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Interpretazione
Nell’età delle scoperte e della rapida diffusione della stampa, incisori e stampatori pubblicano con fre
quenza raccolte di carte di diversi autori, epoche e formati, mettendo a disposizione di un pubblic
sempre più ampio e interessato l’insieme delle conoscenze geografiche. Nel 1570 ad Anversa – il mag
gior centro di produzione cartografica del tempo – Abram Ortelius dà alle stampe il
Theatrum Orbis Ter
rarum
che è considerato il primo atlante moderno. La sua novità sta nel fatto che, a differenza delle al
tre raccolte, è frutto di una progettazione mirata: eliminate le sorpassate rappresentazioni tolemaiche
riunisce e ordina logicamente (partendo dall’Europa) carte aggiornate nei contenuti e il più possibil
uniformi nella presentazione. Riproduciamo qui il frontespizio del
Theatrum
, cioè la prima pagina con
tenente gli elementi identificativi, che divenne un elemento importante dei libri proprio nel XVI secol
sia per la sua utilità nel far individuare velocemente i dati basilari dell’opera, sia per la sua indiscutibi
le funzione pubblicitaria.
Ortelius e la nascita
degli Atlanti
Il nome «atlante» venne inventato da Mercatore, il quale aveva
progettato una raccolta di carte che fu pubblicata da suo figlio.
Il nome derivava inizialmente dal leggendario re del Marocco
(raffigurato mentre tiene sulle ginocchia il globo e lo misura), ma
venne poi associato prevalentemente al mitico Titano che, in una
versione del mito greco, fu costretto per punizione a sorreggere
sulle spalle la Terra.
Questo frontespizio mostra sia le parti del mondo conosciute
che quelle solo ipotizzate: il busto in basso a destra rappresenta
infatti la «magellanica», cioè le sconosciute terre australi ancora
inesplorate.
Il frontespizio presenta in modo efficace l’idea che gli europei
hanno della Terra all’aprirsi del periodo coloniale: l’Europa
occupa una posizione preminente ed è raffigurata con gli attribut
tipici della sovranità che ne ricordano la funzione civilizzatrice
ed evangelizzatrice; le altre parti del globo propongono, in forme
già stereotipate, una chiara gerarchia di subordinazione.
Il punto di vista è quello degli europei che hanno conosciuto
l’«altro», lo recepiscono attraverso i propri schemi e i propri
pre-giudizi e sentono di avere davanti a sé uno spazio mondiale
inferiore, da possedere e dominare.
Per consolidare le idee chiave
In che cosa si differenziano i primi atlanti dalle altre raccolte di carte?
Quale idea del mondo ricaviamo da questo frontespizio?
Al centro sta il
titolo, incorniciato
da una struttura
architettonica
classicheggiante
La donna ornata
di gemme e con in
mano un vaso da
cui escono essenze,
rappresenta l’Asia
Seduta a terra,
la raffigurazione
dell’America
è seminuda e
selvaggia, ha arco
e frecce, e tiene in
mano la testa di un
uomo ucciso
La donna in alto,
sopra a tutto e
separata dalle altre
figure, rappresenta
l’Europa: ha la
corona sul capo e
tiene in mano uno
scettro e un globo
sormontato dalla
croce
La personificazione
dell’Africa è nera,
poveramente
vestita, con il capo
contornato da raggi
solari
Un busto di donna
è poggiato su
un piedistallo,
in posizione
leggermente
arretrata
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