La battaglia diplomatica per la biodiversità: cos’è successo alla COP16

di Chiara Anzolini
  • Obiettivo Primario: 13 - Lotta contro il cambiamento climatico
  • Obiettivo Secondario: 16 - Pace, giustizia e istituzioni solide
  • Obiettivo Secondario: 10 - Ridurre le diseguaglianze
[Credits: Sofia Belardinelli]  

Dal 25 al 27 febbraio 2025, alla sede della FAO di Roma, si è conclusa la COP16, la 16ª Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica (approfondisci nell’articolo di Scientifica su Mondadori Education: “Come funzionano le COP”), un incontro determinante che ha portato alla definizione di nuovi impegni internazionali per proteggere la biodiversità del nostro pianeta. Dopo giorni di negoziati intensi e discussioni senza sosta, i delegati hanno raggiunto importanti accordi, affrontando sfide enormi legate alla finanza, alla cooperazione internazionale e ai diritti delle popolazioni indigene.


 
Il tema centrale della COP16 è stato il finanziamento per la protezione della biodiversità. Si è trattato di una vera e propria “battaglia diplomatica”, con alleanze politiche complesse e negoziati che si sono prolungati ben oltre l’orario previsto. Alla fine, il testo finale ha portato a un grande risultato: un piano dettagliato per mobilitare risorse finanziarie per la biodiversità, con l’obiettivo di raccogliere almeno 200 miliardi di dollari all’anno entro il 2030. Questo denaro proviene da diverse fonti, tra cui i contributi dei Paesi sviluppati, fondi internazionali come il Global Biodiversity Framework Fund, e iniziative private e governative.

Un altro punto cruciale del negoziato è stato la creazione di un meccanismo finanziario permanente, che prevede la gestione diretta da parte della Convenzione sulla Diversità Biologica. Questo è un passo importante verso una maggiore trasparenza e responsabilità nella distribuzione delle risorse, con l’obiettivo di garantire che i fondi raggiungano le nazioni in via di sviluppo che ne hanno maggiormente bisogno.

La COP16 ha anche affrontato un tema fondamentale: la cooperazione internazionale. Le decisioni in merito non sono state facili. Un esempio di tensione diplomatica si è verificato con l’Argentina, che ha chiesto modifiche significative al documento finale. In particolare, il Paese ha richiesto l’eliminazione di qualsiasi riferimento agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, così come il riconoscimento dei diritti della “Madre Terra”, concetto che fa riferimento alla sacralità della natura nelle culture indigene. Alla fine, un compromesso è stato trovato, ma le polemiche sul tema continuano a rimanere aperte.

Il dibattito sulla cooperazione si è anche concentrato sul ruolo delle popolazioni indigene nella protezione della biodiversità. Durante la COP16, è stato istituito il Cali Fund, un vero e proprio strumento di giustizia ambientale, una cui parte dei proventi è destinata a progetti di conservazione gestiti dai popoli indigeni. Inoltre, è stata creata una struttura permanente per garantire che queste popolazioni abbiano voce in capitolo nei futuri negoziati internazionali.

L’accordo raggiunto durante la COP16 è stato considerato un successo del multilateralismo, cioè della cooperazione tra più Paesi e attori internazionali. In un mondo sempre più diviso da conflitti geopolitici e sfide globali, questo risultato è visto come un segnale di speranza per la cooperazione internazionale sul tema della biodiversità.

[Credits: Sofia Belardinelli]

Come ha dichiarato la Presidente della COP16 e Ministra dell’Ambiente della Colombia (dimissionaria), Susana Muhamad, questo accordo non è solo una vittoria per i negoziatori, ma per tutti coloro che dipendono dalla biodiversità per la loro vita quotidiana. Le ONG, i giovani, le popolazioni locali e le donne hanno avuto un ruolo centrale nei negoziati, contribuendo a definire un nuovo corso per la protezione del Pianeta.

Nonostante i progressi fatti, molte sfide restano da affrontare. Una delle principali critiche riguarda la lentezza con cui saranno implementate le decisioni prese. Il Global Youth Biodiversity Network (GYBN), che rappresenta i giovani impegnati nella protezione dell’ambiente, ha sottolineato che alcune delle misure più urgenti potrebbero richiedere anni per essere effettivamente messe in pratica. Per esempio, la riforma della struttura finanziaria della Convenzione sulla Diversità Biologica potrebbe richiedere fino al 2030 per produrre risultati tangibili.

La COP16 ha segnato un passo decisivo nella lotta per la protezione della biodiversità, ma il lavoro non è finito. Le politiche e gli accordi presi devono essere tradotti in azioni concrete e misurabili. La sfida ora è quella di garantire che le risorse siano distribuite equamente e che le popolazioni più vulnerabili, come le comunità indigene e le persone che dipendono direttamente dalla natura, siano effettivamente incluse nei processi decisionali.

Il futuro della biodiversità dipende da ciascuno di noi. Se i Paesi continueranno a collaborare e se ognuno si impegnerà a fare la propria parte, allora la protezione della natura potrebbe essere la chiave per il nostro benessere e per quello delle generazioni future. Il motto della COP16, “Peace with Nature”, dovrebbe ispirarci tutti a lavorare insieme per un futuro più giusto e sostenibile.

 

Proposta di attività per la classe

Questa attività di ampio respiro, che può essere sviluppata ad esempio come progetto all’interno delle ore dedicate all’Educazione Civica, mira a simulare una Conferenza delle Parti (COP) sui temi legati alla biodiversità, in cui gli studenti, suddivisi in gruppi, rappresentano diversi Paesi e negoziano soluzioni comuni. Dato che l’attività si svolge su più ore, è possibile prevedere un’UDA interdisciplinare con i docenti di Lettere, Storia e Geografia.

 

LEZIONE 1: INTRODUZIONE ALLA COP E ASSEGNAZIONE DEI PAESI



  • Obiettivo della lezione: Introdurre gli studenti ai principali temi trattati nelle COP e assegnare loro i Paesi da rappresentare.

  • Attività: Discussione sul cambiamento climatico, la biodiversità, e il ruolo delle COP. Ogni studente viene assegnato a un Paese (o gruppo di Paesi) con relative posizioni e priorità.

    • Compito a casa: Ogni gruppo prepara una breve presentazione sul Paese assegnato (max 3-5 slide), descrivendo la sua posizione sul cambiamento climatico e la biodiversità, e le sue richieste durante la COP.




LEZIONE 2: PREPARAZIONE DELLA POSIZIONE UFFICIALE DEI PAESI



  • Obiettivo della lezione: Preparare le dichiarazioni ufficiali dei Paesi sui temi centrali della conferenza.

  • Attività: In gruppo, gli studenti lavorano alla redazione di una dichiarazione ufficiale che esponga la posizione del loro Paese in relazione alla mobilitazione delle risorse e alla protezione della biodiversità.

    • Compito a casa: Finalizzare il testo della dichiarazione e inviarlo al/la docente per feedback.




LEZIONE 3: SIMULAZIONE DELLE TRATTATIVE



  • Obiettivo della lezione: Iniziare le negoziazioni in piccoli gruppi, con l’obiettivo di raggiungere un accordo su un documento finale.

  • Attività: I gruppi si incontrano in sessioni bilaterali e multilaterali per negoziare i termini del documento finale. Ogni gruppo deve cercare compromessi senza compromettere le proprie priorità.

    • Compito a casa: Preparare una sintesi delle trattative avute e delle modifiche al testo proposto (max 1 pagina).




LEZIONE 4: DISCUSSIONE FINALE E ADOZIONE DEL DOCUMENTO



  • Obiettivo della lezione: Concludere la simulazione con la votazione e l’adozione del documento finale.

  • Attività: Ogni gruppo presenta il proprio documento finale e si procede con la discussione finale. Al termine, si vota per l’adozione del testo definitivo.

    • Compito a casa: Scrivere una riflessione personale sull’esperienza della simulazione, indicando cosa hanno imparato riguardo la diplomazia internazionale e la cooperazione per la biodiversità. (max 1 pagina).




 

Sitografia