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B) La
rete di distribuzione
: è formata solitamente da una sezione iniziale interrata
e da una sezione che porta gli erogatori posta sulla superficie del suolo. I tubi
interrati, dovendo sopportare una maggiore pressione, sono generalmente in
polietilene o in PVC ad alta densità, mentre quelli fuori terra sono in polietilene
a bassa densità, con diametro compreso tra 10 e 40 mm. La tendenza attuale è
quella di adottare materiali che presentino
identici coefficienti di dilatazione
termica
per tutte le parti dell’impianto, come nel caso dei moderni sistemi per
aspersione.
C) Il
sistema di filtrazione
: ha la funzione di prevenire l’intasamento degli ero-
gatori, che può essere causato da particelle terrose e/o da sostanze organiche in
sospensione, o da incrostazioni dovute ai sali disciolti nell’acqua.
Le dimensioni e il tipo di filtri sono correlati soprattutto alla
quantità di sostan-
ze in sospensione
all’interno dell’acqua, che dipende dalla sua provenienza, e
alla portata dell’impianto. Le acque a uso irriguo hanno un contenuto differente
di sostanze in sospensione: quelle di provenienza superficiale presentano in
genere problemi di filtrazione maggiori rispetto alle acque estratte dai pozzi;
inoltre, nelle acque di superficie il contenuto di sostanza organica è piuttosto
variabile nel tempo.
I tipi di filtro più utilizzati sono i seguenti.
◗◗
I filtri centrifughi
, detti anche “a ciclone”, che, attraverso un movimento rota-
torio vorticoso impresso all’acqua, sono in grado di
separare le particelle
a
peso specifico più elevato grazie alla forza
centrifuga
. Questi filtri vengono
utilizzati soprattutto per le acque provenienti da pozzi e sono idonei a separare
soprattutto le particelle di
sabbia
.
◗◗
I filtri a rete
, in grado di trattenere particelle di dimensioni variabili in base
alla fittezza delle maglie della rete impiegata. Vengono spesso utilizzati, oltre
che per la filtrazione vera e propria, anche come elementi di
protezione
per
le derivazioni dei singoli settori irrigui, evitando che si accumulino sostanze
in sospensione negli snodi, veri e propri punti critici.
◗◗
I filtri a graniglia
, che utilizzano
sabbia
e
ghiaia
come elementi
filtranti
, risulta-
no i più idonei a effettuare gli interventi più drastici, richiesti per molte acque
superficiali, ricche di particelle inorganiche e materiali di origine biologica,
come alghe, microrganismi ed esoscheletri di crostacei.
I filtri vengono generalmente posti a valle del punto di prelievo dell’acqua, e ge-
neralmente vengono sovradimensionati rispetto alle esigenze previste, in modo
tale da poter far fronte anche a eventuali emergenze. La soluzione più idonea,
anche se maggiormente costosa, è la combinazione di più filtri di tipo diverso.
D) Il
sistema di erogazione
: è costituito da dispositivi atti a distribuire l’acqua sul
terreno con diverse modalità.
I requisiti comuni ai diversi tipi di erogatore sono i seguenti.
◗◗
Una portata limitata e costante
, che non deve risentire, se non in misura molto
ridotta, delle variazioni di pressione e temperatura.
Filtro a rete.
Filtro a graniglia.
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