Cleopatra: ‘mostro fatale’
o ‘donna lussuriosa’?
La battaglia di Azio è
l’evento cruciale che
sancisce la vittoria di
Ottaviano e gli apre la
strada dell’impero. Essa
rappresenta, in pratica, lo
spartiacque tra
l’antico
che tramontava,
la
repubblica
, e
il nuovo
che avanzava,
l’impero
.
Oltre che sul fatto storico
e sulle sue risonanze
politiche, l’immaginario
degli antichi e dei
moderni si è concentrato
sulle figure implicate
nell’evento, in particolare
su quella di
Cleòpatra
.
Il fascino della regina
d’Egitto derivava, negli
autori più profondi
come Orazio, dal fatto
che questo «mostro
fatale» aveva messo in
salvo la propria dignità
preferendo la morte
all’umiliazione di dover
seguire il trionfo del
vincitore. Gli autori più
amanti del pettegolezzo,
invece, si nutrivano di
dicerie sulla dissolutezza
della regina, dalle
quali discende anche
l’espressione dantesca
«Cleopatràs lussurïosa»
(
Inferno
V 63).
•
Giambattista Tiepolo,
Incontro tra Antonio e
Cleopatra
(1747-1750).
Venezia, Palazzo Labia.
Secondo l’enciclopedista
Plinio il Vecchio,
Cleopatra era riuscita a
fare colpo su Antonio
ostentando lusso
orientale e disprezzo
della ricchezza nel
corso di un favoloso
banchetto.
«La regina macchinava
folli rovine e preparava
morte all’impero […]».
(Orazio,
Odi
I 37, 7-8)
L’incontro
tra Antonio
e Cleopatra
➊
•
Frederick Arthur Bridgman,
Cleopatra sulla terrazza di File
(1896). New York, Dahesh Museum
of Art.
Per l’austera tradizione romana
il lusso dei monarchi orientali
era sintomo di immoralità,
dalla quale comunque Antonio
si lasciò travolgere, offrendo
a Ottaviano lo spunto per
screditarlo.
«[…] sfrenata nello sperare
qualsiasi cosa e dal favore della
fortuna inebriata».
(Orazio,
Odi
I 37, 10-12)
Il lusso orientale
➋
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