di Adriano Roccucci
Storia. Questioni, letture, fonti
La tua risorsa online per l'insegnamento della storia nel secondo biennio e nell'ultimo anno delle scuole superiori.
Per la formazione continua e lo sviluppo professionale dei docenti,
Mondadori Education propone una nuova sezione del suo sito dedicata a chi insegna storia nelle ultime tre classi della Scuola Secondaria di Secondo Grado: un’offerta di risorse e spunti originali per un aggiornamento
continuo, per approfondire questioni cruciali e per arricchire il lavoro in classe.
Su Storia. Questioni, letture, fonti troverete:
- interventi – scritti o in forma di breve videointervista – di storiche e storici autorevoli su eventi, problemi, temi storiografici classici e in discussione;
- uno spazio dedicato a questioni di didattica della storia, completo di libri, esperienze, laboratori, percorsi, discussioni su cosa e come insegnare a scuola;
- suggerimenti bibliografici, tramite brevi schede di lettura di volumi classici e di novità;
- fonti annotate, con ampi apparati che permettono di contestualizzarle e di usarle per la lezione in classe;
- indicazioni di metodo storico, che aiutano a riflettere insieme in classe sugli strumenti e le procedure della storiografia, e ad avviare ricerche autonome;
- riflessioni sul calendario civile e approfondimenti su date canoniche, o meno canoniche, o che canoniche potranno diventare.
Questo spazio è suddiviso in rubriche, che dialogano tra loro: saranno suggeriti collegamenti per creare un percorso articolato, che potrà essere usato per lavori in classe o come punto di partenza per costruirne altri in modo
originale. Si propone quindi come un repertorio di materiali utili per stimolare la riflessione critica (anche sul mestiere stesso di insegnare storia a scuola), per fornire supporto alla didattica in classe, per costituire una
“biblioteca di base” attraverso le bibliografie che corredano tutti gli articoli e le schede di lettura.
Interventi
Una storica o uno storico sono interpellati su questioni generali che scaturiscono da eventi specifici e su come affrontarli in classe, oppure su temi della disciplina (gli ambiti di studio, le categorie storiografiche, le proposte recenti, i dibattiti in corso…) e su quali ricadute possano avere nell’insegnamento a scuola.
Dal mito degli «italiani brava gente» alla storia globale del colonialismo italiano: la storiografia e le più recenti tendenze
di Emanuele Ertola
Didattica della storia
Uno spazio dedicato a questioni di didattica della storia: libri, esperienze, laboratori, percorsi, discussioni su cosa e come insegnare a scuola.


Raccontare il Risorgimento. Celebrazioni, scuola e storiografia
di Enrico Francia
Domande dal presente
Una storica o uno storico riflettono a partire da avvenimenti e questioni che ci interrogano nel nostro tempo presente, dando spessore storico alle nostre domande.
Videointerviste
Incontriamo studiose e studiosi, a cui domandiamo di illustrarci brevemente un tema, una questione storiografica, una sua ricerca compiuta o in corso.
Lucio Caracciolo, Adriano Roccucci - Vivere in una «nuova età cerniera»
Nella conversazione che proponiamo qui, Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista «Limes», e Adriano Roccucci, professore di Storia contemporanea all'Università Roma Tre, ci forniscono alcuni elementi per individuare e valutare lo spessore storico di alcune questioni che oggi ci sollecitano. Si comincia con una riflessione sul concetto di Occidente, che storicamente si è prestato a varie declinazioni e conformazioni. Quella che oggi sta tramontando è una precisa configurazione che si è delineata dopo la Seconda guerra mondiale, durante la Guerra fredda, sopravvivendole per una trentina d'anni. Tra il secondo e il terzo decennio del XXI secolo abbiamo assistito alla chiusura definitiva anche dell'era «post-Guerra fredda»: ci troviamo in un periodo di passaggio, una «nuova età cerniera», i cui esiti sono imprevedibili, ma su cui – di certo – si allungano anche ombre del passato. (febbraio 2026)
Giacomo Bonan - La storia ambientale: definizioni, origini, genealogie
Abbiamo incontrato Giacomo Bonan, che insegna Storia contemporanea all'Università di Torino e si occupa di storia ambientale. Nella prima parte della nostra conversazione, il professore ci guida attraverso le varie definizioni di storia ambientale che si sono affermate negli ultimi decenni, a partire da quella proposta dallo storico statunitense John R. McNeill («storia delle reciproche relazioni tra gli esseri umani e il resto della natura»). Genealogie, tradizioni, rapporti con altri filoni di studio, innovazioni di un campo di studi cresciuto sulla spinta di domande sorte nel presente e sostenute da movimenti sociali di massa. In conclusione, cominciamo a parlare di «Antropocene».
Giacomo Bonan - La storia ambientale ai tempi dell'antropocene
Nella seconda parte della nostra conversazione sulla storia ambientale con Giacomo Bonan, ripartiamo dal concetto di «Antropocene» e ne discutiamo il versante geologico e quello culturale. La storia ambientale apre un nuovo dialogo tra la storiografia e le scienze «dure»: la questione dei metodi e delle fonti. In conclusione, suggerimenti per semplici esercizi di storia ambientale e del paesaggio, a partire da una scuola.
Gabriella Gribaudi - Il terremoto del 1980: gli eventi, la ricostruzione, il racconto
23 novembre 1980, una fortissima scossa di terremoto, lunga novanta secondi, colpisce una vasta area tra le province di Avellino, Salerno e Potenza. A 45 anni di distanza, torniamo su quegli eventi con l'aiuto della professoressa Gabriella Gribaudi che li ha studiati attraverso la documentazione d'archivio e molte interviste ai testimoni. Le vittime, i danni, il ritardo nei soccorsi. La ricostruzione in un'area enorme e con profonde differenze interne. Una «accelerazione» di processi di modernizzazione già in atto. Le polemiche sugli sprechi e la corruzione, sull'industrializzazione incompiuta e l'«arretratezza»: un capitolo della storia del rapporto tra Nord e Sud Italia. La mobilitazione del volontariato: un altro aspetto di questo capitolo. Il suggerimento di prendere sul serio e mettere in valore le esperienze democratiche che ebbero luogo nei Comuni colpiti dal terremoto e di studiarne gli esiti, caso per caso.
Gabriella Gribaudi - Storiografia, memoria e "mitigazione del rischio"
Proseguiamo la nostra conversazione con la professoressa Gabriella Gribaudi. L'importanza della memoria, insieme alla ricerca storica, per consolidare la «consapevolezza sociale» di vivere in una zona a rischio sismico o idrogeologico: su questa base si possono prendere le misure per adattare la popolazione a quelle specifiche condizioni e a mitigare il rischio. Il paradosso dello scarso spazio accordato alle «catastrofi» nei libri e nei manuali di storia generale, benché esse abbiano un forte impatto sulla demografia, sulla conformazione dei luoghi, sui bilanci pubblici.
Elena Valeri - Studiare problemi, non periodi
La professoressa Elena Valeri, docente di Storia moderna presso l'Università di Roma La Sapienza, ci introduce proprio al significato di «Storia moderna», indicandoci le linee essenziali dell'evoluzione di questo concetto fino alle questioni che oggi ci sollecitano: le critiche a determinati aspetti della modernità, la «crisi» dell'idea di progresso, l'attuale revisione, nel contesto di un mondo globalizzato e policentrico, di concetti forgiati dal pensiero europeo e messi a punto in un'età di dominio europeo. Questa evoluzione indica quanto la storia sia materia viva, in continuo divenire, perché muta a seconda delle domande che lo storico si pone rispetto alla propria sensibilità o a quella della propria epoca, individuando e inseguendo problemi che nascono e si riproponen, sotto varie forme, nel corso del tempo.
Miguel Gotor - Storia e cinema: maneggiare con cura
Qual è il legame tra storia, storiografia e cinema? In che modo i film storici possono essere strumenti utili alla didattica e alla divulgazione, senza cadere in semplificazioni o distorsioni? In questo video, il Professor Miguel Gotor analizza il ruolo del cinema nella rappresentazione del passato: attraverso la sua esperienza diretta, esploreremo il valore e i limiti della narrazione cinematografica nella costruzione della memoria storica, con particolare attenzione al suo utilizzo in ambito educativo. Un'analisi critica per comprendere come il cinema possa essere, al tempo stesso, uno strumento di conoscenza e un veicolo di interpretazione soggettiva del passato.
Miguel Gotor - Storia e cinema: altre avvertenze
Dopo aver analizzato il rapporto tra storia e cinema nella prima parte dell'intervista, il Professor Miguel Gotor si sofferma su un aspetto fondamentale: come utilizzare i film nella didattica senza confondere il racconto cinematografico con la realtà storica. Tra suggerimenti metodologici e titoli emblematici, emerge anche un'indicazione originale: l'uso del cinema non solo per raccontare la storia, ma per insegnare il metodo storico, educando gli studenti alla complessità delle fonti e alla pluralità dei punti di vista.
Gabriella Gribaudi - Napoli in guerra, 1940-43
La Professoressa Gribaudi si sofferma sul periodo 1940-43: Napoli fu bombardata sin dai primi giorni di guerra, nel 1940. I due bombardamenti più devastanti ebbero luogo nel dicembre 1942 e nell'agosto 1943. Simbolo della distruzione di Napoli sono i ruderi del monastero di Santa Chiara, impressi nell'immaginario non solo da celebri fotografie, ma anche dalla canzone Munasterio 'e Santa Chiara, composta nel 1945. I documenti militari alleati aiutano a riflettere sulla guerra vista dall'alto (dai bombardieri) e su quella vista dal basso (dai bombardati, che a distanza di decenni offrono la loro testimonianza).
Gabriella Gribaudi - Napoli sul fronte e le Quattro giornate
Scarica i materiali correlati per approfondire i temi trattati nell'intervista proposta!
A tua disposizione una breve contestualizzazione dei contenuti, spunti di approfondimento e brani tratti direttamente dall'opera dell'autrice: Guerra totale. Tra bombe alleate e violenze naziste. Napoli e il fronte meridionale 1940-44.
Fonti e questioni di metodo
Schede di fonti di vario genere (scritte, iconografiche, materiali…), annotate e contestualizzate, si alternano a brevi articoli dedicati ai metodi della storiografia.
Letture
I suggerimenti per una “biblioteca di base”: schede bibliografiche di libri classici, per tornare ai fondamentali della disciplina, e di novità recenti, per vedere in quali ambiti (tematici e spazio-temporali) la storiografia contemporanea svolge la sua indagine.
Svjatlana Aleksievič all’ascolto del «popolo» di Černobyl’
CLASSICO
Svetlana Aleksievič, Preghiera per Černobyl’. Cronaca dal futuro, trad. dal russo di Sergio Repetti,
edizioni e/o, Roma 2002 (ed. or. 1997), 286 p. Scheda a cura di Iris Karafillidis
Il libro della scrittrice premio Nobel nel 2015 è una raccolta di «voci del popolo» sospesa tra testimonianza e
letteratura.
Diventato un classico contemporaneo, il lavoro di Aleksievič non solo documenta le conseguenze di uno dei peggiori disastri
nucleari della storia, ma traccia un quadro di ampio respiro del passato dell’Unione Sovietica e invita a una
riflessione che si
proietta sul nostro futuro.
Questo Libro non s’ha da leggere: storia di una censura ecclesiastica
CLASSICO
Gigliola Fragnito, La Bibbia al rogo. La censura ecclesiastica e i volgarizzamenti della Scrittura
(1471-1605), il Mulino, Bologna 1997, 345 p. Scheda a cura di Eleonora Faricelli
In un libro diventato classico, la studiosa di Storia moderna Gigliola Fragnito ha ricostruito la storia di una censura
ecclesiastica così sorprendente da essere stata a lungo rimossa. Alla fine del Cinquecento, dopo lunghe discussioni e
tensioni
interne tra intransigenti e fautori di politiche più moderate, la gerarchia cattolica proibì il libero accesso alla versione in
volgare della Bibbia. Si tratta di un capitolo cruciale delle vicende istituzionale della Chiesa di Roma, e soprattutto
della
storia culturale e spirituale italiana.
Non più «per tutti». Storia del diritto alla salute nell’Italia repubblicana
NOVITÀ
Chiara Giorgi, Salute per tutti. Storia della sanità in Italia dal dopoguerra a oggi,
Laterza, Roma-Bari 2024, 304 p. Scheda a cura di Cecilia Molesini
In un libro recente, Chiara Giorgi, che insegna Storia contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, ha ripercorso la
storia
delle politiche sanitarie della repubblica italiana. Ne risulta la parabola di un diritto fondamentale: stabilito
dalla
Costituzione, a lungo rimandato, poi conquistato per una breve stagione, ma subito rimesso in discussione e reso sempre più
fragile. Anche per la sua duplice natura, individuale e collettiva, il diritto alla salute offre un’angolatura particolare
da cui
illuminare l’intera storia repubblicana, fino a sollecitarci a riflettere sulla pandemia del 2020: non una rottura con il
passato
recente, ma un’occasione mancata per ridisegnare il futuro.
Un esorcismo in casa Hamerani, e tutto il mondo fuori
NOVITÀ
Fernanda Alfieri, Veronica e il diavolo. Storia di un esorcismo a Roma,
Einaudi, Torino 2021, 371 p. Scheda a cura di Eleonora Faricelli
La storica Fernanda Alfieri, studiosa dell’età moderna e in particolare della storia delle pratiche e delle norme della
sessualità, si è cimentata con la storia di una giovane donna che, nella Roma della Restaurazione, tra il 1834 e il
1835, subì un
esorcismo. L’autrice sceglie una forma ibrida e sperimentale per presentare i risultati della sua ricerca: un frammento
della
vita, per lo più solitaria e reclusa, che ebbe Veronica Hamerani, mentre intorno a lei la storia della Chiesa, quella
dell’Italia
e dell’Europa, quella della medicina e della psichiatria attraversavano i cambiamenti che i libri di storia raccontano.
Crisi, debito pubblico e conflitti politici e sociali nella Firenze del Trecento
NOVITÀ
Lorenzo Tanzini, La bancarotta di Firenze del 1345,
Carocci Editore, Roma 2026, 197 p. Scheda a cura di Simone Picchianti
Lorenzo Tanzini, che insegna Storia medievale all’Università di Cagliari, affronta una delle più rilevanti crisi
economico-finanziarie del Medioevo, la bancarotta di Firenze del 1345. Di questo tema classico, l’autore offre una
rilettura che
intreccia dinamiche economiche, istituzionali e sociali in atto nel cuore del XIV secolo. La sua analisi permette di osservare la
crisi non come evento isolato, ma strutturale. Esito di un processo di lunga durata, il fallimento del Comune scaturì da un
sistema fondato sull’indebitamento. Da questa frattura sarebbero emerse nuove forme di gestione del debito pubblico e nuovi
equilibri politici. Studiare il caso di Firenze – una delle grandi capitali dell’economia occidentale nel Trecento – significa
utilizzare la crisi del 1345 come punto d’osservazione privilegiato delle dinamiche strutturali del Basso Medioevo.
Il posto dell’Africa occidentale nell’età moderna globale
NOVITÀ
Toby Green, Per un pugno di conchiglie. L’Africa occidentale dall’inizio della tratta degli schiavi all’Età
delle rivoluzioni,
trad. di Luigi Giacone, Einaudi, Torino 2021 (ed. or. 2019), XXXVIII, 645 p. A cura di Tommaso Scaramella
Una storia a pieno titolo dell’Africa occidentale in età moderna e un’indagine sulle radici delle disuguaglianze nel mondo
contemporaneo: un libro utile per approfondire temi di solito appena sfiorati nei libri di scuola.
Storie dell’Italia repubblicana. 3
CLASSICO
Silvio Lanaro, Storia dell’Italia repubblicana. Dalla fine della guerra agli anni Novanta,
Marsilio, Venezia 1992 (con una cronologia a cura di Luca Pes), VIII, 566 p. Scheda a cura di Davide Serafino
Ultimo capitolo del trittico di letture sulla storia dell’Italia repubblicana. Dopo il volume di Paul Ginsborg e quello di
Pietro
Scoppola, il terzo classico che proponiamo è quello di Silvio Lanaro, uscito nel 1992.
Donne che sfidano l’autorità. Venezia, XVI secolo
NOVITÀ
Alessandra Celati, Donne che creano disordine. Storia di Caterina e altre eretiche nel Cinquecento,
Einaudi, Torino 2025, XXXIII, 273 p. Scheda a cura di Eleonora Faricelli
Alessandra Celati, studiosa della storia del dissenso religioso e dei movimenti ereticali nell’Italia del Cinquecento, affronta un
ambito particolare della ricerca su questi temi: come le idee riformate furono recepite e vissute da donne «comuni»,
di condizione
umile. Le scelte maturate sul piano religioso si intrecciarono a quelle compiute in altri ambiti, dalle relazioni matrimoniali
alle condizioni di lavoro: furono dunque donne che provarono a sfidare gli ordini costituiti, affrontandone e subendone le
conseguenze.
La violenza delle donne come problema storico
NOVITÀ
La dignità del male. La violenza delle donne fra passato e presente, a cura di Annastella Carrino,
Viella,
Roma 2025, 494 p. Scheda a cura di Simone Picchianti
Il volume curato da Annastella Carrino – che insegna Storia moderna e Storia di genere all’Università di Bari – affronta in
prospettiva storica e interdisciplinare una questione a lungo rimossa o semplificata: la violenza esercitata dalle donne.
Prendendo in esame un arco cronologico che va dall’antichità al presente e una pluralità di contesti europei, il libro sfida lo
stereotipo per cui il «sesso fragile» non sarebbe in grado di esercitare violenza, mettendo in luce il fatto che si tratta di
un’ulteriore prassi di «diminuzione», che priva le donne di facoltà di azione e di scelta. Un libro che vuole proporre un
programma di ricerca – decostruire tanto la «patologizzazione» quanto l’assoluzione implicita della violenza femminile – e
contribuire alla discussione pubblica con un’analisi storiografica rigorosa.
Storie dell’Italia repubblicana. 2
CLASSICO
Pietro Scoppola, La Repubblica dei partiti. Profilo storico della democrazia in Italia (1945-1990), Il
Mulino,
Bologna 1991, 449 p. Scheda a cura di Davide Serafino
Proseguono le letture in tema di storia dell'Italia repubblicana. Dopo il volume di Paul Ginsborg, il secondo
classico che proponiamo è quello di Pietro Scoppola, uscito nel 1991.
Storie dell’Italia repubblicana. 1
CLASSICO
Paul Ginsborg, Storia d’Italia dal dopoguerra a oggi. Società e politica (1943-1988), trad. di Marcello
Flores
e Sandro Perini, Einaudi, Torino 1989, 2 tomi (XII, 281 p.; VI, 284-622 p. e Appendice statistica, a cura di Giulio Ghellini,
Paul Ginsborg). Scheda a cura di Davide Serafino
In occasione dell’imminente ottantesimo anniversario della Repubblica (2 giugno 1946), proponiamo la lettura di tre storie
dell’Italia repubblicana uscite tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, diventate ormai classiche. Si
comincia dal
libro firmato da Paul Ginsborg nel 1989.
Quando gli esseri umani hanno trasformato la Terra
NOVITÀ
John R. McNeill, Peter Engelke, La Grande accelerazione. Una storia ambientale dell’Antropocene dopo il
1945, trad. di Chiara Veltri, Daniele Cianfriglia, Francesco Rossa, Einaudi, Torino 2018, 253 p.
Scheda a cura di Silvia Benini
Il 1945 sarà ricordato come l’anno della fine della Seconda guerra mondiale, come l’inizio dell’era atomica o come l’avvio di una
nuova era geologica? Collocandosi sul terreno della storia ambientale, gli studiosi americani
John R. McNeill e Peter Engelke sostengono che l’ingresso nel secondo Novecento coincide con l’ingresso nell’«Antropocene»,
ovvero l’era geologica determinata dall’azione degli esseri umani sugli equilibri del pianeta. Nel
secondo dopoguerra, la crescita demografica, l’aumento dei consumi energetici basati su fonti fossili e quello delle emissioni di
gas serra sono stati i fattori di una trasformazione ambientale senza precedenti, che peserà a lungo
sul futuro della vita sul pianeta.
Beni usati e prezzi, mercato e condizione sociale tra Medioevo ed età moderna
NOVITÀ
Giacomo Todeschini, Seconda mano. Il valore delle cose fra Medioevo ed età moderna, Salerno Editrice,
Roma 2025, 216 p. Scheda a cura di Simone Picchianti.
Lo storico medievista Giacomo Todeschini (1950) propone un’analisi originale dei meccanismi di formazione del valore
economico nelle società dell’Europa occidentale tra Medioevo e prima età moderna, osservati attraverso la
circolazione dei beni di seconda mano, i mercati dell’usato e le pratiche di credito. Una rilettura rigorosa – e una
sintesi di grande efficacia didattica – della vita economica medievale, che mostra come prezzo, stima e
mercato
siano il risultato di negoziazioni sociali, politiche e istituzionali, e non l’esito di automatismi impersonali. Sul piano
didattico, una guida alle categorie economiche del Medioevo occidentale e uno spunto per problematizzare
concetti economici dati per scontati.
Natura, società e cultura nel Medioevo: una storia ambientale «a più voci»
NOVITÀ
Michele Campopiano, Storia dell’ambiente nel Medioevo. Natura, società, cultura, Carocci, Roma 2025,
176 p. Scheda a cura di Simone Picchianti
Il medievista Michele Campopiano, attualmente professore di Storia medievale all’Università di Catania, propone un’indagine
sulle interazioni tra ambiente, società, politica e istituzioni, pensiero teologico e filosofico
nel Medioevo, e i conflitti che ne scaturivano nei vari ambiti. Si tratta di una breve sintesi pedagogicamente efficace
anche sul piano metodologico: delinea il tipo di «questioni ambientali» che avevano rilevanza nel
mondo medievale; introduce alle fonti; aiuta a evitare il rischio di proiettare in un passato remoto categorie forgiate
dall’esperienza e dal discorso contemporanei.
Genocidio: istruzioni per l’uso di un concetto
NOVITÀ
Paolo Fonzi, Genocidio. Una storia politica e culturale, Laterza, Roma-Bari 2025, XII, 215 p. Scheda a
cura di Cecilia Molesini
Paolo Fonzi, professore di Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli, propone una breve sintesi di storia
culturale del termine «genocidio», mettendo in luce i vari modi in cui è stato declinato in ambiti
diversi
(diventando anche un campo di specializzazione degli studi storici), e le tensioni a cui è sottoposto nel discorso
pubblico e politico, nei dibattiti accademici, nelle aule dei tribunali internazionali e, più in
generale,
nell’arena delle relazioni internazionali. In conclusione emerge l’interrogativo di se e come si può utilizzare universalmente un
concetto forgiato dalla cultura occidentale in primo luogo per la Shoah, assurta allo stesso
tempo a
evento incommensurabile per eccellenza.
Riti ancestrali e tradizioni inventate: lo sguardo storico di un antropologo
CLASSICO
Claude Lévi-Strauss, Babbo Natale giustiziato, trad. di Clara Caruso, introduzione di Gianfranco
Marrone, Sellerio, Palermo 2024, 106 p. Scheda a cura di Filippo Benfante
Un antropologo, teorico delle strutture delle società umane, alle prese con il tempo presente: quando Claude Lévi-Strauss
commentò di un fatto di cronaca accaduto nella Francia dell’immediato dopoguerra. Un
classico «minore», con
consigli su come osservare e storicizzare le nostre vite quotidiane.
Fiumicino 1985. Che genere di evento spartiacque?
NOVITÀ
Amoreno Martellini, Annibale alle porte. L’attentato di Fiumicino nel 1985 e la costruzione dello
stereotipo dell’immigrato-terrorista, Il Mulino, Bologna 2025, 208 p. Scheda a cura di Davide
Serafino.
Nel dicembre 1985, l’aeroporto di Fiumicino fu teatro di un grave attentato, condotto da un gruppo armato
palestinese. Sono eventi che in genere la storiografia studia nell’ambito del terrorismo e delle
relazioni internazionali, o
della questione israelo-palestinese. In un libro recente, Amoreno Martellini, che insegna Storia contemporanea
all’Università di Urbino, li affronta in una prospettiva originale, osservando una conseguenza di lungo periodo
che
questo tragico episodio ebbe sulla società italiana. Secondo Martellini, l’attentato a Fiumicino fu cruciale nel processo di
costruzione dello stereotipo dell’«immigrato-terrorista» nella seconda metà degli anni Ottanta,
destinato
a condizionare le politiche e il discorso pubblico sulle migrazioni nei decenni seguenti, fino ai giorni nostri.
Donne che si difendono: pratiche, battaglie, norme contro la violenza maschile
NOVITÀ
La violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI),
a cura di Simona Feci e Laura Schettini, Viella, Roma 2017, 287 p. – L’autodifesa delle donne.
Pratiche, diritto, immaginari nella storia, a cura di Simona Feci e Laura Schettini, Viella, Roma 2024, 321 p. Scheda
a cura di Tommaso Scaramella.
Simona Feci, che insegna Storia del diritto medievale e moderno all’Università L’Orientale di Napoli, e Laura
Schettini, che insegna Storia contemporanea e Storia delle donne e del genere all’Università di Padova,
hanno raccolto
in due libri recenti una riflessione interdisciplinare a più voci sulla storia della violenza contro le donne. Il
primo volume offre una panoramica utile a orientarsi all’interno di una storiografia che si è molto
sviluppata negli
ultimi decenni. Il secondo indica la prospettiva più nuova, originale e «inattesa», perché di fatto non prevista: la storia di
come le donne, nel corso dei secoli, hanno elaborato strategie e praticato forme di autodifesa dalla
violenza maschile.
L’isola «frontiera»
NOVITÀ
Dionigi Albera, Lampedusa. Una storia mediterranea, Carocci, Roma 2025, 246 p. Scheda a cura di
Tommaso Scaramella
L’antropologo francese Dionigi Albera propone una breve storia di Lampedusa,
da «isola deserta» del Medioevo a «Porta d’Europa» del XXI secolo, mostrando come,
nel corso dei secoli, si è costruita ed è cambiata l’immagine dell’isola, tra «frontiera»
(più o meno aperta) e «punto d’incontro» (a rischio di diventare «scontro»). Una ricerca
interdisciplinare, che mobilita antropologia, storia, letteratura e geografia, e può essere utilizzata come
risorsa didattica. Aggiungiamo inoltre qualche altro suggerimento intorno al 3 ottobre,
«Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione».
Lettura e libertà. La breve stagione di Erasmo in Italia
CLASSICO
Silvana Seidel Menchi, Erasmo in Italia 1520-1580, Bollati Boringhieri, Torino 1987, 530 p. A cura di
Eleonora Faricelli
La ricerca di Silvana Seidel Menchi (1938), studiosa della storia della Riforma, sulla
ricezione nell’Italia del Cinquecento del pensiero di Erasmo da Rotterdam,
pubblicata nel 1987, è diventata un classico della storiografia. Non è tanto questione di dispute
teologiche: al centro dell’indagine c’è il modo in cui uomini e donne di diversi strati sociali interpretarono e
utilizzarono il pensiero dell’umanista fiammingo nella prima metà del XVI secolo, per coltivare la propria
vita di coscienza, affrancandosi dai precetti dall’autorità ecclesiastica e, idealmente, da ogni
tutela imposta dall’alto. Libri e idee per farsi liberi, fino a quando, nell’età del Concilio di Trento e
dell’avvio della Controriforma, giunse la repressione. I libri di Erasmo furono ascritti
definitivamente alla Riforma, «eresia» per l’Inquisizione romana, e nel giro di pochi anni furono fatti
sparire dalla penisola. Continuare a leggerli o a custodirli costava caro: gli «eretici» subirono dure
condanne, anche di quelle fatali. Un capitolo importante della «Riforma mancata» e della
storia culturale e civile italiana.
Letture d’invasione. Il romanzo coloniale italiano tra mercato e propaganda
NOVITÀ
Francesco Casales, Raccontare l’Oltremare. Storia del romanzo coloniale italiano (1913-1943), Le
Monnier, Milano 2023, 324 p. Scheda a cura di Silvia Benini
Il «romanzo coloniale» fu un prodotto culturale «fiancheggiatore» del colonialismo:
diffondeva storie che alimentavano l’immaginario, spingevano all’«avventura», mettevano in scena i
rapporti che avrebbero dovuto instaurarsi tra colonizzatori (dominatori) e colonizzati (dominati),
propagandava e legittimava l’idea della «missione civilizzatrice».
Francesco Casales, muovendosi tra analisi letteraria e storiografica, indaga sul caso italiano,
mostrando come questi libri, che pure non ebbero grande successo di pubblico, diedero il loro contributo
all’opera di propaganda e di legittimazione della conquista e dell’oppressione delle colonie.
Dopo la guerra, perse le colonie, questa «eredità» ha continuato ad agire anche nell’Italia repubblicana.
Un volto di pietra, che ancora ci scruta
NOVITÀ
Massimo Bucciantini, Campo dei Fiori. Storia di un monumento maledetto, Einaudi, Torino 2023 (prima ed.
2015), 393 p. Scheda a cura di Tommaso Scaramella
Di recente, lo storico della scienza Massimo Bucciantini ha ricostruito la storia dell’elevazione del monumento a Giordano
Bruno a Campo dei Fiori, nel cuore di Roma. La statua fu oggetto di una battaglia simbolica
tra un’Italia laica e anticlericale e una Chiesa reazionaria, prosecuzione, dopo il 1870, delle
tensioni del Risorgimento. Un libro che riguarda una delle pagine più delicate dell’«autobiografia della
nazione»
(il rapporto tra Stato italiano e Chiesa) e, tra le altre cose, ci ricorda come le polemiche politiche possano innescare fruttuose
ricerche (in questo caso, quelle sul processo a Giordano Bruno). Una lettura che, infine, può
risvegliare la nostra attenzione su dove, quando e perché in molte città una via fu intitolata al «Venti settembre» (o «XX
settembre»), l’anniversario della presa di Roma (nel 1870) e una data accolta poco e male nel calendario
civile italiano.
La guerra è un fallimento dell’immaginazione
NOVITÀ
Valentina Bartolucci, Giorgio Gallo, Costruire la pace in un mondo in guerra, Mondadori Università,
Milano 2025, XVI-312 p. Scheda a cura di Niccolò Grazzini.
Valentina Bartolucci e Giorgio Galli, studiosi di Scienze per la Pace (Peace Studies), propongono una riflessione
storica e filosofica aggiornata sui temi della guerra e della pace (condizione che non
significa solo assenza di guerra). Con un’analisi di alcuni dei principali conflitti oggi in corso (dall’Ucraina al Medio
Oriente) e proposte di azioni concrete per approdare a soluzioni pacifiche. Un libro che offre
a chi insegna e a chi studia a scuola chiavi di lettura critiche del presente e percorsi didattici orientati all’educazione alla
cittadinanza e alla pace.
Una vita violenta. A Genova negli anni Settanta
NOVITÀ
Sergio Luzzatto, Dolore e furore. Una storia delle Brigate rosse, Einaudi, Torino 2023, LI, 704 pp.
(nuova edizione 2024, LII, 708 p.). Scheda a cura di Davide Serafino.
Una lettura in occasione del 9 maggio («Giornata della memoria per le vittime del terrorismo interno e internazionale e delle
stragi di tale matrice»). A partire dalla biografia del brigatista Riccardo Dura (1950-1980), lo
storico Sergio
Luzzatto ha ricostruito le vicende della colonna genovese delle Brigate rosse e, più in generale, quelle dell’intera
organizzazione. Con una proposta interpretativa originale di una fase della storia dell’Italia
repubblicana. Un libro in
cui campeggia anche la figura dell’autore, che mette in scena «lo spettacolo della ricerca» ma talvolta indugia troppo negli spazi
ambigui che si aprono tra narrazione, immaginazione e ricostruzione storica.
Schiavi affrancati nella Roma dei papi (XVI-XVIII secolo)
NOVITÀ
Serena Di Nepi, I confini della salvezza. Schiavitù, conversione e libertà nella Roma di età moderna,
Roma, Viella, 2022, 250 p. Scheda a cura di Eleonora Faricelli.
La schiavitù in età moderna a lungo è stata associata quasi solo alla tratta di africani deportati verso le Americhe. La
storiografia più recente, attenta alla scala globale, ha messo in luce quanto la condizione schiavile
fosse
diffusa anche in Europa e nel mondo musulmano, e il Mediterraneo fosse un crocevia cruciale. Serena Di
Nepi, professoressa di Storia moderna all’Università di Roma La Sapienza, ha indagato sul
particolare caso delle emancipazioni
di schiavi convertiti al cristianesimo nella Roma dei papi tra XVI e XVIII secolo, incrociando il tema della schiavitù con quello
del trattamento (ovvero della “tolleranza”) delle minoranze religiose nel cuore della cristianità
cattolica.
Lavoro libero e lavoro coatto: una storia comune
NOVITÀ
Alessandro Stanziani, Le metamorfosi del lavoro coatto. Una storia globale, XVIII-XIX secolo, il
Mulino, Bologna 2022 (prima ed. in francese 2020), 348 pp. Scheda a cura di Tommaso Scaramella.
Il libro dello storico dell’economia Alessandro Stanziani affronta in modo innovativo un tema classico: il nesso tra lavoro
libero e capitalismo. Secondo l’interpretazione tradizionale, il sistema capitalista sarebbe legato
a
forme di lavoro salariato libero, e di conseguenza l’abolizione del servaggio e della schiavitù furono passaggi cruciali di un
percorso «ascendente», dal «feudalesimo» alla «modernità» capitalista fondata sulla «libertà di
mercato». Stanziani mostra invece che le forme di lavoro libero e coatto sono esistite, e ancora oggi coesistono, in un rapporto
molto più complesso, che deve essere colto su scala globale. Ecco dunque un esempio di come un
approccio su scala globale possa aiutare a rivedere una interpretazione storiografica incardinata in una visione
eurocentrica e teleologica e anche un esempio di come possiamo comprendere meglio problemi che riguardano,
oggi, le nostre vite, dando loro uno spessore storico.
I mongoli dell’Orda d’Oro: nomadi e «moderni»
NOVITÀ
Marie Favereau, L’Orda. Come i Mongoli cambiarono il mondo, trad. dall’inglese di Chiara Veltri,
Einaudi, Torino 2023, 398 pp. Scheda a cura di Lorenzo Tabarrini.
Il libro della storica francese Marie Favereau ricostruisce la storia dell’Orda d’Oro, ovvero di quella formazione
politica, estesa dal fiume Volga al Mar Nero, nata in seguito all’espansione militare dei mongoli nel corso
del
Duecento. Reagendo a una tradizione storiografica europea-occidentale che a lungo ha relegato questa vicenda ai margini di un
percorso storico indirizzato alla «modernità», l’autrice sottolinea i tratti di novità del regime
mongolo: multietnico, dalle strutture amministrative duttili e flessibili, esso favorì lo sviluppo economico delle
popolazioni assoggettate, e il suo carattere nomadico, lungi dal costituire un fattore di arretratezza, fu
alla
base di importanti trasformazioni, che ebbero un impatto profondo sull’Europa e sull’Asia. Il libro di Favereau raggiunge
risultati notevoli e pone le basi per un nuovo dibattito: davvero i mongoli «cambiarono il mondo»?
La tolleranza: lo spessore storico di una questione del presente
NOVITÀ
Lucia Felici, Girolamo Imbruglia, La tolleranza in età moderna. Idee, conflitti, protagonisti (secoli
XVI-XVIII), Roma, Carocci 2024, 336 p. Scheda a cura di Eleonora Faricelli.
Una sintesi aggiornata ed efficace ripercorre le metamorfosi del concetto di tolleranza tra XVI e XVIII secolo. Questa idea
nacque per rispondere al problema della convivenza religiosa soprattutto dopo la diffusione
della Riforma
protestante; al termine di una lunga evoluzione è diventata requisito dei diritti fondamentali degli individui. Uno sguardo
storico che ci permette di riflettere sulle sfide che si presentano oggi.
Abbattere un passato o costruire un futuro?
NOVITÀ
Germano Maifreda, Immagini contese. Storia politica delle figure dal Rinascimento alla “cancel
culture”, Feltrinelli, Milano 2022, 152 p. – Tomaso Montanari, Le statue giuste, Laterza, Roma-Bari
2024, 132 p. Scheda a cura di Tommaso Scaramella.
In due libri recenti lo storico dell’economia Germano Maifreda e lo storico dell’arte Tomaso Montanari prendono in
esame le azioni di protesta che negli ultimi anni, negli Stati Uniti e in Europa, hanno preso di mira
statue e immagini. Questa contestazione di personaggi ed eventi del passato, che veicolano o celebrano valori e comportamenti oggi
inaccettabili (dal colonialismo allo schiavismo ad altre forme di discriminazione di gruppi sociali
o minoranze) è stata etichettata come cancel culture («cultura della cancellazione») da chi la giudica un eccesivo
cedimento all’odierno “politicamente corretto”. Maifreda e Montanari, con approcci diversi, invitano invece
a riflettere sui processi storici che sottostanno alla costruzione di un patrimonio culturale: chi colpisce le statue non
intende cancellare il passato, ma vuole prenderlo sul serio e ridiscuterlo, per costruire un futuro
diverso. Il compito che spetta alla storiografia è quello di restituire i diversi significati che il patrimonio contiene.
Il potere della censura ecclesiastica
NOVITÀ
Giorgio Caravale, Libri pericolosi. Censura e cultura italiana in età moderna, Laterza, Roma-Bari 2022,
533 p.; scheda a cura di Tommaso Scaramella
Basandosi su una ricerca che ha potuto attingere a fonti disponibili solo da una ventina d’anni, Giorgio Caravale propone
una originale rilettura della storia della censura ecclesiastica nell’Italia dell’età moderna.
L’autore
ricostruisce così il modo in cui la Chiesa controllò la diffusione delle idee, delle opinioni e delle conoscenze, plasmando – con
conseguenze secolari – un’intera cultura e società.
I tempi e i luoghi della «rivoluzione commerciale» del Medioevo: una nuova proposta
NOVITÀ
C. Wickham, L’asino e il battello. Ripensare l’economia del Mediterraneo medievale, 950-1180, trad. a
cura di Dario Internullo, Viella, Roma 2024, 883 p. Scheda a cura di Lorenzo Tabarrini.
Con L’asino e il battello, il grande medievista britannico Chris Wickham (1950) offre una nuova interpretazione
della storia economica dei secoli X-XII. Mettendo a confronto sei regioni affacciate sul
Mediterraneo
(l’Egitto, la Tunisia, la Sicilia, la penisola iberica, l’impero romano d’Oriente e l’Italia del centro-nord), Wickham demolisce
alcuni stereotipi storiografici, vecchi ma molto resistenti, in un libro che farà riflettere e
discutere per molto tempo.
Ma non li dimostra: gli ottantacinque anni de La società feudale di Marc Bloch
CLASSICO
Marc Bloch, La società feudale, trad. di Bianca Maria Cremonesi, Einaudi, Torino, 1949 (ed. or.
1939-1940). Scheda a cura di Lorenzo Tabarrini
Alla fine degli anni Trenta, lo storico francese Marc Bloch (1896-1944), sulla base dei suoi vasti studi sul Medioevo
europeo, delineò i caratteri della «società feudale» in un volume presto considerato un
classico fondamentale.
È
un libro che si trova ancora sulla scrivania di chi si occupa della storia politica del Medioevo; questa scheda ci aiuta a capire
perché.
«Le donne hanno sempre lavorato». Una ricerca sui secoli dell’Età moderna
NOVITÀ
Anna Bellavitis, Il lavoro femminile nelle città dell’Europa moderna, Roma, Viella, 2016, 248 p.,
scheda a cura di Eleonora Faricelli
La storica italiana Anna Bellavitis (1960), professoressa di Storia moderna dell’università di Rouen (Francia), ha
sviluppato le sue ricerche in vari ambiti della storia sociale, delle donne e del genere. In una
sintesi recente ha
affrontato la questione del lavoro femminile nelle città europee tra XVI e XVIII secolo, mostrando come le donne hanno sempre
lavorato. I casi che Bellavitis analizza sollecitano questioni che sono ancora di stretta
attualità: il riconoscimento sociale del lavoro femminile, l’accessibilità o meno di certi impieghi, la condizione
giuridica,
il lavoro «precario» e «in nero», le gerarchie, le differenze di salario con gli uomini.
Calendario civile
Spunti, riflessioni e approfondimenti su date canoniche (o meno canoniche) per richiamare alla memoria gli anniversari ufficiali, ma anche un calendario civile da costruire, come posta in gioco nel presente.
8 marzo. La Giornata Internazionale delle Donne
A cura di Alessandra Gissi
Alessandra Gissi, che insegna Storia contemporanea all’Università di Napoli L’Orientale, ci introduce alle origini
dell’Otto marzo, una questione a lungo trascurata dalla ricerca storica. Miti fondativi e tappe fondamentali in Italia di
una giornata di rivendicazione, prima che di festa, costruita «dal basso», dal movimento femminista di inizio Novecento,
poi promossa anche dall’ONU nel 1977, ma mai entrata nel calendario civile ufficiale italiano. Una data che tracima nel
tempo e nello spazio e oggi dimostra una straordinaria vitalità, mentre si affermano nuovi movimenti femministi globali
che ingaggiano una lotta quotidiana in tutti gli ambiti – politico, sociale e culturale –, consacrata nello slogan «lotto
marzo tutti i giorni».
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Riguarda in qualsiasi momento tutti i webinar del ciclo di incontri Lezioni di Storia: accompagnati da alcuni tra i nomi più autorevoli del panorama italiano, affrontiamo i grandi temi della Storia contemporanea.
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Partendo dalla figura di Michail Sergeevič Gorbačëv, Adriano Roccucci ripercorre la fine dell’Unione Sovietica analizzando domande e temi di una questione storiografica ancora aperta e oggetto di dibattito tra gli storici.


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