st
ò
ria
am
ó
re
chiuso
/
u
/
u
va
suono aperto
suono chiuso
p
è
tali, s
è
nza, pensi
è
ro
c
é
ra, cas
é
tta, av
é
re
ò
ro, st
ò
ria, vent
ò
tto
err
ó
re, am
ó
re, bis
ó
gno
La
distinzione tra la pronuncia aperta o chiusa
delle vocali
e
ed
o
toniche affonda le sue
radici nella storia della lingua ed è, oggi, essenzialmente,
un fatto di proprietà espressiva
.
In genere, solo i toscani (in particolare i fiorentini), che la sentono istintivamente,
e coloro che l’apprendono volontariamente (per esempio gli attori) la rispettano. La
maggior parte degli italiani, invece, usa un tipo di pronuncia che, risentendo di carat-
teristiche foniche regionali, tende a ignorarla. La cosa, anche se produce un inevitabile
impoverimento della nostra lingua, non è grave, nella maggior parte dei casi, perché
rientra nelle tendenze livellatrici dell’uso linguistico e di solito non costituisce un
impedimento alla comprensione.