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piani perpendicolari tra loro e alla direzione in cui l’onda si propaga nello spa-
zio (
figura 14
). La luce non è quindi la perturbazione di un mezzo materiale ed è
per questo motivo che, a differenza delle onde meccaniche, viaggia anche nel
vuoto.
y
z
x
direzione
di propagazione
campo elettrico
campo magnetico
y
ventre
nodo
cresta
x
figura 16
Onde di differente frequenza.
un secondo
crescente
f crescente
figura 14
Rappresentazione di un’onda
elettromagnetica:
i due campi oscillano
perpendicolarmente tra loro e
contemporaneamente si spostano
nello spazio.
figura 15
La lunghezza d’onda
λ
.
Nonostante questa fondamentale differenza, tutte le onde sono definite
dagli stessi parametri:
la
lunghezza d’onda
λ
, ossia la distanza tra due massimi (
creste
) o due
minimi (
ventri
) successivi dell’onda (
figura 15
), che si misura in metri;
la
frequenza
f
, ossia il numero di oscillazioni nell’unità di tempo (
figura 16
),
che si misura in
hertz
(simbolo
Hz
, 1 Hz
=
1 s
1
);
la
velocità di propagazione
v
, che assume valori diversi a seconda del ti-
po di onda e del mezzo in cui si propaga;
l’
ampiezza dell’onda
A
, ossia la distanza tra la cresta dell’onda e l’asse di
propagazione, il cui quadrato,
A
2
, è la misura dell’
intensità
dell’onda.
La frequenza e la lunghezza d’onda sono inversamente proporzionali l’una
all’altra e il loro prodotto corrisponde alla velocità di propagazione dell’on-
da, che è costante. Questa, nel caso delle onde elettromagnetiche nel vuoto,
si indica con
c
ed è uguale a 3,00
10
8
m/s (300 000 km/s).
Per la luce che si propaga nel vuoto (o nell’aria) possiamo pertanto scrive-
re la seguente relazione:
λ
f
=
c
da cui
λ =
e
f
=
c
λ
c
f
frequenza (Hz)
velocità della luce
(3,00
10
8
m/s)
lunghezza
d’onda (m)