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Le congiunzioni coordinanti (1):
le copulative e le avversative
Come tradurre (1)
I connettivi sintattici, degli amici preziosi
Per tradurre con successo dal latino non bisogna
limitarsi a conoscere e applicare meccanicamente
le regole, e analizzare e riconoscere correttamen-
te ciascuna forma nominale e verbale, ma è fon-
damentale stabilire dei
collegamenti logici
fra i
singoli termini e le singole frasi. A questo scopo è
necessario lasciarsi guidare dai
connettivi sintat-
tici
, e cioè dalle
congiunzioni
, che possono già
orientarci sul senso di quanto stiamo per leggere.
Vediamo qualche esempio.
Molto semplicemente, se leggendo un periodo
italiano incontro una
«e»
, posso essere certo
che quanto vado a scoprire proseguendo nella
mia lettura sarà un qualcosa che
si aggiunge
a
quanto ho appena letto. Viceversa, se trovo un
«oppure»
mi devo preparare a leggere
un’al-
ternativa
a quanto precede. Analogamente, se
trovo un
«quindi»
mi aspetto una
conseguen-
za
, se trovo un
«infatti»
mi predispongo a una
conclusione
, se trovo un
«ma»
mi preparo a
un’opposizione
e così via.
Cominciamo dunque a esaminare le congiunzioni,
che si rivelano delle spie preziose per guidarci alla
comprensione del periodare latino.
Le congiunzioni
Le
congiunzioni
, in italiano come in latino, sta-
biliscono
collegamenti
tra gli elementi della fra-
se o tra più frasi all’interno di un periodo. A se-
conda della loro funzione, le congiunzioni si di-
stinguono in:
•
coordinanti
, se legano elementi di una frase op-
pure più frasi appartenenti alla
stessa categoria
o aventi la
stessa funzione logica
:
ESEMPIO
Marta
e
Marco sono amici.
(soggetto + soggetto)
Andiamo da Paolo
e
finiamo il lavoro.
(prop. princ. + prop. coordinata alla principale)
•
subordinanti
, se collegano due proposizioni
stabilendo fra loro un rapporto gerarchico di
subordinazione: da una proposizione reggente
(o principale) fanno dipendere una proposizio-
ne dipendente subordinata:
ESEMPIO
Andiamo da Paolo
affinchè
finisca il lavoro
(prop. princ. + prop. subordinata alla principale)
A seconda del significato di cui sono portatrici,
le congiunzioni
subordinanti
sono suddivise in
gruppi
, il cui nome deriva dal
tipo di subordina-
ta
che introducono (finale, causale, consecutiva,
temporale, concessiva, dichiarativa, relativa, mo-
dale, interrogative ecc.).
Le congiunzioni
coordinanti
invece possono es-
sere:
•
copulative
, quando collegano due elementi sem-
plicemente accostandoli (es. «e»);
•
disgiuntive
, se collegano due elementi (parole
o frasi) ponendoli in alternativa (es.: «o», «op-
pure»);
•
avversative
, quando stabiliscono una contrap-
posizione tra gli elementi (parole o frasi) che
connettono (es. «ma»);
•
dichiarative
, se introducono la spiegazio-
ne di quanto esposto in precedenza (es. «in-
fatti»);
•
correlative
, quando pongono in rapporto di
reciproca corrispondenza due elementi (paro-
le o frasi, es.: «sia… sia», «non solo… ma an-
che»);
•
conclusive
, se collegano frasi o parole di cui
una è conseguenza o conclusione dell’altra (es.
«quindi», «dunque»).
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