Steve McCurry e i diversi modi di guardare l’«altro»
L’immagine qui a fianco è del fotoreporter americano Steve McCurry, dal 1985 membro
dell’agenzia «Magnum». La foto della ragazza è stata scattata a Peshawar, Pakistan, nel
2002, in uno dei numerosi viaggi che il fotografo ha svolto in Paesi in guerra. Molti dei
suoi soggetti sono rappresentati da persone, e spesso il centro dell’immagine sono i lo-
ro occhi perché il suo intento è far venir fuori, dai volti e dagli sguardi ritratti, l’essenza
delle persone fotografate e riuscire così a conoscerle meglio.
Il brano seguente, tratto dal sito www.cattolicanews.it, il
magazine
online dell’Università
Cattolica del Sacro Cuore, è dedicato al fotoreporter americano. Dopo aver letto il testo,
scrivi un elaborato della lunghezza di due colonne di foglio protocollo sull’argomento.
Ogni volta che l’uomo si è incontrato con l’altro, ha sempre avuto davanti a sé tre pos-
sibilità di scelta: fargli la guerra, isolarsi dietro a un muro o stabilire un dialogo. Così si
esprimeva Ryszard Kapuscinski [
giornalista polacco, 1932-2007
] parlando dell’incontro
tra persone.
Delle tre possibilità, Steve McCurry ha scelto l’ultima: il dialogo. Senza dimenticare la cu-
riosità. Tutte caratteristiche che distinguono il fotoreporter che non smette di cercare
l’essenza di ogni cosa dal fotografo che si accontenta di trovarne una qualsiasi. “Il mio desiderio – spiega McCurry, par-
lando agli studenti che hanno affollato l’Aula Magna di largo Gemelli – è stato sempre quello di esplorare, tra gli uomini,
sia ciò che li accomuna, sia ciò che li differenzia». L’umanità, le speranze e le delusioni, la gioia di chi vive in contesti
diversi, visitati da McCurry durante un viaggio lungo trent’anni. Dall’Afghanistan all’India, dalla Birmania al Sud Africa,
passando per l’Iraq e la Croazia, le culture si mescolano e si confondono nei ritratti di McCurry, nelle persone che lui ha
visto e che abitano questi luoghi. I loro sguardi sono il denominatore comune attraverso cui McCurry ferma la realtà.
Una famiglia araba per le strade di Roma.
Dopo aver letto questi testi, facendo riferimento ai problemi attuali legati alle migrazioni e al quotidiano confronto che gli euro
pei oggi si trovano a vivere con persone «differenti» da loro, scrivi un testo di circa 30 righe sul tema
Pregiudizi e mancanza d
conoscenza spesso impediscono il dialogo con chi ci appare «diverso»
, che richiami l’esperienza dell’età delle scoperte, mettend
in evidenza possibili analogie e fondamentali diversità col presente.
vuole capire e rispettare l’altro, cosa che non
significa né tradire i propri valori né rinun-
ciare a giudicare e a tentare di farci capire
dall’altro. L’atteggiamento assunto oggi di
facile negazione dell’abisso che separa il
cristianesimo dall’islamismo non è utile a
nessuno e soprattutto porta a dei conflitti
sia interpersonali sia collettivi. […]
I significati e i valori che discendono dalle
religioni permeano la personalità dei popo-
li in modo talmente profondo che nessuna
normativa di legge può riuscire a cambiarla
se non forse con un lungo passare del tem-
po. Per ora, perciò, sarebbe bene che i ma-
trimoni non avvenissero affatto, neanche di
fronte all’accettazione delle leggi vigenti in
Italia. Non dimentichiamoci che in molti
Paesi africani, come quelli della costa me-
diterranea, vige la lapidazione per la donna
adultera, la clitoridectomia e l’infibulazione
e comunque l’unico a possedere il potere è
ovunque il maschio capo di casa.
4
Che cosa c’è
all’origine di una
coppia mista?
G. Makaping,
Traiettorie di sguardi. E se
gli altri foste voi?,
Rubbettino, Soveria
Mannelli 2001, p. 56
Se la bianchezza della pelle rappresenta u
privilegio, il maschio nero cerca di goder
di questo privilegio. In questi ultimi anni
ho osservato molto da vicino alcune co
siddette «coppie miste», uomini africani
donne italiane. La mia impressione è ch
sono molto attratti dagli stessi preconcetti
dai pregiudizi e dagli stereotipi che hann
l’uno dell’altra, e viceversa.
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