SCIENZA E TECNOLOGIA
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tazioni, dell’organizzazione e dell’alimen-
tazione a bordo. La
seconda
– e ancor
più rilevante – fu di porre al vertice della
marina l’
Ammiragliato
, guidato da
uffi-
ciali di marina
con esperienza effettiva
di navigazione, così che in ogni nave in-
glese i comandanti e gli ufficiali fossero
degli
esperti navigatori
.
•
La cosa oggi può sembrare normale,
ma a quel tempo le navi erano in genere
comandate da aristocratici di famiglie il-
lustri, in genere inesperti di mare — come
quel duca di Medina Sidonia che coman-
dava l’Invincibile Armata —: per la rotta e
le manovre si affidavano a ufficiali piloti.
L
a
Royal Navy
, la marina reale in-
glese, nacque con Enrico VIII, ma
fu Elisabetta I a rendersi conto
della sua importanza e a svilupparla.
•
Rispetto alle altre marine militari
dell’epoca, la Royal Navy si caratterizzò
subito per
due
importanti
innovazioni
.
•
La
prima
fu l’istituzione di un
ufficio
centrale
, il
Navy Board
, da cui
dipende-
vano tutti i cantieri
navali e che prov-
vedeva anche ai rifornimenti di materiali
e provviste necessari alle navi; essa eb-
be come conseguenza un
controllo
sulla
qualità e l’omogeneità sia degli standard
e delle tipologie costruttive, sia delle do-
Sotto l’impulso di Elisabetta I, la Royal Navy è destinata
ad affermare il predominio commerciale dell’Inghilterra
sugli oceani e a combattere per il suo impero coloniale e
la difesa della sua indipendenza.
La Royal Navy, un’arma
puntata sugli oceani
Disegno progettuale per la costruzione
di un galeone inglese.
La divisione delle funzioni faceva sì che,
nella guerra per mare, la capacità strate-
gica – per quanto grande fosse – non te-
neva sufficientemente conto delle poten-
zialità, come
“mezzo di combattimento”
,
di una
nave abilmente governata
. Il duca
di Medina Sidonia, per tornare al nostro
esempio, aveva ben comandato truppe di
terra, ma non aveva mai visto una nave:
affiancato da ufficiali di cavalleria e di
fanteria, egli si trovò ad affrontare ma-
rinai del calibro di
Francis Drake
e
Wal-
ter Raleigh
, che si erano fatti un’enorme
esperienza con la guerra di corsa e i viag-
gi oceanici: come la storia finì, è noto.
Successivamente, questa caratteristica
avrebbe consentito agli
Inglesi
di
vin-
cere fondamentali battaglie navali
, per
esempio con lord
Horace Nelson
– eroe
delle guerre napoleoniche –, ma anche
con tanti altri capitani meno famosi, co-
me il protagonista di un film di qualche
anno fa,
Master e Commander
, che narra
un episodio di quelle stesse guerre, mo-
strando anche la
giovanissima età degli
allievi ufficiali
, che compivano la loro
formazione appunto sul mare. Molto più
che nell’esercito, la
carriera
nella marina
inglese era infatti
fondata sul merito
ed
era
aperta a tutti
: con le loro capacità, il
coraggio e il duro lavoro, molti riuscirono
dai gradi più bassi a diventare comandan-
ti e persino ammiragli.
•
Fu questa marina, formata dai
mi-
gliori equipaggi
del mondo e sottoposta
a una
disciplina
e a un
addestramento
durissimi, a garantire per oltre tre secoli
il
predominio
del commercio inglese
sugli
oceani
, a combattere l’Olanda e la Fran-
cia per conquistare all’Inghilterra il suo
impero coloniale
, a difendere l’
indipen-
denza della patria
contro gli Spagnoli e
come si è detto, due secoli dopo, contro
Napoleone.
Passato e presente
Oggi, tutte le marine militari sono organiz
zate in modo da formare gli equipaggi sull
base di uno studio adeguato ma anche d
un fondamentale training operativo, che pe
quanto riguarda la marina italiana si svolg
su navi scuola, la più famosa delle quali
l’Amerigo Vespucci. Fai una ricerca sull’ar
gomento e quindi prepara una tabella nell
quale riporterai le principali caratteristich
tecniche di questa nave (tipologia, armamen
to, dotazione strumentale, capacità ricettiva
mensa ecc.), che utilizzerai, insieme alle altr
informazioni che avrai ottenuto, per descri
vere in un breve testo la“giornata tipo”di u
allievo ufficiale.
Una scena del film
Master e Commander
,
del regista australiano Peter Weir.
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