Una guerra inevitabile? Come e perché è scoppiata la Prima guerra mondiale | con Adriano Roccucci

Obiettivi

La domanda sul perché è scoppiata la Prima guerra mondiale ha accompagnato la riflessione sulla Grande guerra fin dal Congresso di Parigi. È stato un interrogativo che si è sovente tramutato in una ricerca del colpevole, individuato nella Germania sin dal trattato di Versailles (art. 231). Tornare a interrogarsi sulle origini della Prima guerra mondiale con un’ottica che vada oltre l’attribuzione delle colpe e che si concentri sulle modalità del processo che ha condotto allo scoppio del conflitto è l’obiettivo della lezione. L’acquisizione di una prospettiva non più eurocentrica, ma in grado di collegare le vicende del continente europeo all’orizzonte mondiale consolidatosi nel passaggio di secolo, permette di comprendere con più profondità gli stessi eventi europei. La Grande guerra non era uno spartito già scritto che andava solamente eseguito. L’attentato di Sarajevo non fu il pretesto atteso per iniziare il concerto. La cacofonia che prese avvio nell’agosto 1914 fu il risultato di scelte, valutazioni, strategie, non predeterminate, spesso invece prodotte con una qualche improvvisazione o con una certa inconsapevolezza da una classe dirigente europea che, preda di una sindrome di sonnambulismo, aveva trascurato di accordare i propri strumenti culturali e politici. 

 

Si parlerà di:

  • Alla ricerca del colpevole?
  • L’Europa guarda al mondo.
  • La politica mondiale modifica il quadro europeo.
  • I Balcani: l’annessione asburgica della Bosnia-Erzegovina (1908).
  • I Balcani: esplosione di violenza.
  • L’attesa della guerra.
  • L’attentato di Sarajevo: casus belli di una guerra inevitabile?

Relatore

Adriano Roccucci insegna Storia contemporanea presso il Dipartimento di Filosofia Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre. I suoi interessi di ricerca si sono rivolti, tra l’altro, alla crisi dello Stato liberale in Italia dall’età giolittiana all’avvento del fascismo, alla storia russa in età contemporanea, alla politica estera sovietica nei confronti dell’Europa occidentale, al rapporto fra nazione e religione nell’Europa centro-orientale. Tra i suoi studi ricordiamo Roma capitale del nazionalismo 1908-1923 (2001) e Stalin e il patriarca. Chiesa ortodossa e potere sovietico 1917-1958 (2011). È autore, con Lucio Caracciolo, del manuale Storia contemporanea. Dal mondo europeo al mondo senza centro (Le Monnier Università, 2017).

Materiale didattico

Tutti i partecipanti riceveranno al termine dell’evento delle schede di approfondimento sul tema oggetto dell’incontro, realizzate a cura della redazione sulla base delle indicazioni del Relatore.

Come partecipare

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