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ver i f i ca del l e compe tenze
competenza disciplinare:
Analizzare il valore, i limiti e i rischi delle varie soluzioni tecniche
per la vita sociale e culturale con particolare attenzione alla sicurez-
za nei luoghi di lavoro, alla tutela della persona, dell’ambiente e del
territorio.
Pratiche agronomiche antiche per rispettare l’ambiente
Negli ultimi 30-40 anni, nel settore agricolo si sono verificati moltissimi cambiamenti dal punto
di vista tecnologico che hanno comportato, oltre a un incremento della produttività, numerose
conseguenze soprattutto di ordine tecnico, economico, sociale e ambientale.
Relativamente all’aspetto tecnico sono diventati di uso comune mezzi di produzione sempre
più sofisticati, e di conseguenza sempre più costosi, che nel corso del tempo hanno reso
l’agricoltura sempre più simile all’industria (di fatto oggi parliamo di sistema agroindustriale)
soprattutto per quanto riguarda la standardizzazione dei processi produttivi.
Dal punto di vista economico si è avuta una diversificazione degli investimenti e quindi no-
tevoli variazioni nelle voci del bilancio aziendale, accompagnate, però, nel complesso, da un
consistente aumento della produttività del sistema.
Da un punto di vista sociale la diversa organizzazione del lavoro ha comportato notevoli cam-
biamenti nei ritmi di vita delle persone, nelle comunità produttive e negli ambienti di lavoro:
l’azienda agricola tradizionale ha perso in gran parte le sue tradizionali caratteristiche di luogo
anche di vita sociale e comunitaria.
L’aspetto più negativo risulta essere dato dall’uso di tecniche di coltivazione e di allevamento
zootecnico associate a un impatto ambientale sempre più negativo che comporta, in generale,
modificazioni negli ecosistemi e un impoverimento della biodiversità, a un incremento elevato
del consumo di energia (lavorazioni, uso di prodotti di sintesi quali fertilizzanti, fitofarmaci
ecc.), e a conseguenti e continui aumenti dei costi di produzione.
Da questo punto di vista, la ricerca esasperata dell’incremento delle rese produttive ha deter-
minato l’avvento e la diffusione della coltivazione della monocoltura a scapito della rotazione
agraria e il relativo aumento dell’uso dei fertilizzanti di sintesi, come nel caso della concima-
zione azotata.
Questa pratica risulta essere ormai indispensabile per avere tali incrementi soprattutto in
zone dove lo sviluppo delle coltivazioni intensive è stato maggiore e dove, di conseguenza,
le continue asportazioni di azoto da parte delle piante a ciclo breve possono determinare un
rapido impoverimento del suolo stesso.
L’uso poco razionale di questi fertilizzanti può provocare un impatto ambientale dovuto sia
alla lisciviazione dei nitrati (prodotti del ciclo dell’azoto) presenti nella soluzione circolante del
suolo sia al loro accumulo, ad esempio nelle falde acquifere o nelle parti delle piante destinate
al consumo umano, come ad esempio nelle foglie di specie ortive. Queste piante hanno una
elevata capacità di trasportare e utilizzare le varie forme azotate per costituire le strutture dei
tessuti vegetali, capacità che varia in funzione del genotipo e del periodo di coltura: la pos-
sibilità di trovare nelle foglie di questi vegetali forme non volute di azoto sono quindi elevate
con conseguente esito nocivo della salute del consumatore.
Molti agricoltori si sono posti la domanda: è possibile una gestione sostenibile ed ecocompa-
tibile dell’azoto?
La risposta, come d’altronde già successo in altre occasioni, è stata data dalla riconsidera-
zione di una pratica agronomica andata via via in disuso, ma che, al pari della riscoperta
della rotazione agraria, sta dando notevoli risultati sia pratici sia economici: il sovescio (cioè
l’interramento), in particolare quello di colture intercalari a ciclo autunno-vernino al fine di
fornire azoto a colture da reddito primaverili-estive.
Il costo di questo azoto organico è decisamente minore rispetto a quello di altri fertilizzanti
organici e, inoltre, queste colture da sovescio permettono di prevenire l’erosione superficiale
V e r i f i c a d e l l e c om p e t e n z e
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