L’atomo: i modelli del passato
Unità 9
25
Il processo sedimentario
comprende tutti i
fenomeni che portano alla formazione delle rocce se-
dimentarie coerenti e incoerenti. Esso ha la sua origi-
ne nella disgregazione delle rocce preesistenti a causa
dell’erosione che genera frammenti di ogni dimensione,
trasportati prevalentemente tramite l’azione dell’acqua
in luoghi di accumulo (sedimentazione). I sedimenti in-
coerenti possono subire fenomeni di
diagenesi
, cioè di
compattazione e di cementazione, che consentono la
loro trasformazione in rocce coerenti.
La classificazione delle rocce sedimenta-
rie
viene effettuata in base alla natura dei clasti: si di-
stinguono
rocce detritiche
o
clastiche
se i frammenti
derivano da rocce preesistenti,
organogene
se i fram-
menti sono prodotti da attività biologica,
chimiche
se
l’accumulo di materiale deriva da fenomeni chimici. La
classificazione delle
rocce clastiche
si basa sulla granu-
lometria, cioè sulle dimensioni dei clasti. Il nome della
roccia viene assegnato a seconda che la roccia sia co-
erente o incoerente. Le
rocce organogene
derivano
principalmente dall’accumulo di resti di organismi. Si
distinguono in base alla loro composizione: rocce carbo-
natiche, rocce silicee, rocce fosfatiche. Il processo più
diffuso di formazione delle
rocce chimiche
è il fenome-
no di precipitazione di sali da una soluzione acquosa.
La stratigrafia
è quella branca della geologia che
si occupa dello studio delle rocce sedimentarie che nor-
malmente si ritrovano in strati sovrapposti. La stratigrafia
si basa su tre leggi fondamentali: la
legge dell’orizzon-
talità originaria degli strati
, la
legge di sovrapposi-
zione
e la
legge di Walther
. Sulla carta geologica si
raggruppano più strati in
unità.
Si distinguono:
unità
litostratigrafiche
(in base alla somiglianza litologica),
biostratigrafiche
(in base alla distribuzione dei fossili),
cronostratigrafiche
(in base a criteri temporali).
La facies sedimentaria
indica l’insieme delle ca-
ratteristiche litologiche e paleontologiche di una roccia
che dipendono dall’ambiente di formazione. I geologi
ricostruiscono l’alternanza di ambienti sedimentari oriz-
zontalmente (nello spazio) e verticalmente (nel tempo).
In particolare, attraverso lo studio delle discontinuità, si
riescono a identificare periodi in cui le terre emerse ven-
gono invase dalle acque (
trasgressione
) da periodi in
cui le stesse terre sono interessate da un progressivo
ritiro delle acque (
regressione
). Si definisce
ciclo se
Testo articolato, testo sintetico e quesiti
verifiche
Test
CONOSCENZE
Con un testo articolato tratta i seguenti argomenti
1
Descrivi come furono scoperte le caratteristiche degli elettro-
ni (esperimento di Thompson) e quelle dei protoni.
2
Illustr l’esperimento ch diede origin al modello atomico di
Rutherf rd.
3
Spiega in che senso la luce ha comportamento dualistico ed
esponi in breve le prove a favore delle proprietà ondulatorie e
di quelle corpuscolari.
4
Descrivi il modello atomico di Bohr-Sommerfield.
Con un test sint tico risp ndi all s guenti domande
5
In che cosa consiste l’elettrizzazione di un corpo e che cosa
afferma la legge di Coulomb?
6
Quali sono le caratteristiche principali di elettroni, protoni e
neutroni?
7
Quali forze mantengono in equilibrio gli elettroni nell’atomo di
Rutherford?
8
In che cosa i differenzian numero atomico numero di massa?
9
Che cosa sono la lunghezza e la frequenza di un’onda? Come
sono correlate matematicamente?
10
In che cosa si differenziano gli spettri di emissione continui e
quelli discontinui?
11
Che cosa caratterizza le orbite stazio ri e da che parametro
sono definiti gli elet oni che le percorrono?
Quesiti
12
Cariche elettriche opposte
a
si respingono in base alla legge di Coulomb.
b
si attraggono in base alla legge di Dalton.
c
si respingono in base alla legge di Dalton.
d
si attraggono in base alla legge di Coulomb.
13
Come interagiscono, in aria, due cariche positive di 1 C
distanti 1 m l’una dall’altra?
a
Si attraggono con un forza d 9,0 10
9
N.
b
Si respingono c n una forza di 1 N.
c
Si spingono con una f rza di 9,0 10
9
N.
d
Si r sp ngono con una forza di int nsità ignota.
14
I raggi catodici s no costituiti
a
particelle cariche negativamente le cui caratteristiche non
dipendono dal materiale che le emette.
b
particelle cariche positivamente le cui caratteristiche non
dipendono dal materiale che le emette.
c
raggi X.
d
particelle positive le cui caratteristiche variano a seconda
del materiale che le emette.
15
Le caratteristiche corpuscolari degli elettroni sono state
evidenziate nell’esperimento diThomson
a
dal modo in cui essi colpiscono il vetro.
b
da un campo elettrico.
c
dal movimento di un mulinello.
d
da un campo magnetico.
16
Completa la seguente tabella contrassegnando le oppor-
tune caselle:
Elettrone Protone Neutrone
Ha carica negativa
Ha carica positiva
Non ha carica elettrica
Ha massa di circa 1 u
Ha massa di 0,00055 u
17
I raggi canale sono
a
particelle negative con rapporto carica-massa costante.
b
particelle positive con rapporto carica-massa costante.
c
raggi X.
d
particelle positive con rapporto carica-massa variabile a se-
conda del gas presente nel tubo.
18
Completa le frasi.
Il modello atomico di ................................... afferma che gli
elettroni nell’atomo sono come “uvette nel panettone”.
Il modello atomico di .............................................. afferma
che l’atomo è come un piccolissimo sistema solare.
19
Nel modello planetario di Rutherford il raggio atomico è
a
circa un milione di volte maggiore di quello nucleare.
b
da 10000 a 100000 volte più grande di quello del nucleo.
c
circa 1000 volte maggiore di quello nucleare.
d
circa 10 volte maggiore di quello nucleare.
20
Nel modello planetario l’elettrone è sottoposto a due for-
ze in equilibrio:
a
l’attrazione magnetica con il nucleo e la forza centrifuga.
b
la forza di gravità e la forza centrifuga.
c
l’attrazione elettrica con il nucleo e la forza centrifuga.
d
la repulsione elettrica con il nucleo e la forza di gravità che
lo attrae.
21
Il numero di massa è
a
il numero di protoni nel nucleo.
b
il numero di neutroni nel nucleo.
c
la somma dei protoni e dei neutroni del nucleo.
d
la somma dei protoni e degli elettroni dell’atomo.
22
Il numero atomico è
a
il numero di protoni nel nucleo.
b
il numero di neutroni nel nucleo.
c
la somma dei protoni e dei neutroni del nucleo.
d
la somma dei protoni e degli elettroni dell’atomo.
23
Il numero di massa si scrive
a
in alto a sinistra del simbolo dell’elemento.
b
in alto a destra del simbolo dell’elemento.
c
in basso a sinistra del simbolo dell’elemento.
d
in basso a destra del simbolo dell’elemento.
24
Gli isotopi di un medesimo elemento sono nuclidi aventi
a
diverso numero atomico e uguale numero di massa.
b
lo stesso numero atomico e lo stesso numero di massa.
c
uguale numero atomico e diverso numero di massa.
d
lo stesso numero di neutroni.
D9_chimica_impa.indd 25
03/02/12 0