La via italiana al modernismo

La lezione seguirà la formazione del modernismo italiano, anche mettendo in luce i punti di contatto e consonanza col modernismo europeo. Ci soffermeremo su alcuni autori maggiori come Luigi Pirandello, ma chiariremo come l’introduzione in Italia delle tematiche moderniste sia stata frutto di un lavoro collettivo che ha visto impegnati anzitutto i cosiddetti vociano-lacerbiani (Giovanni Papini, Giuseppe Prezzolini, Ardengo Soffici, Aldo Palazzeschi, Giovanni Boine e altri). Il centro della lezione sarà il progressivo decadimento dell’orizzonte della verità e delle certezze universalistiche.

Si parlerà di:

  • Il modernismo come logica culturale. Nella parte iniziale della lezione definiremo i caratteri del modernismo e la sua connessione con le filosofie di matrice nietzschiana, che progressivamente costringevano l’orizzonte della verità in una dimensione sempre più personalistica e soggettivistica, così decretando una generale sfiducia nelle possibilità conoscitive dell’uomo.

  • Modernismo e post-Risorgimento. Proseguiremo indicando le coordinate storico-culturali all’interno delle quali si sviluppò il modernismo italiano, chiarendone – soprattutto attraverso I vecchi e i giovani di Pirandello – il legame con la generale sfiducia nel progresso che caratterizzò la generazione d’intellettuali post-risorgimentali.

  • Il modernismo ‘reazionario’. Analizzeremo poi, in particolare attraverso autori come Giovanni Boine e Scipio Slataper, i tentativi di resistenza alla nuova logica culturale, tentativi tesi a ribadire la possibilità di mantener viva un’etica (e anche un pensiero religioso) all’interno delle nuove prospettive moderniste.

  • Ironia, umorismo e modernismo. Attraverso autori come Ardengo Soffici e Aldo Palazzeschi, letti anche in controluce a L’umorismo pirandelliano, vedremo poi l’accettazione incondizionata della nuova prospettiva modernista intesa come nichilismo dai tratti positivi.

  • La lezione di Michelstaedter. Analizzeremo dunque il pensiero e l’opera di Carlo Michelstaedter che, confrontandosi come gli altri col nuovo orizzonte epistemologico, riuscì a darne una lettura del tutto originale.

  • Modernismo e fascismo. Ci chiederemo infine se il modernismo non abbia in qualche modo preparato l’avvento dell’ideologia fascista, che pure sembra all’apparenza così distante da quella logica culturale.



Relatore


Mimmo Cangiano è Professore Associato di Critica Letteraria e Letterature Comparate presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. Ha pubblicato i volumi L’Uno e il molteplice nel giovane Palazzeschi (Società Editrice Fiorentina, 2011); La nascita del modernismo italiano. Filosofie della crisi, storia e letteratura (1903-1922) (Quodlibet, 2018); The Wreckage of Philosophy. Carlo Michelstaedter and the Limits of Bourgeois Thought (University of Toronto Press, 2019); Cultura di destra e società di massa (Nottetempo, 2022); Guerre culturali e neoliberismo (Nottetempo, 2024).

 

Moderatore


Matteo Tasca - Redazione Università e saggistica Mondadori Education

 

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