La punteggiatura percepita

Giuseppe Antonelli

All’interno della norma grammaticale, le regole dell’interpunzione hanno sempre avuto uno statuto speciale. È evidente, tuttavia, che la scrittura telematica sta rapidamente cambiando la percezione collettiva dei segni di punteggiatura. Nelle chat e nei social network la punteggiatura gode oggi di una nuova centralità e autonomia. Le licenze che prima erano riservate agli scrittori appaiono ormai un diritto di tutti; il che rende la punteggiatura molto più libera e soggettiva, sempre più distante dalla grammatica. Un tempo si oscillava tra la punteggiatura per l’orecchio (mirante a rendere le pause del discorso) e quella per l’occhio (più attenta alle scansioni logiche e sintattiche). Oggi sarebbe più giusto parlare di punteggiatura per il cuore, visto che a dominare sono – come per emoticon ed emoji – le emozioni.


Giuseppe Antonelli: professore ordinario di Storia della lingua italiana all’Università di Pavia, collabora all’inserto “La lettura” del “Corriere della Sera” e racconta storie di parole su Rai Tre; con Emiliano Picchiorri è autore della grammatica per il biennio L’italiano, gli italiani e L’italiano siamo noi (Mondadori Education); con Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin cura la Storia dell’italiano scritto (Carocci, 4 voll.). Tra i suoi ultimi libri: La lingua in cui viviamo. Guida all’italiano scritto, parlato, digitato (Rizzoli); Il museo della lingua italiana (Mondadori).