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CHIMICA E SALUTE
Salviamo la pelle!
Un tempo veramente breve, di pochi minuti, è sufficiente affinché l’esposizione ai
raggi solari possa provocare arrossamenti e scottature: l’eritema solare. A lungo
termine, un’eccessiva esposizione al Sole provoca l’ispessimento e l’invecchiamento
della pelle, oltre a favorire la formazione di tumori cutanei, poiché i raggi solari
danneggiano il DNA cellulare.
Il pericolo dei raggi UV
I danni cellulari sono provocati dai rag-
gi ultravioletti (UV): le radiazioni
che coprono la porzione dello spet-
tro elettromagnetico corrispon-
dente a lunghezze d’onda com-
prese tra 100 e 400 nanometri.
In generale, indipendentemen-
te dal fatto che provengano dal
Sole o da sorgenti artificiali, la
capacità di penetrazione e
quindi la “pericolosità” per
l’uomo dei raggi UV aumenta
al diminuire della lunghezza
d’onda (
figura A
).
Sebbene una parte della radia-
zione ultravioletta di origine solare
venga bloccata in quota dallo strato di
ozono, una percentuale non indifferente
giunge sino a noi. (A causa del “buco del-
l’ozono” sembra che questa parte sia cresciuta
negli ultimi anni!)
Filtri chimici e filtri fisici
Per difendersi dalle radiazioni solari nocive si
fa spesso uso di creme protettive (i filtri solari)
che impediscono ai raggi UV di penetrare nel-
la pelle.
Le creme solari possono contenere preparati di
due tipi: i filtri chimici sono composti aroma-
tici come i benzofenoni e l’acido p-ammino-
benzoico, che assorbono le radiazioni ultravio-
lette; quelli fisici contengono polveri di diossi-
do di titanio e di ossido di zinco, dotate di un
elevato potere riflettente, come dei microsco-
pici specchi.
Il fattore di protezione, che troviamo scritto
sulla confezione, ci dice di quante volte pos-
siamo aumentare l’esposizione al Sole senza
correre il rischio di scottarci (
figura B
): se per
esempio la nostra pelle resiste al Sole solo 10
minuti senza protezione, una crema con fatto-
re 10 ci permette di rimanere esposti sino a
100 minuti.
figura A
Le lampade abbronzanti emettono raggi UV tanto
dannosi per la pelle quanto quelli solari.
figura B
Poiché la sensibilità cutanea è notevolmente
diversa da persona a persona e i livelli di UV nella
radiazione solare sono molto variabili con la
latitudine, l’altitudine le condizioni dell’atmosfera e
l’ora del giorno, il fattore di protezione rappresenta
un’indicazione di massima e non un dato esatto.
Nessuna crema, inoltre, è in grado di fornire uno
schermo totale dai raggi UV.