Jane Goodall: una storia di scienza, coraggio e perseveranza
di Ylenia Nicolini
- Obiettivo: 5 - Parità di Genere, 15 - Vita sulla terra
- Materia: Biologia
“The least I can do is speak out for those
who cannot speak for themselves.”
Jane Goodall
La dottoressa Valerie Jane Goodall è una delle figure più straordinarie del nostro tempo. La sua storia è un racconto di passione, determinazione e amore per la natura, che ha rivoluzionato la nostra comprensione degli scimpanzé e del rapporto tra gli esseri umani e il mondo naturale. Attraverso una vita dedicata alla ricerca, alla protezione degli animali e all’educazione, Jane Goodall ci mostra come, se lo vogliamo davvero, un sogno d’infanzia possa trasformarsi in un cambiamento globale.
Jane nasce il 3 aprile 1934 a Londra, in Inghilterra, e cresce a Bournemouth, nel sud del Paese, in una famiglia amante della natura. Fin da bambina è molto curiosa e affascinata dalla vita all’aperto e dagli animali; all’età di quattro anni, determinata a scoprire come nascano le uova, trascorre molte ore nel pollaio della nonna, mostrando fin da subito una grande pazienza e capacità di osservazione, qualità che diverranno i tratti distintivi del suo approccio scientifico. Jane cresce così, raccogliendo insetti, osservando gli uccelli, perdendosi nei boschi vicino casa, circondata dai suoi libri preferiti, come Tarzan e Il Dottor Dolittle, che alimentano un grande sogno, quello di andare in Africa e vivere con gli animali.
Sua madre, Margaret (Vanne) Myfanwy Joseph, scrittrice, la supporta e incoraggia a inseguire i suoi sogni, sottolineando che con dedizione e passione nulla è impossibile. Tuttavia, la strada per realizzare questo sogno non è semplice. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la sua famiglia affronta difficoltà economiche, e Jane non può permettersi di frequentare l’università. Si iscrive dunque a un corso di segretariato, e inizia a lavorare in una casa di produzione di documentari. Durante quegli anni Jane non perde mai di vista il suo obiettivo e lavora come impiegata e cameriera per risparmiare ogni centesimo in attesa della “grande occasione”. E finalmente, nel 1957, quell’occasione arriva! Un’amica trasferitasi in Kenya, infatti, la invita a farle visita e a soggiornare da lei per un po’.
È proprio qui che Jane incontra il famoso paleontologo Louis Leakey, e questo incontro cambierà la sua vita per sempre. Leakey intuisce infatti il potenziale della giovane donna e le propone di studiare gli scimpanzé selvatici (i nostri parenti più prossimi), su cui allora si sapeva poco o nulla, per approfondire le ricerche sull’evoluzione umana.
Il 14 luglio 1960 Miss Goodall sbarca sulle rive del Lago Tanganica, in Tanzania, accompagnata dalla madre Vanne, dove avrà inizio il suo lavoro pionieristico sugli scimpanzé nel Parco Nazionale di Gombe Stream. Ma i primi tempi sono difficili: gli scimpanzé la evitano, la vegetazione è fitta e il terreno impervio. Tuttavia, la sua pazienza e perseveranza vengono premiate. Un giorno, un maschio adulto, che Jane chiamerà David Greybeard (David Barbagrigia), si avvicina e accetta la sua presenza. È proprio così che, grazie alla fiducia di David, a poco a poco Jane viene accettata dagli scimpanzé e inizia a osservarne il comportamento da vicino.
Sprovvista di una formazione accademica formale, ma dotata di capacità osservative uniche, la giovane si distingue per un approccio rivoluzionario: invece di assegnare numeri agli scimpanzé, li chiama infatti per nome e documenta le loro personalità, emozioni e complesse dinamiche sociali.
Le sue scoperte cambiano il corso della scienza. Osservando David Greybeard utilizzare un filo d’erba per pescare termiti da un termitaio, dimostra per la prima volta che non sono solo gli esseri umani a saper utilizzare strumenti. Documenta inoltre comportamenti di caccia coordinata tra scimpanzé, sfidando l’idea che fossero esclusivamente vegetariani. Jane rileva anche gerarchie sociali intricate, legami di amicizia e persino episodi di conflitto e riconciliazione, dimostrando che le loro comunità sono molto più simili a quelle umane di quanto si credesse.
In un primo momento, l’ambiente accademico critica apertamente questo approccio antropomorfico, ma Jane non si lascia scoraggiare. Nel 1966 ottiene un dottorato a Cambridge, una rarità per chi non ha conseguito una laurea, e pubblica il suo primo libro, “My friends, the wild chimpanzees”, che affascina il grande pubblico. Per vent’anni continua a lavorare a Gombe, perfezionando i metodi di ricerca e trasformandosi in un punto di riferimento per la primatologia.
Negli anni ‘80, tuttavia, Jane si rende conto che la sopravvivenza degli scimpanzé è minacciata. Sorvolando il Parco Nazionale di Gombe vede un paesaggio devastato dalla deforestazione. Le colline, un tempo ricoperte di foreste, sono ora spoglie, trasformate in terreni agricoli per le comunità locali in rapida crescita. Capisce di non poter più limitarsi a studiare: deve agire. Nel 1977 fonda così il Jane Goodall Institute (JGI), un’organizzazione globale dedicata alla protezione degli scimpanzé e alla conservazione del loro habitat. Attraverso programmi di educazione ambientale e sviluppo sostenibile, il JGI aiuta le comunità locali a vivere in armonia con la natura. Nel 1991 crea inoltre il programma Roots & Shoots (Radici & Germogli), ora attivo in oltre 100 Paesi, che incoraggia i giovani di tutto il mondo a diventare protagonisti del cambiamento attraverso progetti locali per la tutela dell’ambiente e delle comunità.
Oggi Jane Goodall è un’icona globale, non solo per le sue scoperte scientifiche, ma anche per il suo messaggio di speranza. Nominata Messaggera di Pace per l’ONU nel 2002, viaggia instancabilmente circa 300 giorni all’anno per sensibilizzare il mondo sull’importanza della conservazione e della lotta all’inquinamento e alla perdita di biodiversità. Con la sua voce calma ma determinata, ricorda a tutti che il destino degli esseri umani è intrecciato a quello della natura. Le sue conferenze, libri e documentari continuano a ispirare milioni di persone, specialmente i giovani, a credere che ciascuno di noi possa fare la differenza per creare un futuro più sostenibile. Come afferma lei stessa: “What you do makes a difference, and you have to decide what kind of difference you want to make.”
La storia di Jane Goodall è una grande fonte di ispirazione. Dimostra che anche i sogni più grandi possono diventare realtà quando si ha il coraggio di perseguirli. E prova che la passione, la determinazione e il coraggio possono trasformare una ragazza con un sogno in una figura leggendaria, in grado di influenzare milioni di persone e di lasciare un segno indelebile nella scienza e nella protezione del pianeta in cui viviamo.
Proposta di attività per la classe
Suddivisi in piccoli gruppi, approfondite il programma Roots & Shoots del Jane Goodall Institute (JGI). Riflettete sul suo messaggio di rispetto e collaborazione e sull’importanza di agire concretamente per la protezione dell’ambiente, degli animali e degli esseri umani.
Fase 1:
In ciascun gruppo, discutete di quali siano i temi più rilevanti per la vostra scuola o comunità e decidete su quale aspetto del programma vorreste concentrarvi (protezione dell’ambiente, tutela degli animali, aiuto alle persone).
Fase 2:
Fase 1:
In ciascun gruppo, discutete di quali siano i temi più rilevanti per la vostra scuola o comunità e decidete su quale aspetto del programma vorreste concentrarvi (protezione dell’ambiente, tutela degli animali, aiuto alle persone).
Fase 2:
- Progettate un’iniziativa che possa essere realizzata nella vostra scuola o comunità, focalizzandovi su uno degli aspetti discussi nella Fase 1 (per esempio, una campagna di sensibilizzazione sull’ambiente, un’attività di raccolta fondi per la protezione degli animali, ecc.).
- Definite l’obiettivo, le attività concrete da realizzare, il coinvolgimento delle persone e l’impatto che desiderate ottenere.
- Presentate per gruppi la vostra idea alla classe, spiegando come il vostro progetto possa sensibilizzare gli altri e contribuire al cambiamento, in linea con la filosofia di Jane Goodall secondo cui ogni piccolo gesto conta.
Bibliografia
Goodall, J. (1971). In the shadow of man. Boston: Houghton Mifflin.
Goodall, J. (1990). Through a window: My thirty years with the chimpanzees of Gombe. Boston: Houghton Mifflin.
Goodall, J. (1990). Through a window: My thirty years with the chimpanzees of Gombe. Boston: Houghton Mifflin.