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Guerra e pace
Conflitti mondiali e “nuove” guerre.
Il diritto internazionale alla pace
Nel corso della storia, dalle prime antiche
comunità fino alle moderne superpotenze,
la guerra è stata sempre il mezzo più utilizzato
per risolvere le controversie politiche.
Guerra permanente
In più di 3 millenni di storia, l’uma-
nità ha avuto solo poco più di 200
anni di pace complessiva, intesa co-
me assenza di conflitti armati (meno
del 10% del totale). Non va dimen-
ticato infatti che, dal 1480 al 1800,
è scoppiato un importante conflitto
internazionale all’incirca ogni 3 an-
ni, così come, dal 1800 al 1944 ne
è accaduto uno ogni anno, e a par-
tire dalla Seconda guerra mondiale,
addirittura ogni 14 mesi. Nell’arco
degli ultimi due secoli la
guerra
è
stata
, con tutta evidenza,
l’attività
dominante degli Stati europei
.
Gli strumenti della
guerra tradizionale
La pratica della guerra, dalle battaglie
rituali dei popoli antichi fino all’idea
di annientamento totale dell’avver-
sario,
è legata all’evoluzione stessa
della società
. Si è passati dall’utiliz-
zo del carro da combattimento e del
cavallo, alle prime “falangi”, ovvero
eserciti equipaggiati e organizzati
in modo “moderno”, sviluppati dai
greci e soprattutto dai romani. L’in-
venzione della
polvere da sparo
, nel
XV secolo, ha dato vita a una svolta
epocale nei conflitti armati, con i
Turchi che espugnavano, grazie ai
primi
cannoni
, le mura di Costanti-
nopoli. Si è trattato di un’invenzione
di portata decisiva nel campo della
tecnica bellica
, che ha rivoluzionato
il modo stesso di combattere, pas-
sando dallo scontro corpo a corpo
all’uso dell’arma a distanza.
Le vittime della guerra
e le spese militari
Questo cambiamento nei modi stes-
si di guerreggiare ha portato a un
au-
mento esponenziale delle vittime
dei conflitti
: dalle decine di migliaia
di morti della
Guerra dei Trent’Anni
ai circa 2 milioni delle
guerre napo-
leoniche
, fino ai più di 40 della
Se-
conda guerra mondiale
. La guerra
ha iniziato a coinvolgere non più solo
gli eserciti ma anche, e in maniera
sempre più invasiva, le
popolazioni
.
Anche il numero di vittime civili è
molto cresciuto, soprattutto a partire
dal ricorso ai bombardamenti aerei.
Si è assistito inoltre a una forte
cre-
scita dei costi
della guerra. Le spese
militari britanniche erano, nel 1900,
pari a circa 100 milioni di sterline,
mentre un secolo dopo, quelle sta-
tunitensi raggiungevano quota 294
miliardi di dollari (cresciute ancora
dopo l’11 settembre del 2001, in oc-
casione dell’attacco terroristico alle
Twin Towers a New York), con un
predominio fondato sullo sviluppo
di
tecnologie moderne
, come i cac-
ciabombardieri invisibili e le
bombe
“intelligenti”
.
Può una bomba essere “intelligente”?
Attività
L’espressione “bombe intelligenti” indica armi che, grazie a un sistema di punta-
mento laser, sono in grado di colpire con maggior precisione il loro bersaglio. Ma
è proprio/sempre così?
Documentati su Internet e scrivi un breve testo informativo. Per iniziare, puoi
leggere questo articolo sul sito:
http://www.repubblica.it/esteri/2011/04/16/news/bombe_a_grappolo_su_
misurata-15007909/
NELLA COSTITUZIONE:
Art. 11: «L’Italia ripudia la guerra […]»
LESSICO:
Missioni di pace, Servizio civile,
Amnesty International
Una vignetta di
Elle Kappa tratta
dal quotidiano
«La Repubblica»
del 28 aprile
2011.
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