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ver I f I ca DeL L e comPe tenZe
V E r i f i c a d E l l E c o m p E T E n z E
comPetenZa DIscIPLInare:
Identificare e descrivere le caratteristiche significative dei contesti
ambientali.
La biodiversità
Spesso capita che le parole più importanti, più ripetute (talvolta anche in modo eccessivo o
improprio), sia nella letteratura giornalistica sia in quella scientifica, abbiano un’origine recente:
è questo il caso della parola
biodiversità;
questo termine, che deriva dall’inglese
biodiversity
,
abbreviazione di
biological diversity,
non era usato nel linguaggio corrente e né tantomeno
esisteva in biologia prima del 1986, anno in cui fu coniato dal biologo E.O. Wilson in un rap-
porto al primo Forum americano sulla diversità biologica organizzato dal Consiglio Nazionale
delle Ricerche (NRC)
.
In una più recente definizione (1999) Wilson descrive la biodiversità come “la varietà degli
organismi a tutti i livelli, da quello delle varianti genetiche appartenenti alla stessa specie, dei
generi, delle famiglie e ai livelli tassonomici più alti, e comprende anche la varietà degli eco-
sistemi, ossia la varietà delle comunità degli organismi presenti in particolari habitat, e delle
condizioni fisiche in presenza delle quali essi vivono”.
Quindi il concetto di biodiversità ingloba i numerosi livelli di organizzazione biologica e ne
considera tutti gli aspetti “funzionali”, comprendendo anche i processi ecologici ed evolutivi
che la sostengono. Di conseguenza possiamo affermare che esiste una
diversità
genetica,
degli organismi, delle popolazioni, delle specie, delle comunità, degli ecosistemi, nei diversi
contesti ecologici.
Il tempo necessario per la diversificazione delle specie, degli ecosistemi e più in generale degli
ambienti naturali esistenti sulla Terra è stato quantificato in circa quattro miliardi di anni,
durante i quali la vita si è adattata alle componente abiotica del pianeta (atmosfera, litosfera e
idrosfera) per giungere agli attuali livelli di complessità.
Nel corso del tempo si sono avute grandi estinzioni di massa (nell’ultimo mezzo miliardo di
anni se ne sono riscontrate cinque): e dopo ogni evento di questo tipo ci sono voluti circa
cinque milioni di anni perché il processo evolutivo potesse avviare l’opera di recupero, ma
per il recupero completo della biodiversità ci sono volute decine di milioni di anni. Tutto ciò
ci deve far riflettere sul grandissimo valore della biodiversità e quindi
sull’obbligo morale
e materiale di impedire l’opera di devastazione e di spoglio del pianeta Terra da parte
dell’uomo
che, anche in modo talvolta inconsapevole, sta limitando sempre più il patrimonio
naturale di biodiversità. Secondo alcuni calcoli si stima che ogni venti minuti si estingua
una specie vivente e per questo molti ritengono che sia in corso la sesta estinzione di massa,
risultato di una devastante perdita di habitat naturali di quasi tutti gli ecosistemi del mondo.
Attualmente si ritiene che il numero di specie presenti sul pianeta sia di circa 13.500.000, ma
che solamente circa il 15% è stato descritto scientificamente: quindi l’85-90% di esse è tuttora
sconosciuto alla tassonomia ufficiale.
Le specie animali censite sono circa 1.200.000, delle quali gli insetti, che svolgono un ruolo
fondamentale negli ecosistemi terrestri nelle loro funzioni di impollinatori, parassiti, fitofagi,
predatori e detritivori, rappresentano sicuramente il gruppo più numeroso contando 827.875
specie arrivando così a essere circa il 47% delle specie censite sulla Terra (i coleotteri ne rap-
presentano quasi 300.000). Gli uccelli e i mammiferi con il loro 0,6 e 0,3% costituiscono solo
una piccola, ma importantissima parte delle specie note.
Sul territorio del nostro Paese sono state rilevate circa 5.600 specie di piante vascolari, 57.442
specie di animali, delle quali 1.254 di vertebrati; inoltre l’Italia è il Paese con il più alto numero
di specie di vertebrati terrestri e di piante da seme.
Questo grande patrimonio di biodiversità oggi è seriamente sempre più minacciato dalla
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