Diagnosi o destino? L’altra faccia dell’inclusione e la nuova emarginazione dei bambini
Negli ultimi anni si è assistito a un aumento significativo delle diagnosi di disturbi neurologici e dell’apprendimento nei bambini e nei ragazzi. Dislessia, discalculia, autismo, ADHD sono oggi termini sempre più presenti nel linguaggio di scuole e famiglie. Ma cosa si nasconde dietro questa crescita? Siamo davvero di fronte a una maggiore capacità di riconoscere bisogni educativi specifici, oppure al rischio di trasformare difficoltà evolutive in etichette che accompagnano i bambini per tutta la vita?
Il webinar con il Prof. Michele Zappella affronterà proprio questo nodo critico: quando la diagnosi diventa una risorsa per comprendere e sostenere lo sviluppo, e quando invece rischia di produrre nuove forme di emarginazione?
A partire dalla sua lunga esperienza clinica e scientifica, il prof. Zappella proporrà una riflessione sulle ragioni dell’attuale proliferazione diagnostica e sulle sue conseguenze per bambini, famiglie e scuola. L’incontro sarà anche un invito a guardare oltre il fascino delle etichette, per riscoprire approcci educativi capaci di valorizzare le potenzialità, la creatività e la plasticità dello sviluppo infantile.
Michele Zappella è uno dei più autorevoli neuropsichiatri infantili italiani. Noto per il suo impegno nell’abolizione delle classi speciali e differenziali tra gli anni Sessanta e Settanta, per la scoperta di due nuove sindromi cliniche e la sua proposta terapeutica-educativa relativa ai disturbi del neurosviluppo, è tra le maggiori voci contemporanee negli studi sull’autismo.
Fabio Dovigo è professore ordinario di Didattica e Pedagogia Speciale all’Università dell’Aquila. Si occupa di educazione inclusiva, formazione degli insegnanti ed educazione della prima infanzia, temi su cui ha coordinato progetti internazionali per UNESCO, UNICEF ed enti europei. È membro del Council di EERA e del comitato editoriale di riviste scientifiche internazionali. Ha pubblicato numerosi saggi e curato volumi per editori quali Routledge, Springer e FrancoAngeli. È direttore dell’«European Journal of Inclusive Education» e coordina ricerche comparative su politiche educative e professione docente, con particolare attenzione ai contesti europei e dell’area Asia-Pacifico.
Il webinar con il Prof. Michele Zappella affronterà proprio questo nodo critico: quando la diagnosi diventa una risorsa per comprendere e sostenere lo sviluppo, e quando invece rischia di produrre nuove forme di emarginazione?
A partire dalla sua lunga esperienza clinica e scientifica, il prof. Zappella proporrà una riflessione sulle ragioni dell’attuale proliferazione diagnostica e sulle sue conseguenze per bambini, famiglie e scuola. L’incontro sarà anche un invito a guardare oltre il fascino delle etichette, per riscoprire approcci educativi capaci di valorizzare le potenzialità, la creatività e la plasticità dello sviluppo infantile.
Relatore
Michele Zappella è uno dei più autorevoli neuropsichiatri infantili italiani. Noto per il suo impegno nell’abolizione delle classi speciali e differenziali tra gli anni Sessanta e Settanta, per la scoperta di due nuove sindromi cliniche e la sua proposta terapeutica-educativa relativa ai disturbi del neurosviluppo, è tra le maggiori voci contemporanee negli studi sull’autismo.
Moderatore
Fabio Dovigo è professore ordinario di Didattica e Pedagogia Speciale all’Università dell’Aquila. Si occupa di educazione inclusiva, formazione degli insegnanti ed educazione della prima infanzia, temi su cui ha coordinato progetti internazionali per UNESCO, UNICEF ed enti europei. È membro del Council di EERA e del comitato editoriale di riviste scientifiche internazionali. Ha pubblicato numerosi saggi e curato volumi per editori quali Routledge, Springer e FrancoAngeli. È direttore dell’«European Journal of Inclusive Education» e coordina ricerche comparative su politiche educative e professione docente, con particolare attenzione ai contesti europei e dell’area Asia-Pacifico.
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Ripensare l'inclusione
Fabio Dovigo
Non basta invocare l’inclusione per realizzarla. Quando si riduce a etichetta rassicurante o adempimento burocratico, rischia di perdere la propria forza critica, oscurando le dinamiche sistemiche di esclusione che continuano ad attraversare – spesso in modo silenzioso ma pervasivo – la scuola e l’università. Questo volume si propone di riattivare la carica trasformativa dell’inclusione, restituendole spessore teorico e potenziale politico. L’inclusione viene qui intesa non come semplice risposta tecnica alla presenza della differenza, ma come postura critica, come processo conflittuale e mai neutro, capace di interrogare il senso stesso dell’educazione. Articolato in quattro sezioni, il libro intreccia analisi teoriche, lettura delle politiche e indagini sul campo per esplorare i nodi più urgenti: la crisi del modello italiano di inclusione, le ambivalenze della formazione docente, l’accoglienza dei minori rifugiati e le sfide che la diversità pone nei contesti accademici. Ne emerge un invito radicale a spostare lo sguardo dal singolo ‘fragile’ al sistema che produce e riproduce le marginalità, trasformando l’inclusione da dispositivo di compensazione a leva di ripensamento strutturale e di riorganizzazione democratica degli spazi educativi. Scopri di più
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