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I principi costituzionali
della pubblica amministrazione
L’
attività amministrativa
è l’insieme delle azioni concrete, che sono dirette ad attuare le
scelte politiche e le norme di legge prodotte dal governo e dal parlamento e vengono poste
in essere da un complesso apparato di organi, enti e uffici (i soggetti della pubblica ammi-
nistrazione)
. Quindi, si parla di
pubblica amministrazione
:
in senso soggettivo
,
quando si fa riferimento all’insieme di organi, enti e uffici e in
generale all’insieme di tutti i soggetti che svolgono attività amministrativa
;
in senso oggettivo
,
quando si fa riferimento all’attività concreta volta a realizzare gli
obiettivi di carattere generale decisi in sede politica.
Secondo i dettami della nostra Costituzione l’attività amministrativa e la sua organiz-
zazione devono informarsi ai seguenti principi fondamentali:
1
il
principio del decentramento
(art. 5), che viene inteso:
sia sotto il profilo
burocratico
, se è volto a conferire maggiore autonomia agli organi
periferici dell’amministrazione statale, in quanto dislocati sul territorio e, dunque, più
vicini alle esigenze dei cittadini e in grado di tradurre le decisioni di tipo generale in
misure concrete (per es. l’agenzia delle entrate è organo periferico del ministero
dell’economia e delle finanze);
sia sotto il profilo istituzionale
, quando lo Stato attribuisce determinate competenze
o funzioni ad altri soggetti diversi da sé (per es. le regioni), ma che hanno le medesi-
me finalità di benessere collettivo;
2
il
principio di legalità
(art. 97 Cost.),
in base al quale l’attività amministrativa deve
svolgersi entro gli ambiti delineati da norme di legge e in modo da non ledere i diritti
dei cittadini
; il principio di legalità impone, dunque, un controllo e una limitazione
all’attività della pubblica amministrazione, dal momento che le leggi vengono emanate
dal parlamento, composto dai rappresentanti del popolo;
3
il
principio dell’imparzialità
(art. 97 Cost.),
che impone alla pubblica amministrazione di
trattare tutti i cittadini in modo uguale, senza favoritismi né discriminazioni
; pertanto, è compito
della pubblica amministrazione contemperare gli interessi pubblici con quelli privati consentendo
il sacrificio degli interessi privati solo in presenza di un superiore interesse collettivo;
4
il
principio del buon andamento
(art. 97 Cost.) dell’amministrazione sotto il profilo
dell’
efficienza
e dell’
efficacia
,
nel senso che la pubblica amministrazione deve saper
utilizzare al meglio le risorse a disposizione per raggiungere gli obiettivi posti
.
5
il
principio del pluralismo
(art. 2 e 5 Cost.) in base al quale le istanze popolari tro-
vano capacità di rappresentazione in una articolata struttura di istituzioni.
Ai principi costituzionali se ne sono aggiunti altri che hanno trovato attuazione nella
riforma degli enti locali entrata in vigore con la legge 142/1990; sono:
il
principio della trasparenza e del diritto di accesso
(l. 142/1990)
che consente al
cittadino di conoscere i tempi e il nome del funzionario responsabile del procedimen-
to burocratico e di accedere agli atti che lo riguardano
;
i
principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza
(art. 118 Cost. e l. 59/1997),
in base ai quali le competenze amministrative spettano in via generale all’autorità o
livello di governo
più vicini
ai cittadini, tenendo conto delle diverse caratteristiche dei
vari livelli di governo e della loro effettiva capacità di soddisfarne le aspettative
.
I principi della
Costituzione
La riforma
degli enti locali:
principi
24
L e z i o n e
Dizionario
IT/EN
burocratico
riguardante
l'organizzazione e il
funzionamento degli
uffici pubblici;
si definisce
“burocrazia”
l'insieme degli uffici
e del personale
preposti
all'applicazione delle
norme emanate da
organi della pubblica
amministrazione.
Caso
pratico