Si dicono
labour intensive
le
attività o i settori produttivi
i cui processi si svolgono
impiegando in misura
fortemente prevalente il fattore
lavoro rispetto al fattore
capitale (macchinari,
attrezzature, ecc.).
Il fattore lavoro come risorsa
strategica dell’impresa
LEZIONE
1
La crescente
internazionalizzazione dei mercati
e la sempre più agguerrita concorrenza che
le imprese si trovano a dover affrontare nell’attuale realtà economica impongono ad esse di
compiere ogni possibile sforzo per migliorare la loro
competitività
, ricercando e potenziando
continuamente i fattori che la determinano.
Tra i fattori che costituiscono un
vantaggio competitivo
❖
per qualsiasi tipo di impresa, indi-
pendentemente dall’attività svolta e dalle dimensioni aziendali, hanno un rilievo di primo
piano le
risorse umane
e, in particolare il
personale dipendente
, di cui l’impresa dispone.
Infatti, sia nei settori più tradizionali, caratterizzati da un intenso impiego di mano d’opera
(settori
labout intensive
), sia nei settori in cui si attuano produzioni più complesse e innova-
tive, con forti investimenti in impianti, macchinari, ecc. (settori
capital intensive
), la qualità
del
capitale umano
è l’elemento che gioca un ruolo fondamentale nel determinare il successo
o l’insuccesso delle imprese sul mercato.
Con ciò si vuole dire che le capacità professionali, l’ingegnosità, la creatività, e le altre qualità
dei lavoratori fanno sì che il personale dipendente possa considerarsi una vera e propria
risorsa strategica
dell’azienda, cioè un fattore in grado di
influire in maniera decisiva e dura-
tura sui risultati
che essa riuscirà a conseguire nel tempo.
L’importanza del “fattore lavoro” per il successo dell’impresa non riguarda soltanto i diri-
genti, ossia il
management
, ma tutti i dipendenti. Tutti, cioè, vanno impiegati dando loro
la possibilità di svolgere il proprio lavoro secondo le
attitudini
e le
competenze di ciascuno
e cercando di esaltarne sia le doti individuali sia le capacità di lavorare “facendo squadra”.
I lavoratori, quindi, non devono essere considerati come semplici “portatori di un fattore
produttivo”, ma vanno valorizzati come
persone
, nella consapevolezza che le risorse umane
sono il vero
centro motore
di tutta l’attività aziendale. Solo così, si potranno favorire nei
dipendenti quegli atteggiamenti di
collaborazione
, di
partecipazione
e di reale
condivisione
degli obiettivi aziendali
, che sono i presupposti per ottenere risultati positivi sul piano del
rendimento produttivo e, quindi, per il buon andamento del sistema azienda.
Sotto questo profilo, giocano un ruolo essenziale i rapporti che si instaurano tra la direzione
aziendale e i dipendenti o, più generalmente, tra i dirigenti e i loro subordinati. Ci riferiamo
alle modalità di esercizio dell’autorità e del potere nell’ambito della struttura organizzativa,
cioè a quello che si chiama
stile di direzione
. Ora, non c’è dubbio che, se si vuole che gli
obiettivi aziendali siano compresi e accettati a tutti i livelli dell’organizzazione, è preferibile
adottare uno
stile partecipativo
, che coinvolge i dipendenti nelle scelte e nelle decisioni,
piuttosto che uno
stile autoritario
, nel quale le decisioni sono rigidamente imposte dall’alto.
Un altro aspetto da considerare è che il progresso tecnologico e la continua ricerca di
nuovi processi produttivi hanno portato all’introduzione di impianti sempre più avanzati,
che richiedono alla gran parte dei lavoratori elevati livelli di
specializzazione
e di
professio-
nalità
. Si è così sviluppato un
nuovo modo di lavorare e di produrre
, nel quale la gestione del
personale è orientata, tra l’altro:
■
ad accordare una
maggiore autonomia operativa
ai dipendenti;
■
a promuovere il
lavoro di squadra
(
team work
), mediante la costituzione di gruppi di lavo-
ro formati da persone capaci di integrarsi fra loro e di collaborare in vista di un comune
obiettivo;
■
a riconoscere ai singoli dipendenti un certo
potere di iniziativa
, così che essi si sentano
“partecipi” dei destini aziendali.
Ciò ha condotto all’affermarsi di forme organizzative via via più “snelle”, basate su
pochi
livelli gerarchici
, nelle quali il fattore lavoro ha trovato un’adeguata valorizzazione e nelle
quali – nell’ambito dell’architettura organizzativa delle aziende – si è avuta la formazione di
un’apposita
direzione specialistica
o di un apposito
servizio
che si occupa ad ampio raggio
della
gestione delle risorse umane
.
La
funzione del personale
, allora, non si limita più alla semplice gestione degli aspetti
contrattuali e burocratici dei r apporti di lavoro (buste paga, rapporti con gli enti previ-
denziali, ecc.), ma si estende a tutta l’attività che va dalla
programmazione dei fabbisogni di
personale
e dalla
ricerca e selezione
dei soggetti più adatti a svolgere determinati compiti, fino
La funzione
■
del personale
52
•
Esercizi
272
ATTIVITÀ
Si dicono
capital intensive
le
attività o i settori produttivi ad
alta intensità di capitale, cioè
quelli che impiegano in misura
fortemente prevalente il fattore
capitale rispetto al fattore
lavoro.
❖
Vantaggio competitivo
Tutto ciò su cui si fonda la capacità
di un’impresa di ottenere, per
un tempo medio-lungo, risultati,
in termini di reddito, superiori
rispetto alla media dei suoi diretti
concorrenti.
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