Configurazione del libro
- ANIMALITA'. IDEE ESTETICHE SULL'ANIMA DEGLI ANIMALI
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PP. VIII-154
ISBN 9788800860628
€ 10,00
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ANIMALITA'. IDEE ESTETICHE SULL'ANIMA DEGLI ANIMALI
Maddalena Mazzocut-Mis
Il testo
Se la differenza tra uomo e animale, come ci insegnano gli uomini del Settecento, si colma con una magnifica gradualità di forme viventi, compito della filosofia è quello di descrivere le peculiarità dell'uno e dell'altro senza perdere di vista che si tratta solo di differenze quantitative. Compito di chi legge il Settecento è però quello di non perdere mai di vista un'altra verità: quella per cui le differenze quantitative si possono trasformare in differenze qualitative. Ecco perché allora l'estetica dovrebbe preoccuparsi dell'animalità. Non si vuole qui indagare l'attrattiva che la vita animale esercita sull'artista. Non è nemmeno una prospettiva mimetica quella che viene affrontata. Piuttosto, a partire dall'analisi del ruolo dell'anima animale nel Settecento, ci si vuole avvicinare al significato di quei passi di Valéry nei quali il lavoro del mollusco, che emana la sua conchiglia, diventa la metafora del lavoro dell'artista. Nella conchiglia l'uomo vuole riconoscere un fare che gli appartiene, un produrre che gli è proprio, non tanto per la tecnica che in essa si esprime ma per quanto di misterioso, il mistero appunto della creazione artistica, in essa si cela.
L'autrice
Maddalena Mazzocut-Mis è docente di Estetica presso l'Università degli Studi di Milano.
L'indice
Introduzione; Capitolo primo. Una macchina complessa; Cartesio sì, Cartesio no; La muta eloquenza; Pensare il dolore; Anima e parola; «Ratio cognoscendi» o «ratio essendi»; Una differenza quantitativa; Da Rorario a Bayle; Una forma d'intelligenza animale; Capitolo secondo. L'anima animale; On n'est pas bête quand on croit n'avoir point d'esprit; L'anima delle bestie esiste!; «Ame des bêtes»; Boullier-Yvon contro Cartesio; Animali e uomini; Superiorità del'anima; Una sede per l'anima; Capitolo terzo. Il bisogno e il desiderio; Un infedele erede cartesiano; Un problema classico; Uomo: animale bisognoso; Anima e corpo; Uomo come macchina?; L'istruzione e la cultura; Capitolo quarto. Che cos'è l'animale; Un prototipo per animali e uomini; Meccanicismo, vitalismo...; Una definizione impossibile; Una scala interrotta; I sensi, il senso interno e l'anima; Umanità e animalità; Condillac contro Cartesio e Buffon; Istinto e ragione; Un errore solo umano; L'immaginazione; La produzione del linguaggio; Capitolo quinto. Simpatia e affinità elettive; Continuità e gradualità; Abitudine, istinto e traccia mnestica; Gli animali riflettono; Il fisico e il morale; Capitolo sesto. Il senso estetico; Sensibilità artistica; Nessun finalismo; Api e vespe; Che cos'è l'istinto: in conclusione; Bibliografia; Indice dei nomi
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Se la differenza tra uomo e animale, come ci insegnano gli uomini del Settecento, si colma con una magnifica gradualità di forme viventi, compito della filosofia è quello di descrivere le peculiarità dell'uno e dell'altro senza perdere di vista che si tratta solo di differenze quantitative. Compito di chi legge il Settecento è però quello di non perdere mai di vista un'altra verità: quella per cui le differenze quantitative si possono trasformare in differenze qualitative. Ecco perché allora l'estetica dovrebbe preoccuparsi dell'animalità. Non si vuole qui indagare l'attrattiva che la vita animale esercita sull'artista. Non è nemmeno una prospettiva mimetica quella che viene affrontata. Piuttosto, a partire dall'analisi del ruolo dell'anima animale nel Settecento, ci si vuole avvicinare al significato di quei passi di Valéry nei quali il lavoro del mollusco, che emana la sua conchiglia, diventa la metafora del lavoro dell'artista. Nella conchiglia l'uomo vuole riconoscere un fare che gli appartiene, un produrre che gli è proprio, non tanto per la tecnica che in essa si esprime ma per quanto di misterioso, il mistero appunto della creazione artistica, in essa si cela.
L'autrice
Maddalena Mazzocut-Mis è docente di Estetica presso l'Università degli Studi di Milano.
L'indice
Introduzione; Capitolo primo. Una macchina complessa; Cartesio sì, Cartesio no; La muta eloquenza; Pensare il dolore; Anima e parola; «Ratio cognoscendi» o «ratio essendi»; Una differenza quantitativa; Da Rorario a Bayle; Una forma d'intelligenza animale; Capitolo secondo. L'anima animale; On n'est pas bête quand on croit n'avoir point d'esprit; L'anima delle bestie esiste!; «Ame des bêtes»; Boullier-Yvon contro Cartesio; Animali e uomini; Superiorità del'anima; Una sede per l'anima; Capitolo terzo. Il bisogno e il desiderio; Un infedele erede cartesiano; Un problema classico; Uomo: animale bisognoso; Anima e corpo; Uomo come macchina?; L'istruzione e la cultura; Capitolo quarto. Che cos'è l'animale; Un prototipo per animali e uomini; Meccanicismo, vitalismo...; Una definizione impossibile; Una scala interrotta; I sensi, il senso interno e l'anima; Umanità e animalità; Condillac contro Cartesio e Buffon; Istinto e ragione; Un errore solo umano; L'immaginazione; La produzione del linguaggio; Capitolo quinto. Simpatia e affinità elettive; Continuità e gradualità; Abitudine, istinto e traccia mnestica; Gli animali riflettono; Il fisico e il morale; Capitolo sesto. Il senso estetico; Sensibilità artistica; Nessun finalismo; Api e vespe; Che cos'è l'istinto: in conclusione; Bibliografia; Indice dei nomi
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