Sotto un cielo d’ottobre
La settimana mondiale dello spazio
di Pierdomenico Memeo
- Argomenti: Astrofisica, Storia della fisica
“A volte un singolo sogno è quanto basta per illuminare il cielo intero.”
Homer H. Hickam (Rocket Boys, 1998)
Comunicato TASS (Agenzia dei telegrafi dell’Unione Sovietica)
[...] Grazie al grande impegno degli istituti di ricerca scientifica e degli uffici di progettazione, è stato creato il primo satellite artificiale della Terra al mondo. Il 4 ottobre 1957, l'URSS ha lanciato con successo il primo satellite.
[...] Il successo del lancio del primo satellite terrestre creato dall'uomo rappresenta un contributo fondamentale al patrimonio scientifico e culturale mondiale. Gli esperimenti scientifici condotti a una tale altitudine sono di enorme importanza per la comprensione delle proprietà dello spazio cosmico e lo studio della Terra come pianeta del nostro sistema solare.
“Pravda”, 5 ottobre 1957
Un singolo comunicato stampa, pubblicato sul giornale il giorno dopo l’evento. Potrebbe non sembrare una cosa importante, ma in realtà questa notizia avrebbe cambiato il futuro per sempre.
Il 4 ottobre 1957 dal poligono di Tyuratam nella Repubblica Socialista Sovietica del Kazakistan, allora parte dell’Unione Sovietica, a bordo di un missile balistico intercontinentale R-7 modificato per l’occasione, venne lanciato uno strumento noto solo come “Oggetto-PS” [Oбъект-ПС]
Una sfera in lega di alluminio dal diametro di 58 cm per 84 chili di peso, dotata di 4 antenne radio dalla lunghezza di circa 2 metri e mezzo. Dopo un’ascesa di poco più di 5 minuti, l’Oggetto-PS completò la sua sequenza di separazione dallo stadio secondario, inserendosi in un’orbita ellittica intorno alla Terra, con una distanza massima e minima dalla superficie pari rispettivamente a circa 900 e 200 chilometri di quota.
Al completamento della prima orbita l’oggetto venne ufficialmente designato Sputnik-1 [Спутник-1] e il successo del lancio fu annunciato con una telefonata da Sergej Korolëv, padre della missilistica sovietica, a Nikita Khrushchev, Premier dell’Unione Sovietica.
In effetti, questo strumento dal nome semplice non poteva fare molto, ma faceva una cosa molto importante: poteva infatti trasmettere due tipi di segnali radio, tra cui uno composto da brevi impulsi che si ripetevano ogni 0,3 secondi su una frequenza a 20.005 MHz, compatibile con le più comuni radio commerciali e fatto apposta per essere ascoltato in tutto il mondo, compresi i Paesi occidentali.
Per 22 giorni, Sputnik-1 continuò a trasmettere quel segnale, sorvolando tutti i continenti abitati, fino all’esaurimento delle sue batterie. Infine, l’oggetto si distrusse come previsto durante il rientro nell’atmosfera il 4 gennaio 1958, dopo 1440 orbite totali.
Ma il segnale era stato lanciato, ed era un segnale chiarissimo per chiunque volesse capirlo: l’Era Spaziale era iniziata.
Il compagno di viaggio
Il primo oggetto artificiale costruito dagli esseri umani per andare in orbita intorno alla Terra era stato battezzato dal Ministero dell’Industria sovietico Sputnik-1 [Спутник-1].
La parola “sputnik”, spesso utilizzata come un nome proprio nella documentazione occidentale, è in realtà una parola composta da tre elementi:
s- [c-], un prefisso che significa “con, insieme a”;
put’ [путь], che significa “strada, percorso, viaggio”;
-nik [-ник], un suffisso che indica la persone o l’oggetto che compie una azione;
L’unione delle ultime due parti, putnik, significa quindi “chi compie un viaggio, viaggiatore” e di conseguenza sputnik significa “chi viaggia insieme, compagno di viaggio”.
In russo questa è una parola molto comune, e significa in maniera molto generica una persona con cui si condivide un percorso, sia in senso letterale che metaforico, come un coniuge o un compare.
In astronomia e astronautica, al contrario, è la parola specifica utilizzata per indicare un satellite, sia naturale (come la luna di un pianeta) che artificiale (qualunque oggetto costruito dagli esseri umani per orbitare intorno a un corpo celeste): Sputnik-1 significa quindi semplicemente “Satellite-1”.
[Parallelamente, la parola italiana satellite deriva invece dal latino satelles, -ites che significa a sua volta “assistente, scorta, seguace”.]
La parola “sputnik”, spesso utilizzata come un nome proprio nella documentazione occidentale, è in realtà una parola composta da tre elementi:
s- [c-], un prefisso che significa “con, insieme a”;
put’ [путь], che significa “strada, percorso, viaggio”;
-nik [-ник], un suffisso che indica la persone o l’oggetto che compie una azione;
L’unione delle ultime due parti, putnik, significa quindi “chi compie un viaggio, viaggiatore” e di conseguenza sputnik significa “chi viaggia insieme, compagno di viaggio”.
In russo questa è una parola molto comune, e significa in maniera molto generica una persona con cui si condivide un percorso, sia in senso letterale che metaforico, come un coniuge o un compare.
In astronomia e astronautica, al contrario, è la parola specifica utilizzata per indicare un satellite, sia naturale (come la luna di un pianeta) che artificiale (qualunque oggetto costruito dagli esseri umani per orbitare intorno a un corpo celeste): Sputnik-1 significa quindi semplicemente “Satellite-1”.
[Parallelamente, la parola italiana satellite deriva invece dal latino satelles, -ites che significa a sua volta “assistente, scorta, seguace”.]
Il tempo dello spazio
Appena dieci anni più tardi, il 10 ottobre 1967, entrò in vigore quello che diventerà noto come il Trattato sullo spazio extra-atmosferico (in inglese Outer Space Treaty, in russo Dogovor o kosmose [Договор о космосе]).
Questo trattato multilaterale, frutto dei contributi di numerosi paesi ma principalmente di Stati Uniti, Unione Sovietica e Regno Unito, costituì la base giuridica del diritto internazionale aerospaziale e, significativamente, dichiarando lo spazio e i corpi celesti come “patrimonio comune dell’umanità”, affermando la libertà di ciascun paese di perseguire l’esplorazione e la ricerca scientifica nello spazio, impedendo l’appropriazione di qualunque territorio al di là della superficie terrestre, e vietando l’uso militare delle installazioni spaziali.
Queste due date, fondamentali per l’esplorazione dello spazio e la cooperazione tra i diversi paesi nelle imprese spaziali, sono state scelte simbolicamente come i confini temporali della Settimana Mondiale dello Spazio, un evento che unisce passato e futuro nel celebrare i successi e riconoscere le sfide dell’esplorazione spaziale.
L’idea di dedicare ogni anno una settimana allo spazio nacque ufficialmente il 6 dicembre 1999, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamò la prima Settimana Mondiale dello Spazio, con lo scopo di evidenziare i contributi della scienza e della tecnologia spaziale per il miglioramento delle condizioni delle persone e la protezione della salute del pianeta Terra.
L’evento si pone quindi l’obiettivo di diffondere la conoscenza dei benefici che la ricerca spaziale porta nella vita quotidiana, e incoraggiare le nuove generazioni a perseguire gli studi nelle discipline STEM legate all’esplorazione dello spazio, così come a promuovere la collaborazione internazionale in ambito spaziale.
Dalla sua istituzione, la Settimana dello Spazio è cresciuta fino a diventare il più grande evento annuale legato alla diffusione delle scienze spaziali, con migliaia di eventi in un centinaio di paesi in tutto il mondo, come attività didattiche, mostre d’arte e scienza, conferenze e seminari, serate di osservazione e spettacoli ai planetari.
A partire dal 2000, le iniziative si sono concentrate intorno a un tema globale selezionato di anno in anno per rappresentare le sfide che abbiamo di fronte in ambito spaziale. Tra i temi degli ultimi anni, “I satelliti migliorano la vita” (2020), “Donne nello spazio” (2021), “Spazio e sostenibilità” (2022), “Spazio e cambiamento climatico” (2024).
In questo 2025, il tema è “Vivere nello spazio”, dedicato al presente e al futuro della vita nello spazio, dagli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale ai possibili futuri abitanti della Luna e di Marte. Non possiamo mai dimenticare infatti che le innovazioni tecnologiche sviluppate in seno alla ricerca spaziale, pensare per rendere possibili le attività in orbita, hanno avuto ricadute sorprendenti per la vita sulla Terra, dalle tecnologie di riciclo e riutilizzo delle acque agli sviluppi della telemedicina, fino alla progettazione di molecole farmacologiche in microgravità.
Queste applicazioni concrete mostrano infatti come l’esplorazione umana dello spazio non sia solo un obiettivo per la scienza di base, ma un pilastro tecnologico fondamentale al servizio della società. Diffondere questa la consapevolezza è centrale nelle manifestazioni della Settimana dello Spazio, durante la quale è possibile tracciare un collegamento diretto tra le missioni spaziali e la vita quotidiana. Per alcuni esempi, è possibile consultare l’articolo Tecnologie spaziali per la vita di tutti i giorni.
Questo trattato multilaterale, frutto dei contributi di numerosi paesi ma principalmente di Stati Uniti, Unione Sovietica e Regno Unito, costituì la base giuridica del diritto internazionale aerospaziale e, significativamente, dichiarando lo spazio e i corpi celesti come “patrimonio comune dell’umanità”, affermando la libertà di ciascun paese di perseguire l’esplorazione e la ricerca scientifica nello spazio, impedendo l’appropriazione di qualunque territorio al di là della superficie terrestre, e vietando l’uso militare delle installazioni spaziali.
Queste due date, fondamentali per l’esplorazione dello spazio e la cooperazione tra i diversi paesi nelle imprese spaziali, sono state scelte simbolicamente come i confini temporali della Settimana Mondiale dello Spazio, un evento che unisce passato e futuro nel celebrare i successi e riconoscere le sfide dell’esplorazione spaziale.
L’idea di dedicare ogni anno una settimana allo spazio nacque ufficialmente il 6 dicembre 1999, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamò la prima Settimana Mondiale dello Spazio, con lo scopo di evidenziare i contributi della scienza e della tecnologia spaziale per il miglioramento delle condizioni delle persone e la protezione della salute del pianeta Terra.
L’evento si pone quindi l’obiettivo di diffondere la conoscenza dei benefici che la ricerca spaziale porta nella vita quotidiana, e incoraggiare le nuove generazioni a perseguire gli studi nelle discipline STEM legate all’esplorazione dello spazio, così come a promuovere la collaborazione internazionale in ambito spaziale.
Dalla sua istituzione, la Settimana dello Spazio è cresciuta fino a diventare il più grande evento annuale legato alla diffusione delle scienze spaziali, con migliaia di eventi in un centinaio di paesi in tutto il mondo, come attività didattiche, mostre d’arte e scienza, conferenze e seminari, serate di osservazione e spettacoli ai planetari.
A partire dal 2000, le iniziative si sono concentrate intorno a un tema globale selezionato di anno in anno per rappresentare le sfide che abbiamo di fronte in ambito spaziale. Tra i temi degli ultimi anni, “I satelliti migliorano la vita” (2020), “Donne nello spazio” (2021), “Spazio e sostenibilità” (2022), “Spazio e cambiamento climatico” (2024).
In questo 2025, il tema è “Vivere nello spazio”, dedicato al presente e al futuro della vita nello spazio, dagli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale ai possibili futuri abitanti della Luna e di Marte. Non possiamo mai dimenticare infatti che le innovazioni tecnologiche sviluppate in seno alla ricerca spaziale, pensare per rendere possibili le attività in orbita, hanno avuto ricadute sorprendenti per la vita sulla Terra, dalle tecnologie di riciclo e riutilizzo delle acque agli sviluppi della telemedicina, fino alla progettazione di molecole farmacologiche in microgravità.
Queste applicazioni concrete mostrano infatti come l’esplorazione umana dello spazio non sia solo un obiettivo per la scienza di base, ma un pilastro tecnologico fondamentale al servizio della società. Diffondere questa la consapevolezza è centrale nelle manifestazioni della Settimana dello Spazio, durante la quale è possibile tracciare un collegamento diretto tra le missioni spaziali e la vita quotidiana. Per alcuni esempi, è possibile consultare l’articolo Tecnologie spaziali per la vita di tutti i giorni.
Attività didattiche e divulgative
Un tratto caratteristico della Settimana dello Spazio è inoltre la forte vocazione educativa. Molte iniziative sono infatti pensate per coinvolgere studenti di ogni età, dalla primaria alla secondaria di secondo grado, portando i temi spaziali fuori dai laboratori e dentro scuole e le classi
L’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e l’ESA (European Space Agency) forniscono attraverso progetti come ESERO (European Space Education Resource Office) materiali didattici e opportunità di partecipazione a concorsi per le classi (disegni, storytelling, esperimenti scientifici) legati al tema annuale della Settimana dello Spazio. Anche i musei scientifici e i planetari colgono l’occasione, organizzando aperture speciali, spettacoli serali e conferenze divulgative durante la settimana dal 4 al 10 ottobre.
È possibile trovare informazioni aggiornate su tutte queste iniziative consultando i siti degli enti coinvolti: laboratori di ricerca, università, musei, biblioteche, associazioni sul territorio, profili social di divulgatori e divulgatori.
L’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e l’ESA (European Space Agency) forniscono attraverso progetti come ESERO (European Space Education Resource Office) materiali didattici e opportunità di partecipazione a concorsi per le classi (disegni, storytelling, esperimenti scientifici) legati al tema annuale della Settimana dello Spazio. Anche i musei scientifici e i planetari colgono l’occasione, organizzando aperture speciali, spettacoli serali e conferenze divulgative durante la settimana dal 4 al 10 ottobre.
È possibile trovare informazioni aggiornate su tutte queste iniziative consultando i siti degli enti coinvolti: laboratori di ricerca, università, musei, biblioteche, associazioni sul territorio, profili social di divulgatori e divulgatori.
Proposta di attività per la classe
25 anni di Settimane nello Spazio
Questa attività ha l’obiettivo di scoprire i temi approfonditi durante le scorse Settimane dello Spazio. Facendo riferimento al sito della World Space Week, ogni studente/studentessa (o coppia di studenti/studentesse) sceglie un tema esplorato durante uno degli anni precedenti, compie alcune ricerche sull’argomento, e lo presenta in maniera organica e completa. Questa presentazione può prendere la forma di un elaborato scritto, di una presentazione orale, o di una presentazione digitale (Canva, Powerpoint, ecc.)
Dopo la presentazione, oppure in alternativa a essa, può essere organizzata una discussione in classe in cui ogni partecipante espone la sua opinione riguardo ai costi e alle ricadute della ricerca spaziale sulla Terra, e ottenere di volta in volta risposte dagli studenti/studentesse che hanno approfondito l’argomento.
I temi delle Settimane dello Spazio dal 2000 a oggi sono:
2000: THE SPACE MILLENIUM BEGINS
2001: INSPIRATION FROM SPACE
2002: SPACE AND DAILY LIFE
2003: SPACE HORIZON BEYOND EARTH
2004: SPACE FOR SUSTAINABLE DEVELOPMENT
2005: DISCOVERY AND IMAGINATION
2006: SPACE FOR SAVING LIFES
2007: 50 YEARS IN SPACE
2008: EXPLORING THE UNIVERSE
2009: SPACE FOR EDUCATION
2010: MYSTERIES OF THE COSMOS
2011: 50 YEARS OF HUMAN SPACEFLIGHT
2012: SPACE FOR HUMAN SAFETY AND SECURITY
2013: EXPLORING MARS, DISCOVERING EARTH
2014: SPACE GUIDING YOUR WAY
2015: DISCOVERY
2016: REMOTE SENSING, ENABLING OUR FUTURE
2017: EXPLORING NEW WORDS IN SPACE
2018: SPACE UNITED THE WORLD
2019: THE MOON: GATEWAY TO THE STARS
2020: SATELLITES IMPROVE LIFE
2021: WOMEN IN SPACE
2022: SPACE AND SUSTAINABILITY
2023: SPACE AND ENTREPRENEURSHIP
2024: SPACE & CLIMATE CHANGE
Questa attività ha l’obiettivo di scoprire i temi approfonditi durante le scorse Settimane dello Spazio. Facendo riferimento al sito della World Space Week, ogni studente/studentessa (o coppia di studenti/studentesse) sceglie un tema esplorato durante uno degli anni precedenti, compie alcune ricerche sull’argomento, e lo presenta in maniera organica e completa. Questa presentazione può prendere la forma di un elaborato scritto, di una presentazione orale, o di una presentazione digitale (Canva, Powerpoint, ecc.)
Dopo la presentazione, oppure in alternativa a essa, può essere organizzata una discussione in classe in cui ogni partecipante espone la sua opinione riguardo ai costi e alle ricadute della ricerca spaziale sulla Terra, e ottenere di volta in volta risposte dagli studenti/studentesse che hanno approfondito l’argomento.
I temi delle Settimane dello Spazio dal 2000 a oggi sono:
2000: THE SPACE MILLENIUM BEGINS
2001: INSPIRATION FROM SPACE
2002: SPACE AND DAILY LIFE
2003: SPACE HORIZON BEYOND EARTH
2004: SPACE FOR SUSTAINABLE DEVELOPMENT
2005: DISCOVERY AND IMAGINATION
2006: SPACE FOR SAVING LIFES
2007: 50 YEARS IN SPACE
2008: EXPLORING THE UNIVERSE
2009: SPACE FOR EDUCATION
2010: MYSTERIES OF THE COSMOS
2011: 50 YEARS OF HUMAN SPACEFLIGHT
2012: SPACE FOR HUMAN SAFETY AND SECURITY
2013: EXPLORING MARS, DISCOVERING EARTH
2014: SPACE GUIDING YOUR WAY
2015: DISCOVERY
2016: REMOTE SENSING, ENABLING OUR FUTURE
2017: EXPLORING NEW WORDS IN SPACE
2018: SPACE UNITED THE WORLD
2019: THE MOON: GATEWAY TO THE STARS
2020: SATELLITES IMPROVE LIFE
2021: WOMEN IN SPACE
2022: SPACE AND SUSTAINABILITY
2023: SPACE AND ENTREPRENEURSHIP
2024: SPACE & CLIMATE CHANGE
Sitografia
World Space Week
World Space Week | United Nations
Aftermath of Sputnik launch
Treaty on Principles Governing the Activities of States in the Exploration and Use of Outer Space, including the Moon and Other Celestial Bodies
European Space Agency
Agenzia Spaziale Italiana
ESERO Italia
Space Week – ESERO Italia
Pianificare una Space Week a scuola – ESERO Italia
World Space Week | United Nations
Aftermath of Sputnik launch
Treaty on Principles Governing the Activities of States in the Exploration and Use of Outer Space, including the Moon and Other Celestial Bodies
European Space Agency
Agenzia Spaziale Italiana
ESERO Italia
Space Week – ESERO Italia
Pianificare una Space Week a scuola – ESERO Italia
Bibliografia
Cielo d'ottobre
(Rocket Boys)
Homer H. Hickam jr.
Rizzoli (1999)
ISBN: 978-8817862615
Astrobufale
Tutto ciò che sappiamo (ma non dovremmo sapere) sullo spazio
Luca Perri
Rizzoli (2018)
ISBN: 978-8817103961
Houston, abbiamo un problema
Storie astronomiche di fallimenti di successo e altre sorprese
di Filippo Bonaventura (Autore), Lorenzo Colombo (Autore), Matteo Miluzio (A
Rizzoli (2022)
ISBN-13 : 978-8817162388
Astrofisica per ansiosi
Tutti i modi in cui l'universo potrebbe ucciderci
Licia Troisi
Rizzoli (2023)
ISBN: 978-8817183840
(Rocket Boys)
Homer H. Hickam jr.
Rizzoli (1999)
ISBN: 978-8817862615
Astrobufale
Tutto ciò che sappiamo (ma non dovremmo sapere) sullo spazio
Luca Perri
Rizzoli (2018)
ISBN: 978-8817103961
Houston, abbiamo un problema
Storie astronomiche di fallimenti di successo e altre sorprese
di Filippo Bonaventura (Autore), Lorenzo Colombo (Autore), Matteo Miluzio (A
Rizzoli (2022)
ISBN-13 : 978-8817162388
Astrofisica per ansiosi
Tutti i modi in cui l'universo potrebbe ucciderci
Licia Troisi
Rizzoli (2023)
ISBN: 978-8817183840