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IDEE E CULTURA
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Con il modificarsi della struttura familiare da
patriarcale a nucleare, nel corso del Seicento cambiano
anche il ruolo della donna accanto all’uomo e il rapporto
dei genitori con i figli.
gata nel Medioevo, fatta di marginalità e
di totale sottomissione al padre e poi al
marito, che la confinava nella funzione
di partorire figli e allevarli. Fu proprio in
questa fase, poi, che anche questi ultimi
cominciarono a ricevere
attenzioni da
parte degli adulti
, che finora non aveva-
no preso in considerazione l’esistenza di
particolari esigenze infantili, trattando i
bambini come “adulti in miniatura”, nel-
le famiglie ricche, come “forza lavoro” in
quelle più povere.
In questo tipo di famiglia, dunque,
ciascun membro
veniva ad assumere
un’
importanza
che non gli era ricono-
sciuta nella struttura patriarcale, domi-
nata dall’autorità del capofamiglia, rigo-
rosamente maschio, che si imponeva su
tutto e su tutti. Nella famiglia nucleare
borghese la cura dedicata alle esigenze
di ciascun componente da parte degli
altri, compreso il padre, divenne invece
molto maggiore.
Diffusosi progressivamente fra i
ceti
borghesi dell’Europa
intera, questo nuo-
vo
modello
si estese successivamente
anche ad
altri strati sociali
ed è poi di-
ventato quello
tipico della società con-
temporanea
.
La nascita e la diffusione
di un nuovo modello di famiglia
La famiglia di un mercante olandese,
ritratta da Marten de Vos nel 1577.
Passato e presente
La famiglia nucleare – non di rado, oggi, mo
nogenitoriale (cioè costituita da uno solo de
genitori) – non si è diffusa ovunque nell
stesso momento. In Italia, per esempio, h
cominciato a diventare il modello dominant
con l’urbanesimo dovuto all’industrializzazio
ne del secondo dopoguerra (cioè dagli ann
Cinquanta del Novecento). Talvolta, però, pe
motivi economici, logistici o affettivi, ancor
oggi si hanno famiglie nucleari “allargate
che comprendono cioè altri membri oltre a
genitori e ai figli. Procurati i dati ISTAT dell’ul
timo censimento o altri dati ufficiali (CENSIS
Regione ecc.) relativi alle famiglie del tuo pa
ese o della tua città e prepara una statistica
calcolando l’incidenza percentuale sul tota
le di ciascuna tipologia familiare, sulla bas
della quale creerai un grafico nella forma d
tua scelta (istogramma, torta ecc.).
A
partire dalla
fine del XV secolo
,
alcuni Stati europei cominciaro-
no a effettuare periodicamente
una specie di
censimento
della popola-
zione per controllare la consistenza delle
proprie entrate fiscali. Dai dati raccol-
ti in tali occasioni emerge un’
immagine
della famiglia
diversa da quella tradizio-
nalmente attribuita alle epoche prein-
dustriali.
Mentre, infatti, nelle
campagne me-
diterranee
il modello più diffuso – fin
quasi alla metà del XX secolo – rimase
quello della grande
famiglia formata da
più nuclei
e più generazioni conviventi
(
famiglia patriarcale
), nei
ceti borghesi
urbani
dell’
Europa protestante
– in par-
ticolare in Inghilterra e in Olanda –, già a
partire dal XVI secolo la grande famiglia
si andò progressivamente dividendo in
nuclei semplici
, formati da marito, mo-
glie e figli (
famiglia nucleare
). Questa se-
conda tipologia aveva inoltre un
ridotto
numero di componenti
, sia perché i figli
erano sempre meno numerosi — a causa
dell’innalzamento dell’età matrimonia-
le e grazie all’introduzione di pratiche
contraccettive – sia perché, sposandosi,
andavano a costituire un nuovo nucleo
familiare autonomo.
L’
età matrimoniale
per gli uomini,
ma anche per le donne, si era sensibil-
mente
elevata
rispetto al Medioevo: le
donne si sposavano intorno ai 25-26 anni
e gli uomini ancora più tardi: sia gli uni sia
le altre, per “mettere su famiglia” aspet-
tavano il momento in cui erano in grado
di rendersi autonomi; le famiglie nume-
rose con più di sei figli divennero quindi
abbastanza rare.
Questa
nuova struttura familiare
portò presto a
cambiamenti
significativi
anche
sul piano degli affetti e della sen-
sibilità
. Si evidenziò infatti, innanzi tutto,
un
diverso ruolo della donna
accanto
all’uomo, con l’assunzione di un maggior
peso nelle scelte della vita familiare e
l’uscita dalla condizione in cui era rele-
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