1.
All’origine della grande stagione delle esplorazioni:
il Portogallo
La crociata degli Stati
cattolici contro i
musulmani della Penisola
iberica prosegue in Africa.
I
viaggi d’esplorazione
e la conquista dei nuovi mon-
di furono un’impresa collettiva che mobilitò le energie
dell’intera Europa, ma nella loro fase iniziale i prota-
gonisti furono due regni cristiani della Penisola iberi-
ca: il
Portogallo
e la
Castiglia
.
L’identità degli Stati cattolici era stata profondamente segnata dalla lot-
ta contro i vicini islamici: l’idea di crociata era stata dominante nella Pe-
nisola iberica e, almeno in un primo tempo, le spedizioni navali oltre lo
stretto di Gibilterra furono una sorta di prosecuzione della
Reconquista
(
❯
p. 43). Del resto, già prima che questa fosse completata, i portoghesi ave-
vano portato lo scontro sulla costa nordafricana, occupando nel 1415 la città
di Ceuta (ancora oggi spagnola benché circondata dal territorio del Marocco).
La tradizione della
Reconquista
e della
lotta contro i musulmani
si accom-
pagnava alla volontà di
proselitismo
. Al di là del mare vi erano popoli
ancora pagani, ma forse ben disposti alla conversione, ai quali bisogna-
va portare l’annuncio del Vangelo. In questa prospettiva assume un signi-
ficato simbolico il fatto che Colombo sia salpato per la sua impresa poco
dopo la caduta di Granada, ultimo Regno musulmano in Spagna, e negli
stessi anni in cui venivano espulsi in massa gli ebrei iberici che rifiutava-
no di convertirsi. Una lunga fase nei rapporti fra cristiani e infedeli si era
conclusa con la vittoria dei primi e se ne stava aprendo un’altra, che avreb-
be posto problemi nuovi. I musulmani non erano solo degli infedeli, ma
anche scomodi intermediari che sui due capi opposti del Mediterraneo, in
Marocco e in Turchia, controllavano gli
sbocchi commerciali
di due fra le
merci più desiderate dagli europei: l’oro e le spezie.
Nell’Europa della fine del Trecento, la mancanza dell’oro era avvertita come
un drammatico problema non solo economico, ma anche politico. L’
oro
africano
era diventato ancor più importante, sul finire del Medioevo, quan-
do la produzione delle miniere del vecchio continente si era esaurita e gli
scambi commerciali con l’Oriente trascinavano in quella direzione grandi
quantità di metalli preziosi, poiché l’Europa non aveva altre merci di scam-
bio per acquistare i prodotti di lusso dell’Asia. La maggior parte dell’oro
che circolava in Occidente proveniva fin dalla remota antichità dal centro
dell’
Africa
. Nel Medioevo l’oro africano attraversava il Sahara, trasportato
da carovane musulmane che facevano tappa in alcune oasi
del deserto prima di arrivare nelle grandi città marocchine
di Marrakech o Fez e poi al Mediterraneo.
La conquista
di Costantinopoli da
parte dei turchi rende più
urgente trovare una nuova
via marittima per le Indie.
Le
spezie
provenienti
dall’Asia orien-
tale
venivano invece acquistate dai mer-
canti europei – soprattutto italiani –
nelle città musulmane dell’Egitto e del-
la Siria come Alessandria, Antiochia,
Aleppo (
❯
Carta
p. 280). La conquista di Costantinopoli da
parte dei turchi nel 1453 (
❯
p. 259) cambiò in parte la si-
tuazione nel Mediterraneo. Per i mercanti e i governi fu un
duro colpo, perché nel 1517 i turchi raggiunsero anche l’Egit-
to, occupando tutti gli sbocchi sul Mediterraneo e monopo-
lizzando il commercio delle spezie. I traffici europei nel Me-
diterraneo orientale divennero sempre più difficili: una dif-
ficoltà questa che tuttavia prometteva grandi ricchezze a chi
avesse raggiunto le Indie per altra via.
Queste motivazioni riguardavano l’Europa nel suo insieme,
ma i regni iberici, per la loro storia e per la loro collocazio-
ne geografica, avevano sicuramente una posizione privile-
giata, che li rese i più attivi promotori delle nuove esplora-
zioni geografiche.
La raccolta del pepe in una miniatura tratta da un
esemplare del
Milione
di Marco Polo. Le merci più
richieste dai mercanti occidentali oltre all’oro, che
veniva acquistato nell’Africa centrale, erano le spezie,
il cui approvvigionamento si svolgeva prevalentemente
nell’Asia orientale. Nel Mediterraneo il traffico di questi
prodotti era di fatto controllato dai mercanti arabi e
dopo la caduta di Costantinopoli in mano ai turchi la
situazione dei commerci divenne ancora più difficile.
Glossario
Proselitismo
Attività finalizzata a convertire a
una determinata religione (o dottrina) quanti più
individui possibile.
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