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Scheda per la preparazione alla valutazione delle competenze
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Test di fonologia
Leggi il brano che segue e rispondi quindi alle domande. Avrai modo di verificare come le conoscenze
di fonologia e punteggiatura ti sostengono nella comprensione del testo.
La trottola “turbo” e il tiro alla noce: ecco i giochi da ragazzi degli antichi
Come si divertivano i bambini nell’antichità? Ovviamente non disponevano della quantità di giocattoli
di ogni tipo dei bambini di oggi, ma questo non significa che non trovassero modo di passare il tempo
grazie a giochi, molti dei quali sono arrivati immutati sino a noi. Anche nell’antica Roma, infatti,
i bambini giocavano a “pari o dispari” (
par impar
): uno teneva chiusi nella mano alcuni sassolini,
l’altro doveva indovinare se erano di numero pari o dispari. Altri giochi molto popolari erano quello
che noi chiamiamo “testa o croce” (
capita et navia
), quello della palla (
pila
), la trottola (
turbo
) o il
cerchio di legno (
orbis
o
trochus
) che si faceva correre con un bastone (
clavis
). E poi la corsa sino
“a prendersi”, nonché la nostra “mosca cieca”. E per finire, popolarissimo, il gioco con le noci, che
consisteva nel prenderne quattro, disporle in modo che formassero una piccola costruzione a cupola
(tre noci sotto, una sopra) e nel lanciarvi sopra un sasso: chi riusciva a farle cadere se le prendeva
tutte. Giochi semplici, che potevano essere giocati anche dai più poveri. In un mondo in cui gli esseri
umani erano divisi in liberi e schiavi, e in cui le differenze sociali ed economiche erano immense,
i giochi infantili erano gli stessi, per tutti. Apparentemente vi era un momento della vita quotidiana
in cui tutti erano uguali. Ma solo apparentemente, e solo per qualche breve minuto.
Da E. Cantarella in www.corriere.it, 22 agosto 2011
1.
L’apostrofo inserito in “nell’antichità” (riga 1)
A sopprime la vocale atona finale di “nella”, perché la parola che segue inizia anch’essa con vocale.
È un’elisione obbligatoria che segnala come le due parole siano unite nella pronuncia ma distinte
nella grafia.
B sopprime la vocale atona finale di “nella”, perché la parola che segue inizia anch’essa con vocale.
È un’elisione facoltativa, trattandosi di un fatto soggettivo, legato a scelte espressive e stilistiche
di tipo personale.
2.
Le parole “quantità” (riga 1) e “nonché” (riga 8) sono due parole tronche, ma hanno
un accento grafico diverso. Vanno quindi pronunciate diversamente. Come?
A
quantità
suono aperto
suono chiuso
B
nonché
suono aperto
suono chiuso
3.
Nel titolo il termine “turbo” è messo tra virgolette perché
A è un termine moderno, poco adatto a descrivere un gioco antico.
B il termine viene usato in senso metaforico.
C si tratta del nome latino di “trottola”.
D il termine è usato in modo improprio.
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