8.
L’incontro tra i due mondi: lo scambio colombiano
e lo sfruttamento delle risorse americane
L’Europa acquisisce dalle
Americhe diverse colture
e specie animali e vi porta
terribili epidemie.
Le prime cronache europee della conquista furono cor-
redate da incisioni: l’immagine era il mezzo più adat-
to per descrivere la novità non solo dei popoli ma de-
gli animali, delle piante, dei paesaggi naturali e urbani.
Il viaggio di Colombo innescò uno
scambio biologico
tra europei e amerindi di gigantesche proporzioni. Oggi è difficile per noi,
eredi di quello scambio, in un mondo unificato anche dal punto di vista
delle specie naturali, risalire all’inizio di questa storia e attribuire a ciascuno
dei partner la sua parte, distinguere le rispettive eredità e immaginare una
vita quotidiana priva di prodotti o di animali come la patata, il pomodoro,
il mais, la zucca, il tabacco, il cacao o il tacchino (per l’Europa) o del fru-
mento, della vite, dell’olivo, dei suini, dei bovini, degli ovini, degli equini
o del pollame (per l’America).
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Oceano
Atlantico
Oceano
Indiano
Oceano
Pacifico
EUROPA
AMERICA
SETTENTRIONALE
AMERICA
CENTRALE
AMERICA
MERIDIONALE
Per spiegare la presenza di questa parte dell’umanità prima sconosciuta si
parlò della divisione del mondo tra i figli di Noè, dopo il diluvio, e si disse
che gli
indios
erano i discendenti delle dieci tribù ebraiche scomparse di cui
si parla nella Bibbia. Oggi riteniamo che le popolazioni amerinde siano ar-
rivate dall’Asia circa 40.000 anni fa attraversando lo stretto di Bering quan-
do era ghiacciato, e che al termine delle glaciazioni siano rimaste isolate nel
continente africano. L’analisi del patrimonio genetico ha dimostrato che le
popolazioni dell’America appartengono a uno stesso gruppo, prova di un’ori-
gine comune da un piccolo gruppo omogeneo e di assenza totale di scambi
col resto del mondo.
Questo
isolamento
fu però un fattore di debolezza dagli effetti devastanti.
La popolazione americana originaria fu quasi del tutto distrutta in un’eca-
tombe di milioni di persone provocata non solo dalle stragi dei conqui-
statori e dal brutale sfruttamento a cui fu sottoposta, ma soprattutto dalla
mancanza di difese immunitarie
contro i microbi portati dall’Europa. Tra
il 1520 e il 1600, si ebbero ben quattordici epidemie in Messico e diciasset-
te in Perù. Il vaiolo, il tifo, o malattie che in Europa non risultavano letali,
come il morbillo, sterminarono masse enormi di indios, mentre si diffon-
deva il mito dell’invulnerabilità degli europei a tali malattie.
G
Li
SCamBi
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La scoperta dell’America creò un mercato
internazionale che coinvolse tutti i continenti:
nell’America settentrionale, in Messico, in Brasile
e in Argentina, per esempio, si diffusero piantagioni
di caffè, cotone, banane e canna da zucchero,
provenienti dall’Africa.
Sotto: la prima rappresentazione del tacchino,
un animale sconosciuto in Europa fino alla
scoperta dell’America, comparve all’interno
di questa cinquecentesca
Historia de las cosas
de la nueva España
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