La conoscenza umanistica e la formazione di un pensiero critico nell’era digitale

ID SOFIA 154386

Nella prima parte si presenteranno alcune tematiche che rappresentano la base per un pensiero critico. In particolare, si farà riferimento al metodo del trial and error elimination che, soprattutto con K. Popper, è diventato un paradigma di riferimento per una conoscenza oggettiva dentro e fuori la scienza. Nella seconda parte si mostrerà come la diffusione del pensiero critico basato su questi strumenti concettuali sia una risorsa insostituibile per difendere l’autonomia di giudizio e la capacità critica dell’homo democraticus nell’ambiente digitale. Si insisterà, in particolare, nel mostrare come una adeguata formazione umanistica sia indispensabile per le sorti della democrazia nell’era digitale, perché aiuta ad assicurare quella capacità critica indispensabile per evitare che i meccanismi di formazione dell’opinione nell’ambiente digitale riducano l’autonomia di giudizio sotto una soglia incompatibile con le responsabilità di scelta che fanno capo al cittadino democratico.

Si parlerà di:

  • Problemi-teorie-critiche. Verrà presentata la teoria della fallibilità della conoscenza e il metodo del trial and error elimination.

  • Pensiero critico e democrazia. Nel secondo punto, saranno presentate la democrazia come «governo dell’opinione» e la differenza tra «opinione pubblica» e «opinione del pubblico».

  • La deregolamentazione del mercato cognitiva. Verrà analizzata la tendenza a credere nell’opinione della massa e il passaggio dalla disintermediazione alla reintermediazione nei processi conoscitivi.

  • La formazione umanistica e la difesa della democrazia. Lo studio della filosofia e la conoscenza storica saranno messi in relazione alla pratica e difesa della democrazia.

  • Letteratura e libertà. Infine, sarà illustrato come la letteratura garantisca un addestramento filologico di massa e offra all’homo democraticus l’esperienza della diversità.



Relatore


Enzo Di Nuoscio è ordinario di Filosofia della scienza all’Università del Molise e docente di Metodologia delle scienze sociali alla Luiss di Roma. Ha svolto attività di ricerca e di insegnamento presso La Sapienza, la LUMSA e la Gregoriana di Roma e presso la Sorbona e l’Institut d’Études Politiques di Parigi. Tra i suoi i suoi ultimi libri: Epistemologia del dialogo (Carocci, 2011); Ermeneutica ed economia (Rubbettino, 2014); Elogio della mente critica (Laterza, 2016); The Logic of Explanation in the Social Sciences (Oxford, 2018); (con D. Antiseri e F. Felice), Democrazia avvelenata (Rubbettino, 2018); I geni invisibili della democrazia (Mondadori Università, 2022; premio Dosi 2022, trad. fr. PUF, Paris, 2023).

 

Moderatore


Matteo Tasca - Redazione Università e saggistica Mondadori Education

 

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Dal nostro Catalogo

I GENI INVISIBILI DELLA DEMOCRAZIA

Enzo Di Nuoscio


Capacità critica, autonomia di giudizio, difesa della persona umana e consapevolezza della fallibilità della conoscenza, della relatività dei valori e dell’inviolabilità della coscienza. Sono questi i «geni invisibili» della democrazia, in mancanza dei quali si materializzano i «demoni visibili» dei suoi nemici. Senza una sufficiente scorta di tali risorse culturali sarebbe impossibile quella «rivoluzione democratica» che sostituisce allo scontro tra le persone il confronto tra le idee, all’uso della forza il ricorso al dialogo, trasformando le istituzioni nel luogo in cui facciamo morire le idee al nostro posto. La cultura umanistica è la sentinella della nostra libertà perché difende e arricchisce questi «geni invisibili», formando menti critiche vaccinate contro il fanatismo, la violenza e contro le più subdole minacce alla «società aperta». Investire sulla formazione umanistica significa dunque proteggere la democrazia da vecchi e nuovi nemici.
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