Le fondamenta della conoscenza

14 gennaio – Giornata Mondiale della Logica di Pierdomenico Memeo
  • Obiettivo Primario: 4 - Istruzione di qualità
  • Obiettivo Secondario: 16 - Pace, giustizia e istituzioni solide

 “La logica è il fondamento della nostra civiltà
grazie alla quale ci eleviamo dal caos
usando la ragione come nostra guida.”
T’Plana-Hath (Star Trek IV: Rotta verso la Terra)


8 settembre 1966. Quella sera, sugli schermi di più di 11 milioni di case negli Stati Uniti, apparve per la prima volta un personaggio che che avrebbe segnato una delle pagine più significative della televisione: il vulcaniano Spock, ufficiale scientifico e vice comandante della nave stellare Enterprise di Star Trek. Una parte considerevole del fascino di questo personaggio proveniva da una caratteristica peculiare che avrebbe condiviso con tutta la sua (immaginaria) specie aliena: una ferrea devozione alla logica, intesa come disciplina mentale necessaria a prendere decisioni razionali senza farsi condizionare dalle emozioni e dai sentimenti. Una qualità che veniva presentata come benefica e virtuosa, per quanto umanamente difficile da applicare.

26 novembre 2019. In una mattina piovosa ma sorprendentemente calda, la Conferenza Generale dell’Unesco, l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, ha proclamato il 14 gennaio come la Giornata Mondiale della Logica. La data, come è facile immaginare, non è casuale: segna infatti l’anniversario della morte, nel 1978, di Kurt Gödel, probabilmente il più famoso logico e matematico del XX secolo, celebre per i suoi Teoremi di Incompletezza che costituiscono una pietra miliare nella storia del pensiero, mostrando contemporaneamente la portata e i limiti della logica stessa.

Dare una definizione completa della logica è, per tornare a Gödel, impossibile: possiamo dire che la logica è lo studio del ragionamento per arrivare a conclusioni coerenti con gli assunti iniziali, indipendentemente dall’argomento e dal contenuto specifico a cui il ragionamento è applicato. Deriva dal greco logos (λόγος) che significa “parola/discorso” ed è entrato nel linguaggio filosofico con il lavoro di Aristotele.

Ma non dobbiamo credere che sia solo la scuola greca ad aver approfondito lo studio del ragionamento: il filosofo persiano al-Ḥusayn Ibn Sīnā (Avicenna) è considerato uno dei fondatori della scuola islamica; in Cina 2500 anni fa ritroviamo quella che viene chiamata Mojia (墨家, letteralmente “Scuola di Mo” dal suo fondatore Mozi), evoluta successivamente in Mingjia (名家, “Scuola dei Nomi”); in India le origini della logica formale possono essere rinvenute nella Nyāya (न्याय, letteralmente “giudizio, regola, metodo”) una delle sei scuole ortodosse della filosofia induista.

L’Unesco ha quindi creato questa giornata con l’obiettivo di portare all’attenzione dei cittadini e delle istituzioni il valore storico, concettuale e pratico della logica.

 

Una palestra per la mente

A livello individuale, la logica è da sempre un formidabile allenamento mentale. Come dialettica, nel medioevo europeo faceva parte, insieme a grammatica e retorica, del Trivio e costituiva la base delle cosiddette arti liberali (letteralmente i “mestieri delle persone libere”), sulle quali si costruivano successivamente le competenze più avanzate del Quadrivio. Le discipline del Quadrivio sono aritmetica, geometria, astronomia e musica. La logica insegna infatti a riconoscere i ragionamenti validi e distinguere quelli scorretti, affinando le capacità critiche e allenandosi ad applicarle negli ambiti più diversi.

Un modo efficace (e divertente) per potenziale queste abilità è cimentarsi con giochi ed enigmi: questi possono essere esercizi matematici, ma anche puzzle, indovinelli, rebus, e qualunque altra attività in cui sia necessario applicare un ragionamento rigoroso. Per esempio, i celebri indovinelli del tipo knight and knaves (“cavalieri e furfanti”, personaggi che rispettivamente dicono sempre la verità oppure dicono sempre bugie), sono stati sistematizzati dal matematico Raymond Smullyan e insegnano a ragionare sulla dicotomia vero/falso, alla base della logica formale. Confrontarsi con questo genere di problemi aiuta a sviluppare attenzione, capacità analitiche e abitudine a trovare soluzioni strutturate.

 

Un terreno comune di confronto

La logica è un inoltre un pilastro essenziale per la società. Come si legge anche nella dichiarazione della Direttrice Generale dell’Unesco Audrey Azoulay del 2020 “all’alba di questo nuovo decennio, e infatti oggi più che mai, la pratica della logica è di importanza vitale per le nostre società e le nostre economie”.

La scienza richiede teorie coerenti e dimostrazioni basate sui fatti; l’economia si basa su una conoscenza condivisa dei processi di scambio razionale; la giustizia si fonda su deduzioni rigorose a partire dalle prove; la democrazia stessa si regge sul confronto delle opinioni informate e su argomentazioni razionali.

Una società che valorizza il pensiero logico è anche una società più aperta al progresso. L’Unesco sottolinea come promuovere la logica possa contribuire a “costruire una cultura di pace, di dialogo e comprensione reciproca, basata sull’istruzione”. Quando i cittadini, le istituzioni e gli attori politici condividono un approccio razionale ai problemi, diventa infatti più facile trovare soluzioni comuni e ridurre conflitti e contrapposizioni.

 

Una bussola per orientarci

Da ultimo, nell’era dei social media e dell’infodemia, vediamo come la disinformazione scientifica possa diffondersi molto velocemente e in maniera virale, facendo leva sulle emozioni e scavalcando la ragione. Parliamo infatti di “comunicazione di pancia” emotiva e viscerale, contrapposta al “ragionamento di testa”, freddo e razionale.

La dimestichezza con la logica e il pensiero critico è quindi un’arma essenziale contro le fake news, che riguardano la scienza, l’economia, la politica, o qualunque altro aspetto del vivere civico. Lo vediamo quotidianamente nei feed di informazione: generalizzazioni basate su aneddoti, appelli all’emozione, false dicotomie, attacchi ad hominem, parole che scatenano emozioni immediate, rovesciamenti dell’onere della prova, e tutta una serie di fallacie logiche che, benché razionalmente deboli, sono tuttavia estremamente efficaci in alcuni contesti dialettici, reali o digitali. Questa situazione di rischio sta precipitando in maniera esponenziale a causa dell’avvento dell’intelligenza artificiale, che può produrre contenuti, immagini, audio e video che, a gran velocità, stanno diventando indistinguibili da quelli reali, incrinando quel che resta del rapporto di fiducia tra operatori dell’informazione e cittadini.

Educare alla logica significa fornire e rafforzare un filtro critico con cui analizzare le informazioni. Un pensiero allenato al ragionamento è in grado infatti di porsi le domande giuste riguardo ogni pezzo di informazione: dalla fonte da cui arriva all’obiettivo che si pone. Come evidenziano i programmi di alfabetizzazione mediatica come Hive Mind (uno spazio di apprendimento per attivisti, formatori e organizzazioni riguardo i temi di resilienza digitale), è necessario “capire le connessioni logiche tra le idee, valutare gli argomenti, trovare gli errori di ragionamento e affrontare i problemi in maniera sistematica” per non cadere vittima di manipolazioni.

 

Lunga vita e prosperità

Possiamo quindi sostenere, con buona approssimazione, che la logica costituisca davvero uno dei fondamenti della civiltà, come ci viene detto in Star Trek in uno dei dialoghi che approfondiscono il significato della devozione vulcaniana alla razionalità. Ma, come ci ricorda proprio Spock, “la logica è premessa della saggezza, non il suo epilogo”: un ragionamento corretto è alla base del progresso, ma questo deve essere temperato dalle altre qualità umane: empatia, speranza, compassione.

Le emozioni non sono il nemico della razionalità, ma il suo motore; ma come tutti i motori, devono essere governate e indirizzate per raggiungere i traguardi che ci poniamo: che siano essi la corretta informazione scientifica, l’esplorazione della galassia o l’educazione delle nuove generazioni.

 

Proposta di attività per la classe

Detective di Fake News

Questa attività può essere condivisa con docenti di Lingua Italiana e Lingua Inglese (principalmente, ma anche con docenti di Lingua Straniera in generale se si vuole estendere la ricerca a notizie e fonti provenienti da altri Paesi).

Dividete la classe in piccoli gruppi o coppie, e assegnate a ciascuno di questi una notizia (o un articolo specifico) su un argomento di attualità (possibilmente di informazione scientifica, ma non necessariamente).

Ogni gruppo/coppia dovrà:

  • analizzare la notizia;

  • verificare le fonti;

  • controllare i dati;

  • individuare la presenza di:

    • fallacie logiche,

    • stratagemmi retorici,

    • tecniche ingannevoli.




Le conclusioni possono essere raccolte in un reportage in stile giornalistico di “debunking” (demistificazione di notizie o affermazioni false; da bunk, “bufala/balla/fesseria/corbelleria”) oppure condivise con la classe in una presentazione orale.

Per aiutare questo è un elenco delle fallacie logiche più comuni nella disinformazione scientifica.

 

Sitografia

Bibliografia

Fallacie logiche
Impara a difenderti dai ragionamenti ingannevoli
Patrick Facciolo
Harper Collins Italia (2025)
ISBN: 1259854407 

Qual è il titolo di questo libro?
Indecidibilità, enigmi e paradossi
Raymond Smullyan
Scienza Express (2024)
ISBN: 1280068767

Manuale di sopravvivenza nell'era della disinformazione
La buona abitudine al ragionamento scientifico
David J. Helfand
Scienza Express (2022)
ISBN: 1280068170

C'era una volta un paradosso
Storie di illusioni e verità rovesciate
Piergiorgio Odifreddi
Einaudi (2021)
ISBN: 8806252232

Fake news
Cosa sono e come imparare a riconoscere le false notizie
Michelangelo Coltelli e Noemi Urso
Cesati (2019)
ISBN: 8876677348