3.
La tratta degli schiavi e i primi contatti
con i grandi imperi asiatici
Con l’insediamento
dei portoghesi nel golfo
di Guinea ha inizio
la tratta degli schiavi.
Nel 1415 i portoghesi avevano conquistato Ceuta,
avamposto musulmano nell’Africa settentrionale,
aprendo nuovi orizzonti espansionistici per il loro Pa-
ese povero di risorse e di possibilità di arricchimento
(
❯
p. 282). Per il Portogallo l’Africa divenne ben presto
il luogo dove procurarsi beni e supplire alla penuria di prodotti e di ric-
chezze del proprio territorio:
oro
,
avorio
,
spezie
e
manodopera indigena
da scambiare e vendere in patria e sui mercati del Mediterraneo.
Da Ceuta i mercanti e gli avventurieri lusitani, sostenuti da una politica
della corona assai favorevole allo sviluppo dei commerci e alla conquista
di nuove rotte e territori, si spinsero verso Sud, costeggiando la parte occi-
dentale del continente. Tra il 1450 e il 1455 venne creato l’emporio di Ar-
guin, in Mauritania, centro dell’approvvigionamento di oro e di
schiavi
,
del commercio di cavalli, grano, drapperie e spezie, e avamposto per la pe-
netrazione verso la Guinea e la Sierra Leone, dove si trovavano in abbon-
danza oro, ferro e uomini. Ma fu soprattutto la conquista dei territori tra
il Volta e il delta del Niger, la cosiddetta Costa degli Schiavi, ad aprire agli
occidentali il grande commercio della manodopera indigena fornita loro,
in cambio di merci, oro e sale, dai mercanti locali, che approfittavano dei
numerosi conflitti tra le tribù nigeriane.
In un primo momento i portoghesi utilizzavano in loco gli schiavi per il
trasporto dell’oro e delle spezie, o li vendevano ai popoli della Costa d’Oro.
Solo una piccola parte veniva trasferita nella Penisola iberica, dove era im-
piegata dalle ricche famiglie di Lisbona per i servizi domestici, dopo essere
stata, volente o nolente, battezzata.
Lo spopolamento
delle Americhe
dà un formidabile impulso
al commercio schiavista.
Ben presto, però, il rapido spopolamento delle terre
americane colonizzate dagli spagnoli (
❯
p. 307), cau-
sato dalle malattie, dalle razzie e dalle disumane con-
dizioni di vita e di lavoro imposte agli indiani d’Ame-
rica, aprì nuove prospettive al
commercio schiavista
.
Gli spagnoli si rivolsero al Portogallo e ai suoi mercanti per rifornirsi di ma-
nodopera per sostituire gli indigeni nelle miniere di argento e, più tardi, nel
lavoro delle piantagioni: i primi schiavi neri arrivarono a Santo Domingo
nel 1510, e a Cuba nel 1521. Nel volgere di pochi decenni la tratta assunse
dimensioni notevolissime e nella seconda metà del XVI secolo gli schiavi
provenienti dal Congo e dall’Angola per lo sfruttamento delle miniere spa-
gnole e la coltivazione della canna da zucchero nei possedimenti portoghe-
si in Brasile raggiunsero le 16.000 unità annue.
Questo tremendo ma sempre più lucroso «affare» era regolato dal sistema
dell’
asiento
, come venivano chiamate le licenze rilasciate dalla corona spa-
gnola a chi, dietro il pagamento di ingenti somme, garantiva la fornitura di
schiavi neri alle colonie d’America. All’
asiento
erano legati privilegi fiscali e
soprattutto il
monopolio
di quel commercio per la durata del contratto. La
corona spagnola si assicurò così un’entrata cospicua anche se incerta: man
mano che cresceva la richiesta di schiavi aumentavano, infatti, i traffici «il-
leciti», il contrabbando da parte di mercanti olandesi e inglesi che conten-
devano ai portoghesi la gestione dell’
asiento
.
Furono proprio gli inglesi, nel corso del secolo XVII, a prendere il soprav-
vento nella gestione della tratta negriera. Nel 1618 venne fondata una pri-
ma compagnia, la Company of Adventurers, che trafficava con la Guinea e
Benin con
diritto di monopolio
, nel 1660 la Royal Adventurers che com-
merciava oro e schiavi africani, e nel 1672 la Royal African Company con
l’obiettivo di importare manodopera nera e combattere la concorrenza olan-
dese, ponendo le basi dell’
impero commerciale britannico
.
Come per gli spagnoli e i portoghesi del periodo precedente, gli schiavi e
il loro commercio divennero così un elemento fondamentale nella costru-
Uno schiavo africano in un disegno a carboncino
di Albrecht Dürer del 1508.
Glossario
Asiento
Contratto tra la corona spagnola e un pri-
vato (poteva essere un singolo individuo, una com-
pagnia commerciale o anche uno Stato) in base al
quale si stabiliva, in cambio di ingenti somme, la
fornitura di determinati servizi alle colonie d’Ameri-
ca. In particolare, l’
asiento
degli schiavi, provenienti
dall’Africa, fu inizialmente assegnato al Portogallo.
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