Il Vietnam: la guerra che non poteva essere vinta

Gli obiettivi


La guerra del Vietnam è stato un conflitto lungo, enormemente dispendioso e altamente divisivo, destinato a diventare il confronto militare simbolo del secondo Novecento. Essa vide la contrapposizione tra le forze comuniste capeggiate dal leader politico H Chí Minh, al Nord, e quelle che, invece, al Sud – dove era stato instaurato un regime anti-comunista guidato da Ngô Ðinh Dim e sostenuto dagli Stati Uniti – desideravano costruire un Paese caratterizzato da profondi legami culturali ed economici con l’Occidente. Il conflitto, intensificatosi a causa del confronto bipolare tra gli Stati Uniti (principale alleato del Vietnam del Sud) e l’Unione Sovietica, costò la vita a più di tre milioni di persone, delle quali più della metà civili vietnamiti.

Si parlerà di:

  • Alle origini del conflitto. Dopo la sconfitta dei nipponici, i francesi intervengono a supporto dell’imperatore Bo Đi a Saigon contro le forze comuniste del Vit Minh nel Nord; vittoria di H Chí Minh nella storica battaglia di Đin Biên Ph; divisione del Paese; Ngô Ðinh Dim, nel 1955, detronizza Bo Đi e diviene presidente della Repubblica del Vietnam.

  • Intervento americano in Vietnam. Preoccupato dal fatto che il conflitto in Vietnam potesse condurre all’espansione del comunismo nel sudest dell’Asia (la teoria del domino), Kennedy decise per un appoggio più concreto da parte degli americani; l’«incidente del Golfo del Tonchino» (1964) porta a bombardamenti a tappeto ai danni di Vietnam e Laos; nel 1965 gli americani fanno pieno ingresso nel conflitto; in quegli anni fanno la loro comparsa in America i movimenti di protesta contro la guerra.

  • L’offensiva del Têt e il massacro di M Lai. Al principio del 1968, il generale Võ Nguyên Giáp lancia l’offensiva del Têt; le drammatiche notizie che arrivano dal fronte convincono Johnson a cercare una distensione: apertura dei negoziati di pace a Parigi e successivo stallo; successo elettorale di Nixon; rivelazioni sul massacro di M Lai (1968) e crescente opposizione alla guerra da parte dell’opinione pubblica americana. Invasione Cambogia e Laos.

  • I «Pentagon Papers». Pubblicazione dell’indagine del «New York Times» (1971) sulle modalità di gestione della guerra da parte dell’amministrazione Nixon e come ciò avesse contribuito a incancrenire il conflitto.

  • Fine della guerra. Accordo di pace del gennaio 1973 e successiva conquista di Sài Gòn, ribattezzata H Chí Minh City (1975). Unificazione del Paese (1976) con il nome di Repubblica Socialista del Vietnam; effetti economici, sociali e psicologici del conflitto sugli Stati Uniti.



Relatore


Antonio Fiori è Professore Associato di Storia e Istituzioni dell’Asia all’Università di Bologna e da più di un decennio insegna come Adjunct Professor in diversi atenei sudcoreani. Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare alle relazioni inter-coreane, alla politica estera della Repubblica Democratica Popolare di Corea e della Repubblica Popolare Cinese. È tra i fondatori dell’Asia Institute, che ha sede a Bologna, e di cui è attualmente Presidente. Autore di diversi libri, con Mondadori Education ha pubblicato Asia. Storia, Istituzioni e Relazioni Internazionali (Le Monnier) e Il Nido del Falco. Mondo e Potere in Corea del Nord (Le Monnier).

 

Moderatore


Duccio Canestri, Docente e consulente editoriale, Mondadori Education.

 

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