Risolvere problemi da informatici, ma senza computer: il pensiero computazionale
In questo primo webinar vengono presentate attività unplugged, cioè “senza computer”, per introdurre ad alunne e alunni l’approccio informatico alla risoluzione dei problemi, spesso chiamato “pensiero computazionale”.
Le attività riguardano ad esempio la scrittura di “algoritmi quotidiani”, cioè sequenze di istruzioni per compiti quali lavarsi i denti o preparare un panino, oppure per la costruzione di figure geometriche. Questi contesti permettono di iniziare a lavorare su concetti informatici quali esecutore, insieme di istruzioni comprensibili dall’esecutore, sequenza di istruzioni, programma e ruolo del programmatore.
Si passerà poi ad attività più strutturate, in cui un agente (ad esempio: pedina, studente, insegnante o robot educativo) si muove in un contesto limitato e prevedibile, come una griglia o un reticolo. In questo modo si fanno lavorare alunne e alunni con esecutori "letterali" e prevedibili e si introducono concetti fondamentali della programmazione quali ripetizione, selezione e debugging.
Michael Lodi insegna e fa ricerca in Didattica dell'Informatica all'Università di Bologna.
Studia le difficoltà e le metodologie per l'introduzione alla programmazione, gli aspetti filosofici dell'Informatica come disciplina scientifica (es. pensiero computazionale, big ideas), e la didattica della crittografia.
Insegna a studenti di informatica e di altre discipline, nonché agli insegnanti in abilitazione.
Tiene corsi di formazione per docenti e ha tenuto laboratori per bambini e ragazzi.
Elena Panzeri, Redazione Scientifica Secondaria di Primo Grado Mondadori Education
Le attività riguardano ad esempio la scrittura di “algoritmi quotidiani”, cioè sequenze di istruzioni per compiti quali lavarsi i denti o preparare un panino, oppure per la costruzione di figure geometriche. Questi contesti permettono di iniziare a lavorare su concetti informatici quali esecutore, insieme di istruzioni comprensibili dall’esecutore, sequenza di istruzioni, programma e ruolo del programmatore.
Si passerà poi ad attività più strutturate, in cui un agente (ad esempio: pedina, studente, insegnante o robot educativo) si muove in un contesto limitato e prevedibile, come una griglia o un reticolo. In questo modo si fanno lavorare alunne e alunni con esecutori "letterali" e prevedibili e si introducono concetti fondamentali della programmazione quali ripetizione, selezione e debugging.
Relatore
Michael Lodi insegna e fa ricerca in Didattica dell'Informatica all'Università di Bologna.
Studia le difficoltà e le metodologie per l'introduzione alla programmazione, gli aspetti filosofici dell'Informatica come disciplina scientifica (es. pensiero computazionale, big ideas), e la didattica della crittografia.
Insegna a studenti di informatica e di altre discipline, nonché agli insegnanti in abilitazione.
Tiene corsi di formazione per docenti e ha tenuto laboratori per bambini e ragazzi.
Moderatrice
Elena Panzeri, Redazione Scientifica Secondaria di Primo Grado Mondadori Education