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e di assorbire e immobilizzare in modo temporaneo l’azoto del terreno a rischio lisciviazione
in quanto, soprattutto nei sistemi di agricoltura biologica, si può avere un rilascio tardivo di
azoto da fertilizzanti organici anche a fine autunno.
Generalmente si usano le leguminose perché, grazie all’azotofissazione simbiontica, possono
accumulare e perciò fornire al terreno grandi quantità di azoto facilmente mineralizzabile.
Le piante non leguminose, usate soprattutto per prevenire l’erosione del terreno e la liscivia-
zione dei nitrati durante la stagione piovosa, possono anche essere usate per il sovescio, ma
generalmente in consociazione con le leguminose.
In generale il sovescio è considerato come una concimazione azotata e quindi la sua efficacia
fertilizzante è valutata in base all’apporto totale di azoto e al suo tempo di rilascio, tali da
soddisfare il fabbisogno delle successive colture da reddito.
L’accumulo e il rilascio di azoto nelle colture da sovescio dipende principalmente dalle condi-
zioni pedoclimatiche, dall’andamento stagionale, dalla composizione delle biomasse interrate,
cioè dalle specie utilizzate per il sovescio
: infatti il tasso di mineralizzazione della biomassa
diminuisce al crescere del contenuto di cellulosa, emicellulosa e lignina e dal rapporto car-
bonio-azoto (C/N). Questi parametri hanno valori diversi nelle diverse specie utilizzate per il
sovescio: bassi nelle leguminose, alti nelle non leguminose, e in particolare nelle graminacee.
Quindi l’uso di consociazioni di specie appartenenti a queste due famiglie di piante
risulta
essere positivo in quanto apportano molta biomassa e azoto, presentano maggiore stabilità di
crescita, sono efficienti nel sottrarre azoto alla lisciviazione. Ricordiamo inoltre che è molto
importante anche la data di interramento, in quanto può avere effetto sia sull’accumulo di
azoto che sul ritmo di mineralizzazione della biomassa interrata.
Domande
1
L’attività agricola, negli ultimi decenni, è andata via via trasformandosi, in particolare ha stan-
dardizzato le specie coltivate e i processi produttivi. Quali possono essere, secondo voi, gli
aspetti sia positivi sia negativi di questa affermazione?
2
Una pratica agronomica quale la rotazione agraria, molto diffusa fino a qualche decennio fa,
era quasi del tutto scomparsa, ma ultimamente è ritornata a essere praticata in molte aziende.
Dopo averne definito le caratteristiche e le modalità di messa in opera, esplicitate le vostre
considerazioni al riguardo.
3
La pianificazione degli interventi agronomici nell’attività agricola è ormai diventata una pratica
normale e irrinunciabile in ogni azienda: tra queste, in primo piano, c’è il piano di concimazione.
In che cosa consiste? Sareste in grado, per una coltura a vostra scelta, di realizzarne uno?
4
L’azoto è al pari del fosforo e del potassio, uno dei macroelementi nutritivi fondamentali per le
piante: gli altri elementi minerali presenti nel terreno rivestono forse un’importanza minore? In
quali quantità, qualità e modalità è possibile apportare azoto al terreno?
5
L’azoto è il componente principale dell’atmosfera, che è costituita da questo elemento per circa
il 78%. In quali composti chimici può essere presente l’azoto nell’atmosfera? In che modo
diventa disponibile per le piante?
6
I macroelementi nutritivi fondamentali per la vita delle piante sono presenti nel terreno in forme
e quantità diverse. Quali sono le forme maggiormente utilizzabili dalle piante?
7
I terreni presentano delle caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche molto differenziate:
quali possono essere le cause di queste diversità? In quale modo e attraverso quali interventi
agronomici è possibile “correggere“ del tutto o in parte eventuali caratteristiche che possano
ostacolare la coltivazione?
8
La simbiosi è un’interazione biologica tra due individui. Si tratta sempre di un rapporto positivo
e può essere di tipo mutualistico oppure commensalistico. Dopo aver descritto a grandi linee le
caratteristiche dei vari tipi di simbiosi, sareste in grado di evidenziarne le possibili applicazioni
nel settore agricolo?
V e r i f i c a d e l l e c om p e t e n z e
Terreno
Clima
S I S T E M I
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