Storia. Questioni, letture, fonti

La tua risorsa online per l'insegnamento della storia nel secondo biennio e nell'ultimo anno delle scuole superiori.

Per la formazione continua e lo sviluppo professionale dei docenti, Mondadori Education propone una nuova sezione del suo sito dedicata a chi insegna storia nelle ultime tre classi della Scuola Secondaria di Secondo Grado: un’offerta di risorse e spunti originali per un aggiornamento continuo, per approfondire questioni cruciali e per arricchire il lavoro in classe.

Su Storia. Questioni, letture, fonti troverete:
  • interventi – scritti o in forma di breve videointervista – di storiche e storici autorevoli su eventi, problemi, temi storiografici classici e in discussione;
  • uno spazio dedicato a questioni di didattica della storia, completo di libri, esperienze, laboratori, percorsi, discussioni su cosa e come insegnare a scuola;
  • suggerimenti bibliografici, tramite brevi schede di lettura di volumi classici e di novità;
  • fonti annotate, con ampi apparati che permettono di contestualizzarle e di usarle per la lezione in classe;
  • indicazioni di metodo storico, che aiutano a riflettere insieme in classe sugli strumenti e le procedure della storiografia, e ad avviare ricerche autonome;
  • riflessioni sul calendario civile e approfondimenti su date canoniche, o meno canoniche, o che canoniche potranno diventare.
Questo spazio è suddiviso in rubriche, che dialogano tra loro: saranno suggeriti collegamenti per creare un percorso articolato, che potrà essere usato per lavori in classe o come punto di partenza per costruirne altri in modo originale. Si propone quindi come un repertorio di materiali utili per stimolare la riflessione critica (anche sul mestiere stesso di insegnare storia a scuola), per fornire supporto alla didattica in classe, per costituire una “biblioteca di base” attraverso le bibliografie che corredano tutti gli articoli e le schede di lettura.

Interventi

Una storica o uno storico sono interpellati su questioni generali che scaturiscono da eventi specifici e su come affrontarli in classe, oppure su temi della disciplina (gli ambiti di studio, le categorie storiografiche, le proposte recenti, i dibattiti in corso…) e su quali ricadute possano avere nell’insegnamento a scuola.
Donne migranti nel Medioevo e nella prima Età moderna

Donne migranti nel Medioevo e nella prima Età moderna

di Ermanno Orlando
La presenza femminile all’interno dei flussi migratori tra Quattro e Cinquecento fu certamente importante, anche se poco attestata dalla documentazione. Lo studioso Ermanno Orlando, presentando alcuni casi tratti dagli archivi veneziani, spiega come alcune fonti giudiziarie – e in particolare i processi che riguardavano i matrimoni e si celebravano davanti all’autorità ecclesiastica – possano aiutare a far uscire dal cono d’ombra gli spostamenti compiuti dalle donne.

 
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  • Ora e sempre, ricerche sulla Resistenza a ottant’anni dalla Liberazione

    di Francesca Cavarocchi

    Francesca Cavarocchi, studiosa del fascismo, della persecuzione antiebraica e dell’occupazione tedesca in Italia, propone un percorso tra ricerche recenti sulla storia della Resistenza, mettendo a disposizione una bibliografia essenziale per affrontare diversi aspetti di questo tema. 
  • Dalla storia delle donne alla storia dei generi

    di Tommaso Scaramella
    La storia delle donne e la storia dei generi sono approcci storiografici che vantano ormai un percorso di oltre mezzo secolo. In questo articolo Tommaso Scaramella ne ricostruisce le tappe, mettendone in luce potenzialità e criticità e menzionando autrici e opere di riferimento.

     

  • Le parole e le cose tra verità giudiziaria e verità storica

    di Miguel Gotor

    Suggerimenti per analizzare, discutere e insegnare i fenomeni di violenza politica, lotta armata e stragismo degli anni Settanta in Italia. Alcune definizioni e una riflessione sul mestiere di giudice e il mestiere di storico.

     

     

  • La storia globale: un cantiere aperto

    di Adriano Roccucci

    Che cosa si intende per “storia globale”? In cosa si distingue dalle tradizionali storie “universali” e “mondiali”? Adriano Roccucci ci introduce a questo campo di studi, che ha il merito di moltiplicare i punti di visuale della ricerca storica e i suoi soggetti.

     

     

Didattica della storia

Uno spazio dedicato a questioni di didattica della storia: libri, esperienze, laboratori, percorsi, discussioni su cosa e come insegnare a scuola.
La storia orale a scuola: esperienze, tradizioni, innovazioni

La storia orale a scuola: esperienze, tradizioni, innovazioni

Alessandro Casellato, professore di Storia contemporanea all’Università di Venezia, illustra un metodo di ricerca a cui ha fatto ricorso in gran parte delle sue ricerche: la storia orale. Dopo averne discusso le peculiarità e tracciato le linee essenziali del percorso all’interno della storiografia italiana, Casellato si sofferma sull’incontro tra pratica dell’intervista e scuola nell’Italia del dopoguerra e le sue trasformazioni nel corso dei decenni: dalla «lezione del silenzio» di Maria Montessori all’idea di «dare la voce» a chi, di solito, non riceveva ascolto; dalla «didattica attiva» all’«era del testimone». Con alcune proposte «per oggi e per domani» e un elenco di archivi di fonti orali liberamente accessibili online.

 
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  • Racconti che non convincono

    Andrea Tappi, Javier Tébar Hurtado, La Resistenza e la Transizione spagnola a scuola. Storia e memoria del passaggio dalle dittature alla democrazia, Carocci, Roma 2025, 158 p. Scheda a cura di Filippo Benfante.

  • Come far storie a scuola

    Andrea Miccichè, Igor Pizzirusso, Marcello Ravveduto Il primo libro di didattica della storia, Einaudi, Torino 2025, 298 p. Scheda a cura di Filippo Benfante

     

     

     

  • «La Storia che vorrei»

    Dossier a cura di Filippo Benfante e Francesco Staderini. Con interventi di Franco Bertini, Lucio Caracciolo e Adriano Roccucci, Alberto Cavaglion, Nicolò Da Lio, Maria Beatrice Di Castri, Miguel Gotor, Walter Panciera, Adriano Prosperi, Elena Tabacchi, Enrico Zanette

Domande dal presente

Una storica o uno storico riflettono a partire da avvenimenti e questioni che ci interrogano nel nostro tempo presente, dando spessore storico alle nostre domande.
  • Te la do io l’America! Le relazioni diplomatiche tra Italia e Stati Uniti dall’Ottocento ai giorni nostri

    di Matteo Pretelli

    Matteo Pretelli, studioso di Storia dell’America del Nord, illustra brevemente le relazioni diplomatiche tra Italia e Stati Uniti a partire dal XIX secolo. Ripercorrere questa storia, cominciata anche prima della nascita del Regno d’Italia, aiuta a individuare alcuni tratti costanti che agiscono tuttora: collaborazione, cordialità, e asimmetria.

  • Hiroshima e Nagasaki, ottant’anni fa. Domande a partire da un libro (e da un film) sul «padre della bomba»

    di Piero Brunello
    Nell’agosto 2025 il mondo ha superato gli ottant’anni di vita nell’era atomica, quella in cui esistono armi in grado di distruggere la vita sul pianeta Terra. Con un sospiro di sollievo o trattenendo il fiato? Quest’anno le commemorazioni delle centinaia di migliaia di vittime dei bombardamenti statunitensi del 6 e 9 agosto 1945, sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, hanno avuto luogo dopo mesi in cui nelle minacce tra potenze nucleari e nel discorso pubblico degli analisti è tornata – ed è stata quasi banalizzata – la possibilità di impiego di ordigni atomici. Piero Brunello, che ha insegnato Storia contemporanea e Storia sociale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, riprende la biografia da cui è stato tratto il film su Robert Oppenheimer (2023), proponendo alcune domande che – pur in un contesto molto diverso – sono tornate di attualità.

  • Ustica, 27 giugno 1980

    di Mario De Prospo
    Da quarantacinque anni il nome di un’isola del Tirreno, poco a nord di Palermo, è diventato sinonimo di una delle stragi (e dei «misteri») che hanno segnato la storia dell’Italia repubblicana. La sera del 27 giugno 1980 nel mare di Ustica precipitò e si inabissò un DC-9 con 81 persone a bordo, nessun superstite. Mario De Prospo, studioso dell’Italia del Novecento, ripercorre le tappe principali di un cold case, dall’insabbiamento dell’inchiesta alle indagini che hanno portato ai processi. In sede giudiziaria nessuna condanna penale e l’archiviazione, nel marzo 2025, dei più recenti filoni di indagine. In sede storica e nella coscienza civile un giudizio invece si è consolidato, anche grazie all’attività dell’Associazione dei parenti delle vittime, custode di una memoria e di una documentazione fondamentale.

     

     

     

  • «Siria liberata»: storia e prospettive

    di Lorenzo Trombetta
    Lorenzo Trombetta
    , studioso del Medio Oriente, propone un’analisi degli scenari che si sono aperti in Siria dopo l’8 dicembre 2024 in seguito alla vittoria delle forze di Ahmad Sharaa. Nell’ambito interno, il nuovo regime affronta prove che eredita dalla storia siriana contemporanea; nell’ambito estero, le prospettive di cambiamento si misurano con la complicata situazione regionale e con due temi cruciali nei rapporti con l’Europa e l’Occidente: migrazioni e terrorismo. Il destino della Siria, oggi come sempre, è intrinsecamente legato a quelli di tutte le società euromediterranee.

  • L’onda lunga del trumpismo

    di Stefano Luconi
    Stefano Luconi
    , professore di Storia degli Stati Uniti d’America presso l’Università di Padova, colloca la seconda presidenza di Donald Trump nella prospettiva di circa mezzo secolo di vicende politiche e socio-economiche statunitensi (con il globo sullo sfondo). Precedenti nel XX secolo, continuità nel XXI: un’elezione che sa di «ritorno al futuro», con un presidente miliardario ad annunciare un programma «antiglobalista». 

     

     

     

     

  • La storiografia e la storia delle disabilità: cosa, come, perché

    di Martina Salvante
    Il 3 dicembre è la Giornata internazionale delle persone con disabilità, ricorrenza proclamata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (risoluzione 47/3 dell’Assemblea Generale) nel 1992 e celebrata ogni anno in tutto il mondo. Questa ricorrenza non è solo simbolica: così come importanti cambiamenti legislativi, sociali e culturali riguardanti la disabilità in Italia e nel mondo, si tratta di una conquista di anni di attivismo. Come ci spiega la storica Martina Salvante, la diversa considerazione della disabilità ha avuto un impatto anche sulla storiografia.

  • Pace e diritti nell’arena olimpica

    di Nicola Sbetti
    I grandi eventi sportivi durante l’estate 2024 si sono trasformati, ancora una volta, in palcoscenici dove, insieme ad atleti e atlete, giocatrici e giocatori, sono saliti anche grandi temi politici e sociali. Talvolta convitati di pietra, talvolta elefanti nella stanza, anche per le ipocrisie delle organizzazioni internazionali; ma in qualche occasione l’«attivismo» di donne e uomini impegnati nelle gare ha fatto breccia: oggi grazie anche alle risorse della comunicazione digitale e social. Con una proposta finale per un lavoro in classe.

     

     

  • Israele, Palestina. La necessità di una soluzione politica per una “guerra dei cent’anni”

    di Arturo Marzano
    Arturo Marzano, specialista del Medio Oriente, storico del conflitto israelo-palestinese e dello Stato di Israele, offre alcuni spunti per riflettere su questa fase drammatica di uno scontro ormai ultrasecolare. Una soluzione politica che garantisca mutuo riconoscimento e reciproco diritto all’autodeterminazione è l’unica che potrà mettere fine a questa “guerra dei cent’anni”.

     

     

     

Videointerviste

Incontriamo studiose e studiosi, a cui domandiamo di illustrarci brevemente un tema, una questione storiografica, una sua ricerca compiuta o in corso.

Gabriella Gribaudi - Il terremoto del 1980: gli eventi, la ricostruzione, il racconto

23 novembre 1980, una fortissima scossa di terremoto, lunga novanta secondi, colpisce una vasta area tra le province di Avellino, Salerno e Potenza. A 45 anni di distanza, torniamo su quegli eventi con l’aiuto della professoressa Gabriella Gribaudi che li ha studiati attraverso la documentazione d’archivio e molte interviste ai testimoni. Le vittime, i danni, il ritardo nei soccorsi. La ricostruzione in un’area enorme e con profonde differenze interne. Una «accelerazione» di processi di modernizzazione già in atto. Le polemiche sugli sprechi e la corruzione, sull’industrializzazione incompiuta e l’«arretratezza»: un capitolo della storia del rapporto tra Nord e Sud Italia. La mobilitazione del volontariato: un altro aspetto di questo capitolo. Il suggerimento di prendere sul serio e mettere in valore le esperienze democratiche che ebbero luogo nei Comuni colpiti dal terremoto e di studiarne gli esiti, caso per caso.

Gabriella Gribaudi - Storiografia, memoria e "mitigazione del rischio"

Proseguiamo la nostra conversazione con la professoressa Gabriella Gribaudi. L’importanza della memoria, insieme alla ricerca storica, per consolidare la «consapevolezza sociale» di vivere in una zona a rischio sismico o idrogeologico: su questa base si possono prendere le misure per adattare la popolazione a quelle specifiche condizioni e a mitigare il rischio. Il paradosso dello scarso spazio accordato alle «catastrofi» nei libri e nei manuali di storia generale, benché esse abbiano un forte impatto sulla demografia, sulla conformazione dei luoghi, sui bilanci pubblici.

Elena Valeri - Studiare problemi, non periodi

La professoressa Elena Valeri, docente di Storia moderna presso l’Università di Roma La Sapienza, ci introduce proprio al significato di «Storia moderna», indicandoci le linee essenziali dell’evoluzione di questo concetto fino alle questioni che oggi ci sollecitano: le critiche a determinati aspetti della modernità, la «crisi» dell’idea di progresso, l’attuale revisione, nel contesto di un mondo globalizzato e policentrico, di concetti forgiati dal pensiero europeo e messi a punto in un’età di dominio europeo. Questa evoluzione indica quanto la storia sia materia viva, in continuo divenire, perché muta a seconda delle domande che lo storico si pone rispetto alla propria sensibilità o a quella della propria epoca, individuando e inseguendo problemi che nascono e si riproponen, sotto varie forme, nel corso del tempo.

Miguel Gotor - Storia e cinema: maneggiare con cura

Qual è il legame tra storia, storiografia e cinema? In che modo i film storici possono essere strumenti utili alla didattica e alla divulgazione, senza cadere in semplificazioni o distorsioni? In questo video, il Professor Miguel Gotor analizza il ruolo del cinema nella rappresentazione del passato: attraverso la sua esperienza diretta, esploreremo il valore e i limiti della narrazione cinematografica nella costruzione della memoria storica, con particolare attenzione al suo utilizzo in ambito educativo. Un’analisi critica per comprendere come il cinema possa essere, al tempo stesso, uno strumento di conoscenza e un veicolo di interpretazione soggettiva del passato.

Miguel Gotor - Storia e cinema: altre avvertenze

Dopo aver analizzato il rapporto tra storia e cinema nella prima parte dell’intervista, il Professor Miguel Gotor si sofferma su un aspetto fondamentale: come utilizzare i film nella didattica senza confondere il racconto cinematografico con la realtà storica. Tra suggerimenti metodologici e titoli emblematici, emerge anche un’indicazione originale: l’uso del cinema non solo per raccontare la storia, ma per insegnare il metodo storico, educando gli studenti alla complessità delle fonti e alla pluralità dei punti di vista.

Gabriella Gribaudi - Napoli in guerra, 1940-43

La Professoressa Gribaudi si sofferma sul periodo 1940-43: Napoli fu bombardata sin dai primi giorni di guerra, nel 1940. I due bombardamenti più devastanti ebbero luogo nel dicembre 1942 e nell’agosto 1943. Simbolo della distruzione di Napoli sono i ruderi del monastero di Santa Chiara, impressi nell’immaginario non solo da celebri fotografie, ma anche dalla canzone Munasterio ’e Santa Chiara, composta nel 1945. I documenti militari alleati aiutano a riflettere sulla guerra vista dall’alto (dai bombardieri) e su quella vista dal basso (dai bombardati, che a distanza di decenni offrono la loro testimonianza).

Gabriella Gribaudi - Napoli sul fronte e le Quattro giornate

Scarica i materiali correlati per approfondire i temi trattati nell'intervista proposta!
A tua disposizione una breve contestualizzazione dei contenuti, spunti di approfondimento e brani tratti direttamente dall'opera dell'autrice: Guerra totale. Tra bombe alleate e violenze naziste. Napoli e il fronte meridionale 1940-44.

Fonti e questioni di metodo

Schede di fonti di vario genere (scritte, iconografiche, materiali…), annotate e contestualizzate, si alternano a brevi articoli dedicati ai metodi della storiografia.
  • «Distrutta in due minuti la felicità di undici anni». Una lettera di Gaetano Salvemini del 1909

    FONTI

    A cura di Tommaso Munari

    Un sopravvissuto alla catastrofe che gli ha portato via la famiglia si sfoga con un amico. La catastrofe è il terremoto di Messina del 1908, il padre che ha perso i figli è lo storico Gaetano Salvemini, l’amico che riceve la sua lettera il filosofo Giovanni Gentile.

     

  • Successo e disgrazia di una canzone: sfumature del razzismo fascista durante la Guerra d’Etiopia

    FONTI

    A cura di Filippo Benfante

    La guerra d’Etiopia, a cui il regime fascista diede inizio il 3 ottobre 1935, ebbe la sua colonna sonora. La mobilitazione di soldati e civili, sul fronte di guerra e sul fronte interno, si fece anche al ritmo di canzonette che spingevano all’avventura coloniale. La più famosa fu Faccetta nera che, a passo di marcia, magnificava una conquista erotica: una «bella abissina» da liberare dalla schiavitù etiopica, salvo ridurla in «schiavitù d’amore» e vestirla in camicia nera. Oggi pensiamo a quella canzone come a un canto fascista, transitato nel repertorio dei nostalgici del regime. Eppure, dopo la conquista dell’Etiopia (maggio 1936) cadde in disgrazia. Dal 1937, il testo – pur connotato dal razzismo e dal maschilismo tipico di ogni impresa coloniale – non si confaceva più alla politica «imperiale» di Mussolini, ancora più razzista e segregazionista. Un percorso tra alcuni documenti del colonialismo italiano.

     

  • Una fame da fine del mondo: la carestia in Europa nel 1031-1033 secondo Rodolfo il Glabro

    FONTI

    A cura di Lorenzo Tabarrini

    Una cronaca del monaco borgognone Rodolfo il Glabro riferisce di una carestia che si sarebbe abbattuta sull’Europa tra il 1031 e il 1033, con effetti catastrofici. Possiamo considerare affidabile il racconto che Rodolfo fece dal suo osservatorio? Il confronto con altre fonti scritte e con i dati della paleoclimatologia permette di provare a dare una risposta.

     

  • Chi può votare? Una petizione per l’allargamento del diritto di voto nel 1876

    FONTI

    A cura di Silvia Benini

    La legge elettorale approvata nel 1882 segna una tappa della lunga storia dell’allargamento del suffragio in Italia. Sono note le discussioni all’interno della classe dirigente e le polemiche in merito che ne accompagnarono l’iter parlamentare sin dal 1876. Molto meno noto è come la società civile tentò di incidervi, aspetto che solo di recente la storiografia italiana ha cominciato a indagare in modo sistematico.

     

  • Un’educazione di (quasi) un secolo fa

    FONTI

    A cura di Filippo Benfante

    La riflessione su «che cos’è un’educazione?» dello scrittore Luigi Meneghello (1922-2007) ci riporta nelle scuole di una provincia dell’Italia fascista. Ricordi e osservazioni su programmi, libri di testo, figure di insegnanti, rapporti tra dentro e fuori la scuola di quasi un secolo fa possono essere utili per una storia della scuola italiana, ma anche per pensare domande da rivolgere alla scuola di oggi.

     

  • Una voce di donna dall’Egitto medievale: Safrā scrive a Khiḍr

    FONTI

    A cura di Lorenzo Tabarrini

    Frammenti di un discorso non più amoroso. Una storia coniugale (forse al capolinea) offre alcune indicazioni e solleva domande sui rapporti tra i generi, sui regimi giuridici, sulle condizioni economiche e sociali nell’Egitto del XII secolo.

     

  • «Per chiarir coloro, i quali stanno in dubbio della grandezza dell’ingegno femminile»

    FONTI

    A cura di Eleonora Faricelli

    Posizionarsi su quelli che sono considerati «margini», ed esplorarli, può aiutare a capire meglio un contesto, e a interpretarlo in modo originale. Un’antologia di liriche femminili curata da un uomo, a metà del Cinquecento, diventa una fonte per una vicenda poco nota nella storia della cultura italiana: una «querelle» sull’ingegno delle donne.

     

  • I manuali di storia come oggetti di studio e fonti per la ricerca storica

    METODO

    A cura di Silvia Benini

    Guardare in modo originale a un oggetto di uso quotidiano nella scuola: il caso dei manuali di storia. Quando, perché e come i libri di testo diventano un terreno di ricerca e una fonte per riflettere su numerosi temi: storia della scuola e della pedagogia, storia dei nazionalismi e della pedagogia della nazione, storia culturale e delle rappresentazioni, uso pubblico della storia...

     

  • Segni di uomini e di donne che hanno vissuto nel passato

    METODO

    A cura di Filippo Benfante

    Un breve saggio sulle fonti scritto negli anni Settanta dal grande storico dell’antichità Arnaldo Momigliano (1908-1987) ha il valore di una guida essenziale al significato scientifico, civile, etico dello studio della storia (senza aggettivi né specialismi). 

     

  • La Francia e la guerra d’Algeria: tortura e censura

    FONTI

    A cura di Filippo Benfante

    Nel 1958, in piena guerra d’Algeria, il giornalista francese Henri Alleg (1921-2013) riuscì a far uscire dal carcere in cui era detenuto la testimonianza delle torture.

    Un caso Dreyfus del XX secolo?

     

  • L’Index librorum prohibitorum del 1787

    FONTI

    A cura di Tommaso Scaramella

    L’Indice dei libri proibiti, pubblicato e costantemente aggiornato dalla Chiesa cattolica a partire dal 1559, è una fonte fondamentale per la storia delle idee, della cultura e della censura. Particolarmente interessante risulta essere l’Indice pubblicato nel 1787, nell’epoca dell’Illuminismo e alle soglie della Rivoluzione francese.

     

Letture

I suggerimenti per una “biblioteca di base”: schede bibliografiche di libri classici, per tornare ai fondamentali della disciplina, e di novità recenti, per vedere in quali ambiti (tematici e spazio-temporali) la storiografia contemporanea svolge la sua indagine.

Riti ancestrali e tradizioni inventate: lo sguardo storico di un antropologo

CLASSICO

Claude Lévi-Strauss, Babbo Natale giustiziato, trad. di Clara Caruso, introduzione di Gianfranco Marrone, Sellerio, Palermo 2024, 106 p. Scheda a cura di Filippo Benfante

Un antropologo, teorico delle strutture delle società umane, alle prese con il tempo presente: quando Claude Lévi-Strauss commentò di un fatto di cronaca accaduto nella Francia dell’immediato dopoguerra. Un classico «minore», con consigli su come osservare e storicizzare le nostre vite quotidiane.

Fiumicino 1985. Che genere di evento spartiacque?

NOVITÀ

Amoreno Martellini, Annibale alle porte. L’attentato di Fiumicino nel 1985 e la costruzione dello stereotipo dell’immigrato-terrorista, Il Mulino, Bologna 2025, 208 p. Scheda a cura di Davide Serafino.

Nel dicembre 1985, l’aeroporto di Fiumicino fu teatro di un grave attentato, condotto da un gruppo armato palestinese. Sono eventi che in genere la storiografia studia nell’ambito del terrorismo e delle relazioni internazionali, o della questione israelo-palestinese. In un libro recente, Amoreno Martellini, che insegna Storia contemporanea all’Università di Urbino, li affronta in una prospettiva originale, osservando una conseguenza di lungo periodo che questo tragico episodio ebbe sulla società italiana. Secondo Martellini, l’attentato a Fiumicino fu cruciale nel processo di costruzione dello stereotipo dell’«immigrato-terrorista» nella seconda metà degli anni Ottanta, destinato a condizionare le politiche e il discorso pubblico sulle migrazioni nei decenni seguenti, fino ai giorni nostri.

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Donne che si difendono: pratiche, battaglie, norme contro la violenza maschile

NOVITÀ

La violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI), a cura di Simona Feci e Laura Schettini, Viella, Roma 2017, 287 p. – L’autodifesa delle donne. Pratiche, diritto, immaginari nella storia, a cura di Simona Feci e Laura Schettini, Viella, Roma 2024, 321 p. Scheda a cura di Tommaso Scaramella.

Simona Feci, che insegna Storia del diritto medievale e moderno all’Università L’Orientale di Napoli, e Laura Schettini, che insegna Storia contemporanea e Storia delle donne e del genere all’Università di Padova, hanno raccolto in due libri recenti una riflessione interdisciplinare a più voci sulla storia della violenza contro le donne. Il primo volume offre una panoramica utile a orientarsi all’interno di una storiografia che si è molto sviluppata negli ultimi decenni. Il secondo indica la prospettiva più nuova, originale e «inattesa», perché di fatto non prevista: la storia di come le donne, nel corso dei secoli, hanno elaborato strategie e praticato forme di autodifesa dalla violenza maschile.

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L’isola «frontiera»

NOVITÀ

Dionigi Albera, Lampedusa. Una storia mediterranea, Carocci, Roma 2025, 246 p. Scheda a cura di Tommaso Scaramella

L’antropologo francese Dionigi Albera propone una breve storia di Lampedusa, da «isola deserta» del Medioevo a «Porta d’Europa» del XXI secolo, mostrando come, nel corso dei secoli, si è costruita ed è cambiata l’immagine dell’isola, tra «frontiera» (più o meno aperta) e «punto d’incontro» (a rischio di diventare «scontro»). Una ricerca interdisciplinare, che mobilita antropologia, storia, letteratura e geografia, e può essere utilizzata come risorsa didattica. Aggiungiamo inoltre qualche altro suggerimento intorno al 3 ottobre, «Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione».

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Lettura e libertà. La breve stagione di Erasmo in Italia

CLASSICO

Silvana Seidel Menchi, Erasmo in Italia 1520-1580, Bollati Boringhieri, Torino 1987, 530 p. A cura di Eleonora Faricelli

La ricerca di Silvana Seidel Menchi (1938), studiosa della storia della Riforma, sulla ricezione nell’Italia del Cinquecento del pensiero di Erasmo da Rotterdam, pubblicata nel 1987, è diventata un classico della storiografia. Non è tanto questione di dispute teologiche: al centro dell’indagine c’è il modo in cui uomini e donne di diversi strati sociali interpretarono e utilizzarono il pensiero dell’umanista fiammingo nella prima metà del XVI secolo, per coltivare la propria vita di coscienza, affrancandosi dai precetti dall’autorità ecclesiastica e, idealmente, da ogni tutela imposta dall’alto. Libri e idee per farsi liberi, fino a quando, nell’età del Concilio di Trento e dell’avvio della Controriforma, giunse la repressione. I libri di Erasmo furono ascritti definitivamente alla Riforma, «eresia» per l’Inquisizione romana, e nel giro di pochi anni furono fatti sparire dalla penisola. Continuare a leggerli o a custodirli costava caro: gli «eretici» subirono dure condanne, anche di quelle fatali. Un capitolo importante della «Riforma mancata» e della storia culturale e civile italiana.

Letture d’invasione. Il romanzo coloniale italiano tra mercato e propaganda

NOVITÀ

Francesco Casales, Raccontare l’Oltremare. Storia del romanzo coloniale italiano (1913-1943), Le Monnier, Milano 2023, 324 p. Scheda a cura di Silvia Benini

Il «romanzo coloniale» fu un prodotto culturale «fiancheggiatore» del colonialismo: diffondeva storie che alimentavano l’immaginario, spingevano all’«avventura», mettevano in scena i rapporti che avrebbero dovuto instaurarsi tra colonizzatori (dominatori) e colonizzati (dominati), propagandava e legittimava l’idea della «missione civilizzatrice». Francesco Casales, muovendosi tra analisi letteraria e storiografica, indaga sul caso italiano, mostrando come questi libri, che pure non ebbero grande successo di pubblico, diedero il loro contributo all’opera di propaganda e di legittimazione della conquista e dell’oppressione delle colonie. Dopo la guerra, perse le colonie, questa «eredità» ha continuato ad agire anche nell’Italia repubblicana.

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Un volto di pietra, che ancora ci scruta

NOVITÀ

Massimo Bucciantini, Campo dei Fiori. Storia di un monumento maledetto, Einaudi, Torino 2023 (prima ed. 2015), 393 p. Scheda a cura di Tommaso Scaramella

Di recente, lo storico della scienza Massimo Bucciantini ha ricostruito la storia dell’elevazione del monumento a Giordano Bruno a Campo dei Fiori, nel cuore di Roma. La statua fu oggetto di una battaglia simbolica tra un’Italia laica e anticlericale e una Chiesa reazionaria, prosecuzione, dopo il 1870, delle tensioni del Risorgimento. Un libro che riguarda una delle pagine più delicate dell’«autobiografia della nazione» (il rapporto tra Stato italiano e Chiesa) e, tra le altre cose, ci ricorda come le polemiche politiche possano innescare fruttuose ricerche (in questo caso, quelle sul processo a Giordano Bruno). Una lettura che, infine, può risvegliare la nostra attenzione su dove, quando e perché in molte città una via fu intitolata al «Venti settembre» (o «XX settembre»), l’anniversario della presa di Roma (nel 1870) e una data accolta poco e male nel calendario civile italiano.

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La guerra è un fallimento dell’immaginazione

NOVITÀ

Valentina Bartolucci, Giorgio Gallo, Costruire la pace in un mondo in guerra, Mondadori Università, Milano 2025, XVI-312 p. Scheda a cura di Niccolò Grazzini.

Valentina Bartolucci e Giorgio Galli, studiosi di Scienze per la Pace (Peace Studies), propongono una riflessione storica e filosofica aggiornata sui temi della guerra e della pace (condizione che non significa solo assenza di guerra). Con un’analisi di alcuni dei principali conflitti oggi in corso (dall’Ucraina al Medio Oriente) e proposte di azioni concrete per approdare a soluzioni pacifiche. Un libro che offre a chi insegna e a chi studia a scuola chiavi di lettura critiche del presente e percorsi didattici orientati all’educazione alla cittadinanza e alla pace.

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Una vita violenta. A Genova negli anni Settanta

NOVITÀ

Sergio Luzzatto, Dolore e furore. Una storia delle Brigate rosse, Einaudi, Torino 2023, LI, 704 pp. (nuova edizione 2024, LII, 708 p.). Scheda a cura di Davide Serafino.

Una lettura in occasione del 9 maggio («Giornata della memoria per le vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice»). A partire dalla biografia del brigatista Riccardo Dura (1950-1980), lo storico Sergio Luzzatto ha ricostruito le vicende della colonna genovese delle Brigate rosse e, più in generale, quelle dell’intera organizzazione. Con una proposta interpretativa originale di una fase della storia dell’Italia repubblicana. Un libro in cui campeggia anche la figura dell’autore, che mette in scena «lo spettacolo della ricerca» ma talvolta indugia troppo negli spazi ambigui che si aprono tra narrazione, immaginazione e ricostruzione storica.

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Schiavi affrancati nella Roma dei papi (XVI-XVIII secolo)

NOVITÀ

Serena Di Nepi, I confini della salvezza. Schiavitù, conversione e libertà nella Roma di età moderna, Roma, Viella, 2022, 250 p. Scheda a cura di Eleonora Faricelli.

La schiavitù in età moderna a lungo è stata associata quasi solo alla tratta di africani deportati verso le Americhe. La storiografia più recente, attenta alla scala globale, ha messo in luce quanto la condizione schiavile fosse diffusa anche in Europa e nel mondo musulmano, e il Mediterraneo fosse un crocevia cruciale. Serena Di Nepi, professoressa di Storia moderna all’Università di Roma La Sapienza, ha indagato sul particolare caso delle emancipazioni di schiavi convertiti al cristianesimo nella Roma dei papi tra XVI e XVIII secolo, incrociando il tema della schiavitù con quello del trattamento (ovvero della “tolleranza”) delle minoranze religiose nel cuore della cristianità cattolica.

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Lavoro libero e lavoro coatto: una storia comune

NOVITÀ

Alessandro Stanziani, Le metamorfosi del lavoro coatto. Una storia globale, XVIII-XIX secolo, il Mulino, Bologna 2022 (prima ed. in francese 2020), 348 pp. Scheda a cura di Tommaso Scaramella.

Il libro dello storico dell’economia Alessandro Stanziani affronta in modo innovativo un tema classico: il nesso tra lavoro libero e capitalismo. Secondo l’interpretazione tradizionale, il sistema capitalista sarebbe legato a forme di lavoro salariato libero, e di conseguenza l’abolizione del servaggio e della schiavitù furono passaggi cruciali di un percorso «ascendente», dal «feudalesimo» alla «modernità» capitalista fondata sulla «libertà di mercato». Stanziani mostra invece che le forme di lavoro libero e coatto sono esistite, e ancora oggi coesistono, in un rapporto molto più complesso, che deve essere colto su scala globale. Ecco dunque un esempio di come un approccio su scala globale possa aiutare a rivedere una interpretazione storiografica incardinata in una visione eurocentrica e teleologica e anche un esempio di come possiamo comprendere meglio problemi che riguardano, oggi, le nostre vite, dando loro uno spessore storico.

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I mongoli dell’Orda d’Oro: nomadi e «moderni»

NOVITÀ

Marie Favereau, L’Orda. Come i Mongoli cambiarono il mondo, trad. dall’inglese di Chiara Veltri, Einaudi, Torino 2023, 398 pp. Scheda a cura di Lorenzo Tabarrini.

Il libro della storica francese Marie Favereau ricostruisce la storia dell’Orda d’Oro, ovvero di quella formazione politica, estesa dal fiume Volga al Mar Nero, nata in seguito all’espansione militare dei mongoli nel corso del Duecento. Reagendo a una tradizione storiografica europea-occidentale che a lungo ha relegato questa vicenda ai margini di un percorso storico indirizzato alla «modernità», l’autrice sottolinea i tratti di novità del regime mongolo: multietnico, dalle strutture amministrative duttili e flessibili, esso favorì lo sviluppo economico delle popolazioni assoggettate, e il suo carattere nomadico, lungi dal costituire un fattore di arretratezza, fu alla base di importanti trasformazioni, che ebbero un impatto profondo sull’Europa e sull’Asia. Il libro di Favereau raggiunge risultati notevoli e pone le basi per un nuovo dibattito: davvero i mongoli «cambiarono il mondo»?

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La tolleranza: lo spessore storico di una questione del presente

NOVITÀ

Lucia Felici, Girolamo Imbruglia, La tolleranza in età moderna. Idee, conflitti, protagonisti (secoli XVI-XVIII), Roma, Carocci 2024, 336 p. Scheda a cura di Eleonora Faricelli.

Una sintesi aggiornata ed efficace ripercorre le metamorfosi del concetto di tolleranza tra XVI e XVIII secolo. Questa idea nacque per rispondere al problema della convivenza religiosa soprattutto dopo la diffusione della Riforma protestante; al termine di una lunga evoluzione è diventata requisito dei diritti fondamentali degli individui. Uno sguardo storico che ci permette di riflettere sulle sfide che si presentano oggi.

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Abbattere un passato o costruire un futuro?

NOVITÀ

Germano Maifreda, Immagini contese. Storia politica delle figure dal Rinascimento alla “cancel culture”, Feltrinelli, Milano 2022, 152 p. – Tomaso Montanari, Le statue giuste, Laterza, Roma-Bari 2024, 132 p. Scheda a cura di Tommaso Scaramella.

In due libri recenti lo storico dell’economia Germano Maifreda e lo storico dell’arte Tomaso Montanari prendono in esame le azioni di protesta che negli ultimi anni, negli Stati Uniti e in Europa, hanno preso di mira statue e immagini. Questa contestazione di personaggi ed eventi del passato, che veicolano o celebrano valori e comportamenti oggi inaccettabili (dal colonialismo allo schiavismo ad altre forme di discriminazione di gruppi sociali o minoranze) è stata etichettata come cancel culture («cultura della cancellazione») da chi la giudica un eccesivo cedimento all’odierno “politicamente corretto”. Maifreda e Montanari, con approcci diversi, invitano invece a riflettere sui processi storici che sottostanno alla costruzione di un patrimonio culturale: chi colpisce le statue non intende cancellare il passato, ma vuole prenderlo sul serio e ridiscuterlo, per costruire un futuro diverso. Il compito che spetta alla storiografia è quello di restituire i diversi significati che il patrimonio contiene.

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Il potere della censura ecclesiastica

NOVITÀ

Giorgio Caravale, Libri pericolosi. Censura e cultura italiana in età moderna, Laterza, Roma-Bari 2022, 533 p.; scheda a cura di Tommaso Scaramella

Basandosi su una ricerca che ha potuto attingere a fonti disponibili solo da una ventina d’anni, Giorgio Caravale propone una originale rilettura della storia della censura ecclesiastica nell’Italia dell’età moderna. L’autore ricostruisce così il modo in cui la Chiesa controllò la diffusione delle idee, delle opinioni e delle conoscenze, plasmando – con conseguenze secolari – un’intera cultura e società.

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I tempi e i luoghi della «rivoluzione commerciale» del Medioevo: una nuova proposta

NOVITÀ

C. Wickham, L’asino e il battello. Ripensare l’economia del Mediterraneo medievale, 950-1180, trad. a cura di Dario Internullo, Viella, Roma 2024, 883 p. Scheda a cura di Lorenzo Tabarrini.

Con L’asino e il battello, il grande medievista britannico Chris Wickham (1950) offre una nuova interpretazione della storia economica dei secoli X-XII. Mettendo a confronto sei regioni affacciate sul Mediterraneo (l’Egitto, la Tunisia, la Sicilia, la penisola iberica, l’impero romano d’Oriente e l’Italia del centro-nord), Wickham demolisce alcuni stereotipi storiografici, vecchi ma molto resistenti, in un libro che farà riflettere e discutere per molto tempo.

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Ma non li dimostra: gli ottantacinque anni de La società feudale di Marc Bloch

CLASSICO

Marc Bloch, La società feudale, trad. di Bianca Maria Cremonesi, Einaudi, Torino, 1949 (ed. or. 1939-1940). Scheda a cura di Lorenzo Tabarrini

Alla fine degli anni Trenta, lo storico francese Marc Bloch (1896-1944), sulla base dei suoi vasti studi sul Medioevo europeo, delineò i caratteri della «società feudale» in un volume presto considerato un classico fondamentale.

È un libro che si trova ancora sulla scrivania di chi si occupa della storia politica del Medioevo; questa scheda ci aiuta a capire perché.

«Le donne hanno sempre lavorato». Una ricerca sui secoli dell’Età moderna

NOVITÀ

Anna Bellavitis, Il lavoro femminile nelle città dell’Europa moderna, Roma, Viella, 2016, 248 p., scheda a cura di Eleonora Faricelli

La storica italiana Anna Bellavitis (1960), professoressa di Storia moderna dell’università di Rouen (Francia), ha sviluppato le sue ricerche in vari ambiti della storia sociale, delle donne e del genere. In una sintesi recente ha affrontato la questione del lavoro femminile nelle città europee tra XVI e XVIII secolo, mostrando come le donne hanno sempre lavorato. I casi che Bellavitis analizza sollecitano questioni che sono ancora di stretta attualità: il riconoscimento sociale del lavoro femminile, l’accessibilità o meno di certi impieghi, la condizione giuridica, il lavoro «precario» e «in nero», le gerarchie, le differenze di salario con gli uomini.

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Calendario civile

Spunti, riflessioni e approfondimenti su date canoniche (o meno canoniche) per richiamare alla memoria gli anniversari ufficiali, ma anche un calendario civile da costruire, come posta in gioco nel presente.
12dicembre

12 dicembre. La strage di piazza Fontana

A cura di Davide Serafino

Una data che non appartiene al calendario civile ufficiale può essere quella decisiva per raccontare la biografia e illustrare l’autobiografia di un Paese. Le bombe esplose in piazza Fontana il 12 dicembre 1969 sono state uno snodo essenziale della storia dell’Italia repubblicana, e ci sollecitano ancora oggi in tutti gli ambiti, sociali, politici e culturali. Il rapporto tra le istituzioni dello Stato e la cittadinanza; il ruolo dei movimenti sociali e dell’informazione autonoma per la difesa della democrazia; versioni ufficiali e controinformazione; «verità» processuali e giudizi storici; rapporti tra memorie pubbliche e private, individuali e di gruppo, locali e nazionali.


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Lezioni di storia

Non perdere la nuova edizione del ciclo di incontri Lezioni di Storia: anche quest'anno, accompagnati da alcuni tra i nomi più autorevoli del panorama italiano, affronteremo i grandi temi della Storia contemporanea.

Una selezione dei nostri appuntamenti precedenti

Le radici del processo di integrazione europeo, dall’antifascismo alle Comunità europee

Giuliana Laschi racconta la complessità delle ragioni che dettero avvio al processo di integrazione europea dopo la Seconda guerra mondiale.

La geopolitica del pallone. Mondiali di calcio e relazioni internazionali

Riccardo Brizzi ricostruisce la storia della Coppa del mondo di calcio, mostrando come da semplice evento sportivo essa abbia acquisito un crescente protagonismo sul terreno geopolitico.

Gorbačëv e il collasso dell’Unione Sovietica

Partendo dalla figura di Michail Sergeevič Gorbačëv, Adriano Roccucci ripercorre la fine dell’Unione Sovietica analizzando domande e temi di una questione storiografica ancora aperta e oggetto di dibattito tra gli storici.

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