Ordinanza e Linee guida per la valutazione con giudizi descrittivi nella Scuola Primaria

Leggi la nota a cura della nostra Responsabile Editoriale per l'area Scuola Primaria e riguarda il webinar sul tema con Nora Terzoli

Nota sulle linee guida Formulazione dei giudizi descrittivi nella valutazione periodica e finale della scuola primaria


Venerdì 4 dicembre sono uscite le linee guida sulla Formulazione dei giudizi descrittivi nella valutazione periodica e finale della scuola primaria annunciate nel decreto legge dell’8 aprile 2020.

Le linee Guida confermano che la valutazione periodica e finale degli apprendimenti per ciascuna delle discipline di studio previste dalle Indicazioni Nazionali (compresa l’Educazione Civica) deve essere espressa attraverso un giudizio descrittivo che andrà riportato nel documento di valutazione.

I giudizi descrittivi, coerentemente con i livelli adottati nel Modello di certificazione delle competenze, sono collegati a quattro livelli di apprendimento:

a) In via di prima acquisizione

b) Base

c) Intermedio

d) Avanzato

Il documento suggerisce alcuni modelli per redigere le valutazioni e fornisce dei possibili esempi, ma sottolinea che è compito di ogni Istituto Scolastico individuare per ciascun anno e per ciascuna disciplina gli obiettivi di apprendimento oggetto di valutazione periodica. Ed è sempre la singola istituzione scolastica che deve elaborare i criteri di valutazione ed inserirli nel Piano triennale dell’offerta formativa della scuola (PTOF).

Il documento dà quindi ampia libertà ad ogni scuola di ampliare e completare il proprio modello di valutazione, anche nella forma grafica, all’interno di alcuni standard di riferimento.

Ogni modello deve infatti contenere: la disciplina, gli obiettivi di apprendimento, il livello e il giudizio descrittivo.

Gli obiettivi devono sempre contenere:

  • l’azione che gli alunni devono fare per attuare il processo cognitivo (deve essere un verbo: collegare, riconoscere, elencare…),
  •  il contenuto disciplinare al quale l’azione si riferisce (informazioni, dati, riflessioni, classificazioni…).

Inoltre la manifestazione dell’apprendimento deve essere osservabile in modo continuativo.

I quattro livelli di apprendimento si devono definire in base ad almeno quattro dimensioni dell’apprendimento:

a) l’autonomia nello svolgere un’attività descritta nell’obiettivo;

b) la tipologia della situazione (nota o non nota all’alunno);

c) le risorse messe in atto per risolvere il compito;

d) la continuità dell’apprendimento, ovvero se l’apprendimento avviene in maniera continuativa e o se avviene sporadicamente.

L’autovalutazione dell’alunno, intesa come riflessione sul proprio processo di apprendimento, può legittimamente far parte del giudizio descrittivo ed essere quindi aggiunta al documento di valutazione.

Il documento esplicita invece che la valutazione in itinere potrà essere espressa nelle forme che il docente ritiene opportune, quindi anche in forma numerica, purché fornisca agli alunni e alle famiglie, in modo comprensibile, il livello di padronanza dei contenuti verificati.
La valutazione in itinere fa parte del processo quotidiano di apprendimento e deve servire agli insegnanti per rimodulare la propria attività per arrivare al successo formativo di ogni classe.
Poiché la valutazione periodica dell’anno scolastico 2020/2021 si sta avvicinando (fine quadrimestre) il documento suggerisce agli insegnanti di trasporre le valutazioni in itinere effettuate in voto numerico, nei livelli, dando i seguenti esempi: 9/10: avanzato; 7/8: intermedio, etc., senza però applicare dei semplici automatismi.

L’articolo 6, Misure di accompagnamento per le istituzioni scolastiche, chiarisce che le istituzioni scolastiche dovranno attuare il documento in modo progressivo negli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022 e che il Ministero promuoverà, già a partire da quest’anno, corsi di formazione rivolti agli insegnanti, al fine di “indirizzare, sostenere e valorizzare la cultura della valutazione“.

La scelta di esprimere la valutazione attraverso giudizi descrittivi e non numerici sposta l’attenzione sul processo di insegnamento/apprendimento e non sulle prestazioni degli alunni, andando incontro alla cultura pedagogica più apprezzata dai docenti. La valutazione assume quindi un valore formativo diventando strumento concreto per costruire nuove strategie didattiche, per rimodulare l’insegnamento sui bisogni concreti degli alunni.

Un importante passaggio dei documenti insiste sulla necessità di collegare sempre più la progettazione curricolare al momento della valutazione, ripensando quindi l’intero processo.

Alcuni passaggi sono dedicati esplicitamente ad alunni e alunne con disabilità certificata, con disturbi di apprendimento (DSA)  e con BES, sottolineando come per questi soggetti vadano costruite delle valutazioni in linea coi i PEI e i PDP elaborati per loro dal consiglio di classe.

 

Maria Cristina Scalabrini – Responsabile Editoriale area Scuola Primaria