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Per gli europei, ci fu solo un’epidemia spaventosa di una malattia fino ad
allora ignota: la
sifilide
, trasmissibile per via sessuale, allora mortale per la
mancanza di cure adeguate. Una prima epidemia scoppiò in Italia, nel 1494-
95, ma si parlò di «mal francese» per la discesa contemporanea dell’esercito
di Carlo VIII nella Penisola (
p. 342). Pochi pensarono allora di attribu-
irne la responsabilità alla scoperta dell’America. Ancora oggi non si sa con
certezza se la malattia preesistesse a questo evento.
Quanto agli scambi utili, possiamo dare un semplice elenco degli alimenti
di origine americana che compongono la nostra dieta quotidiana e senza i
quali la nostra vita non sarebbe più la stessa: mais, pomodoro, alcuni tipi
di fagioli, patata, patata dolce, cacao, ananas, arachidi, manioca, melone,
zucca gialla. Ciascuno di questi prodotti inizialmente fu accolto con diffi-
denza in Europa, ma è certo che, senza
mais
e senza
patate
, la popolazio-
ne europea, cresciuta a dismisura negli ultimi secoli, non avrebbe avuto di
che nutrirsi.
Lo scambio dei prodotti agricoli ebbe anche conseguenze molto pernicio-
se. Il
vino
e l’
alcol
, che gli europei usavano senza troppi problemi, furono
veicoli di distruzione per intere popolazioni amerinde, mentre la coca e i
suoi derivati dettero origine a droghe i cui effetti non hanno cessato fino a
oggi di essere distruttivi sui discendenti dei conquistatori.
Gli spagnoli creano
rapporti sociali di tipo
feudale come
l’encomienda
e il
repartimiento
.
Le ricchezze del Nuovo Mondo, per essere utilizzate,
richiedevano lo
sfruttamento
, in varie forme, della
manodopera indigena
. Tra i primi problemi che si
posero ai conquistatori ci fu quello della proprietà del-
le terre, dei diritti di sfruttamento, della possibilità di
fare e vendere schiavi. Anche in questo caso, si esportarono in America le
istituzioni dell’Europa feudale
e le forme di dominio che si erano rivela-
te più efficaci nella lunga vicenda della
Reconquista
.
A quel tempo, per spingere i nobili spagnoli alla guerra contro i mori, era stata
seguita la via di attribuire la proprietà dei territori conquistati al re, il quale
ne affidava lo sfruttamento a chi si era distinto nel combattere gli infedeli.
Una soluzione del genere fu applicata in America: le terre e i popoli con-
quistati furono considerati proprietà della corona, ma vennero dati in affi-
damento provvisorio o, come si diceva, «in commenda» a determinati in-
dividui, in considerazione dei servigi resi e con l’incarico di prendersi cura
del governo politico e religioso delle porzioni di territorio in questione e
delle popolazioni che vi abitavano.
Nacque così l’istituto della
encomienda
, un rapporto di lavoro di tipo feu-
dale, regolato da leggi severe. Gli indios erano tenuti a fornire «servizi per-
sonali», cioè a lavorare per una certa parte del loro tempo per l’
encomen-
dero
, oppure potevano pagare una certa imposta equivalente al lavoro. Gli
spagnoli che arrivavano nel Nuovo Mondo erano avventurieri che voleva-
no arricchirsi presto e tornare a godersi le ricchezze in Europa. Il risultato
fu che gli indigeni furono ridotti in
schiavitù
: venivano comprati e vendu-
ti come schiavi, nonostante vi fossero leggi che vietavano tale commercio.
Finirono poi con l’essere dichiarati personalmente liberi ma legati alla te-
nuta, come i servi della gleba (
p. 27).
Un’altra forma di sfruttamento degli indigeni, spesso confusa con l’
enco-
mienda
, era il
repartimiento
, ovvero una distribuzione del lavoro di gruppi
di indigeni ai colonizzatori in funzione delle loro necessità.
Tutte queste misure servivano alla monarchia spagnola per attirare coloni
dalla madrepatria. Si trattava di concessioni personali, non trasmissibili o
comunque revocabili a piacere dal sovrano. Di fatto, i commendatari per-
corsero lo stesso itinerario di quei piccoli feudatari medievali che aveva-
no lottato per ottenere la trasformazione del feudo in proprietà ereditaria.
Inoltre, anche se la giustificazione del possesso era di natura religiosa – far
lavorare le popolazioni per mantenerle in cambio del servizio di evange-
lizzazione che gli europei dovevano garantire – la realtà era ben diversa,
perché lo sfruttamento fu durissimo e senza limiti.
integrazione biologica
Dall’America
all’Europa
Dall’Europa
all’America
SCAMBI TRA VECCHIO
E NUOVO MONDO
Piante:
patata,
mais,
pomodoro,
cacao,
zucca,
tabacco
Animali
:
tacchino
Malattie
:
sifilide
Piante:
vite,
olivo,
frumento
Animali
:
suini, ovini,
bovini, equini,
pollame
Malattie
:
morbillo, tifo,
vaiolo
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